Cinque anni di investimenti, cantieri e riqualificazioni per raggiungere un obiettivo che fino a poco tempo fa sembrava difficile da realizzare: azzerare gli alloggi sfitti. È questo il risultato che il presidente di ATER Verona, Matteo Mattuzzi (nella foto), rivendica al termine del proprio mandato, annunciando un piano che porterà alla riconsegna di 573 abitazioni tra Verona e provincia entro il 2028.
Il Consiglio di Amministrazione dell’ente, con il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci, ha infatti approvato il programma che consentirà di completare il recupero di tutte le abitazioni attualmente non assegnate, mettendole nuovamente a disposizione delle famiglie in graduatoria.
«Azzerare gli alloggi sfitti era l’obiettivo che mi ero prefissato all’inizio del mandato», ha dichiarato Mattuzzi. «Tra il 2026 e il 2028 consegneremo 573 nuovi alloggi tra Verona e provincia. Portiamo a zero gli alloggi da riattare e diamo una casa a chi ne ha bisogno, rispondendo alla crescente domanda abitativa delle famiglie veronesi».
Investimenti per quasi 140 milioni di euro
Il risultato arriva al termine di un percorso avviato nel 2021 e caratterizzato da una forte attività di intercettazione dei finanziamenti pubblici. Secondo il presidente, la strategia adottata dall’ente ha permesso di sfruttare le opportunità offerte da PNRR, Superbonus 110% e programma RePower, generando una mole di investimenti senza precedenti.
I numeri del quinquennio parlano di quasi 140 milioni di euro di interventi realizzati, oltre 50 milioni già programmati e finanziati per i prossimi anni e più del 60% del patrimonio immobiliare riqualificato su oltre 5 mila alloggi gestiti.
A questi risultati si aggiungono l’azzeramento delle occupazioni abusive, la riduzione delle morosità e la realizzazione di uno dei più grandi studentati della città, in via Merano, con 52 posti letto distribuiti in 19 appartamenti.
Una risposta concreta all’emergenza abitativa
A fine aprile gli alloggi sfitti risultavano essere 573. Di questi, 318 erano già finanziati e inseriti nei programmi di recupero. Per i restanti 255 il Consiglio di Amministrazione ha approvato una manovra che utilizza il reinvestimento delle vendite 2025, fondi propri dell’azienda e nuove risorse derivanti dal Conto Termico 3.0.
Un intervento che, secondo il direttore Franco Falcieri, assume un valore particolarmente significativo in una fase in cui la richiesta di abitazioni popolari continua a crescere.
«La domanda di casa è sempre più pressante», ha spiegato il direttore. «Nel solo Comune di Verona l’ultimo bando ha registrato circa 1.300 domande. Per la prima volta possiamo affermare di non avere più alloggi sfitti per i quali programmare interventi di recupero. Ogni singolo appartamento ATER torna disponibile per le assegnazioni».
Il bilancio di fine mandato
Nel tracciare il bilancio dell’esperienza alla guida dell’ente, Mattuzzi ha voluto sottolineare il lavoro svolto in sinergia con amministratori, dirigenti e dipendenti.
«La forza di questa azienda è stata il gioco di squadra. In cinque anni non c’è stata una sola delibera che non sia stata approvata all’unanimità. Abbiamo dimostrato che la politica può fare un passo indietro quando l’obiettivo è comune: tutelare ATER Verona e dare risposte concrete alle fasce più fragili della comunità».
Un traguardo che rappresenta una delle operazioni più significative degli ultimi anni nel settore dell’edilizia residenziale pubblica veronese e che punta a tradursi, nei prossimi mesi, in centinaia di nuove assegnazioni per famiglie, anziani e cittadini in attesa di una casa.
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