Presentata questa mattina la grande produzione del 103° Arena Opera Festival. Dieci serate tra tecnologia, simboli, grandi voci internazionali e il celebre “Va’ pensiero” che continua a emozionare il mondo.
VERONA – Un viaggio spettacolare tra guerra e pace, potere e redenzione, ambizione e speranza. Ma soprattutto una grande riflessione sull’umanità contemporanea. Torna in Arena uno dei titoli più amati di Giuseppe Verdi e lo fa con un allestimento monumentale che promette di essere tra gli eventi più attesi dell’estate culturale italiana.
Il Nabucco del 103° Arena di Verona Opera Festival debutterà venerdì 26 giugno alle 21.15 e sarà replicato per dieci serate fino al 9 settembre. Un ritorno attesissimo, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che ha riunito alcuni dei protagonisti dell’opera e della Fondazione Arena.
Presenti il basso Roberto Tagliavini, il consigliere comunale di Verona Pietro Trincanato, il direttore d’orchestra Michele Spotti, il regista Stefano Poda, il vice direttore artistico della Fondazione Arena Stefano Trespidi, il mezzosoprano Annalisa Stroppa, il tenore Galeano Salas e il maestro del coro areniano Roberto Gabbiani. Un incontro che ha permesso di entrare nel cuore di una produzione destinata ancora una volta a stupire il pubblico proveniente da tutto il mondo.
Uno spettacolo monumentale
Lo spettacolo firmato da Stefano Poda, che cura regia, scene, costumi, luci e coreografie, è stato definito da molti come il “Nabucco atomico”. Una definizione che ben rappresenta la forza visiva e simbolica dell’allestimento.
Due gigantesche semisfere luminose, come particelle subatomiche che si attraggono e si respingono, dominano la scena. Un enorme piano inclinato si trasforma in un labirinto esistenziale, mentre una vertiginosa scala conduce verso una gigantesca clessidra che scandisce il tempo degli uomini e della storia.
I due popoli protagonisti dell’opera si fronteggiano divisi da colori, tessuti e identità differenti, dando vita a un racconto che parla di conflitto, deportazione, amore, vendetta, fede e riconciliazione. Il risultato è una produzione che utilizza l’intero anfiteatro come spazio scenico, coinvolgendo non solo il palcoscenico ma anche i millenari gradoni dell’Arena.
Un cast internazionale
Ad interpretare il ruolo di Nabucco nelle prime rappresentazioni sarà il baritono Amartuvshin Enkhbat, una delle voci più richieste del panorama lirico internazionale. Al suo fianco si alterneranno artisti di assoluto prestigio come Ludovic Tézier, Youngjun Park e Luca Salsi.
Nel difficile ruolo di Abigaille debutterà Maria José Siri, affiancata nelle successive recite da Olga Maslova e Marta Torbidoni.
Fenena avrà il volto e la voce di Annalisa Stroppa e Anna Werle, mentre il profeta Zaccaria sarà interpretato da Roberto Tagliavini, Simon Lim, Alexander Vinogradov e Michele Pertusi.
Per il ruolo di Ismaele si alterneranno Galeano Salas, Francesco Meli e Paolo Lardizzone.
Due direttori per una grande opera
Dopo il successo della Traviata inaugurale, il maestro Michele Spotti torna sul podio dell’Anfiteatro veronese per dirigere le prime sei recite. Il giovane direttore, considerato tra i più brillanti della nuova generazione, affronta per la prima volta Nabucco in Arena.
Dall’8 agosto la direzione musicale passerà invece a Sebastiano Rolli, tra i maggiori specialisti dell’opera italiana dell’Ottocento e al suo debutto sul podio areniano.
Determinante sarà ancora una volta il contributo del Coro della Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani, autentico protagonista di un’opera che trova nel celebre “Va’ pensiero” uno dei momenti più emozionanti della storia della musica.
L’opera che cambiò la vita di Verdi
Nabucco non rappresenta soltanto uno dei più grandi successi del repertorio lirico italiano. È anche l’opera che salvò artisticamente Giuseppe Verdi.
Quando il compositore ricevette il libretto scritto da Temistocle Solera, stava vivendo il periodo più drammatico della sua esistenza: aveva perso la moglie e i due figli e meditava di abbandonare definitivamente la musica.
Fu proprio la lettura dei versi di “Va’ pensiero, sull’ali dorate” a riaccendere la sua ispirazione. La prima rappresentazione del 1842 alla Scala di Milano fu un trionfo e segnò l’inizio della straordinaria carriera del compositore destinato a diventare simbolo dell’opera italiana nel mondo.
Un gigante della storia areniana
Nabucco approdò in Arena nel 1938 e oggi è il terzo titolo più rappresentato nella storia del Festival, con oltre 250 recite e quasi novant’anni di presenza sul palcoscenico veronese.
L’allestimento di Stefano Poda rappresenta la sua versione più spettacolare e tecnologicamente avanzata: materiali innovativi, chilometri di luci LED integrati nei costumi, coreografie complesse, centinaia di artisti coinvolti tra ballerini, mimi, figuranti e tecnici.
Una macchina scenica imponente che trasforma il capolavoro verdiano in una vera esperienza immersiva.
Le date
Dopo il debutto del 26 giugno, Nabucco tornerà in scena il 4, 12, 18 e 23 luglio, l’1, l’8, il 20 e il 28 agosto e infine il 9 settembre.
Dieci appuntamenti per riscoprire un capolavoro che, a quasi due secoli dalla sua nascita, continua a parlare al presente. Perché dietro la storia di re, schiavi e profeti si nasconde una domanda ancora attuale: come trasformare il conflitto in riconciliazione?
L’Arena di Verona proverà a rispondere, ancora una volta, con la forza senza tempo della musica di Verdi.
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NABUCCO, IL CAPOLAVORO DI VERDI TORNA IN ARENA: LO SPETTACOLO “ATOMICO” DI PODA CHE ACCENDE L’ESTATE VERONESE
Dal 26 giugno al 9 settembre dieci rappresentazioni per il capolavoro di Verdi. Un allestimento monumentale tra tecnologia, simboli, grandi voci internazionali e il celebre “Va’ pensiero” che continua a emozionare il mondo.
VERONA – Non è soltanto un’opera lirica. È una riflessione sull’umanità, sulla guerra, sul potere e sulla speranza. È un viaggio visivo e musicale che trasforma l’anfiteatro romano più famoso del mondo in una gigantesca macchina teatrale. Da venerdì 26 giugno, il Nabucco di Giuseppe Verdi torna protagonista dell’Arena di Verona con dieci rappresentazioni destinate a essere tra gli appuntamenti più attesi del 103° Arena Opera Festival.
Lo spettacolo firmato da Stefano Poda, che aveva inaugurato il Festival 2025 conquistando pubblico e critica, si presenta come una delle produzioni più imponenti e innovative mai realizzate nell’anfiteatro veronese. Un allestimento che qualcuno ha già definito “atomico”, per la forza delle immagini e per la capacità di fondere tradizione verdiana e linguaggio contemporaneo.
Un Nabucco tra particelle, luce e riconciliazione
La visione di Stefano Poda parte da un concetto potente: l’umanità come un insieme di forze opposte che si attraggono e si respingono, proprio come particelle subatomiche.
Sul palcoscenico compaiono due immense semisfere luminose, una monumentale scala che sembra sfidare il cielo, una clessidra simbolo del tempo e un gigantesco piano inclinato che diventa metafora del cammino umano. Due popoli si fronteggiano, divisi da colori, costumi e identità differenti, mentre sullo sfondo si sviluppa una storia che parla di conflitto, deportazione, amore, vendetta, fede e perdono.
Il risultato è un’esperienza immersiva che coinvolge ogni spazio dell’Arena, compresi i gradoni, trasformando il pubblico in parte integrante della narrazione.
Un cast stellare per il capolavoro di Verdi
Ad interpretare il tormentato re babilonese sarà, nelle prime rappresentazioni, il celebre baritono Amartuvshin Enkhbat, tra le voci più apprezzate del panorama lirico internazionale.
Accanto a lui si alterneranno artisti di assoluto prestigio come Ludovic Tézier, Youngjun Park e Luca Salsi.
Nel ruolo della temibile Abigaille, uno dei più difficili mai scritti per soprano, debutterà Maria José Siri, affiancata nelle repliche da Olga Maslova e Marta Torbidoni.
A completare il cast saranno Annalisa Stroppa e Anna Werle nel ruolo di Fenena, mentre il profeta Zaccaria avrà le voci autorevoli di Roberto Tagliavini, Simon Lim, Alexander Vinogradov e Michele Pertusi.
Due maestri sul podio
A dirigere le prime sei recite sarà il giovane e già affermato maestro Michele Spotti, considerato una delle bacchette più brillanti della nuova generazione europea.
Dall’8 agosto il testimone passerà a Sebastiano Rolli, specialista del repertorio italiano dell’Ottocento e al suo debutto sul podio areniano.
Fondamentale, come sempre, il contributo del Coro di Fondazione Arena preparato dal maestro Roberto Gabbiani, autentico protagonista di un’opera che trova nel celeberrimo “Va’ pensiero” uno dei momenti più intensi della storia della musica.
L’opera che salvò Verdi
La storia di Nabucco è legata indissolubilmente anche alla vicenda personale del suo autore.
Quando Giuseppe Verdi ricevette il libretto, stava attraversando il periodo più doloroso della sua vita. Aveva perso in pochi mesi la moglie e i due figli e aveva deciso di abbandonare la composizione.
Fu proprio la lettura dei versi di “Va’ pensiero, sull’ali dorate” a riaccendere la sua ispirazione.
La prima rappresentazione, alla Scala nel 1842, segnò l’inizio della sua straordinaria carriera e trasformò Nabucco in uno dei simboli assoluti dell’opera italiana.
Un gigante della storia areniana
Arrivato in Arena nel 1938, Nabucco è oggi il terzo titolo più rappresentato nella storia del Festival, con oltre 250 recite e quasi novant’anni di presenza sul palcoscenico veronese.
L’allestimento di Stefano Poda rappresenta la sua versione più spettacolare: chilometri di luci LED integrati nei costumi, materiali innovativi, centinaia di artisti coinvolti tra ballerini, mimi e figuranti, coreografie di scherma e una complessa macchina scenica che spinge al massimo le potenzialità tecnologiche dell’anfiteatro.
Le date
Nabucco sarà in scena il 26 giugno, il 4, 12, 18 e 23 luglio, l’1, 8, 20 e 28 agosto e il 9 settembre.
Dieci serate per riscoprire un che, a quasi due secoli dalla sua nascita, continua a parlare al presente. Perché dietro la vicenda biblica di re, schiavi e profeti si nasconde una domanda ancora attuale: come si può trasformare il conflitto in riconciliazione?
In Arena, quest’estate, la risposta arriverà attraverso la musica di Verdi e uno spettacolo destinato a lasciare il segno.
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