SANGUINETTO – Quando la scuola riesce a trasformare la letteratura in emozione, il teatro in crescita personale e il lavoro di gruppo in una lezione di vita, il risultato va ben oltre uno spettacolo. È quanto accaduto giovedì 4 giugno al Teatro “Gaetano Zinetti” del Castello di Sanguinetto, dove gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Benedetto Croce” di Casaleone hanno portato in scena il musical “I Promessi Sposi… più promessi che sposi!”, conquistando il pubblico con entusiasmo, talento e autenticità.
Dopo il debutto dello scorso marzo, la replica ha confermato il successo di un progetto educativo che da anni rappresenta un fiore all’occhiello dell’istituto guidato dalla dirigente scolastica Caterina Pagano. Sul palco si sono alternati gli alunni delle classi 2ª A, 3ª A, 3ª B e 3ª D, protagonisti di una rilettura originale e coinvolgente del celebre capolavoro di Alessandro Manzoni.
Ma il vero valore della serata non è stato soltanto artistico. Dietro costumi, scenografie, musiche e battute si è visto il frutto di un percorso educativo costruito con passione, dedizione e una forte attenzione all’inclusione.
«Guardo questo palco e vedo solo cuori palpitanti e occhi luccicanti. È l’emozione pura di chi ha dato tutto per realizzare un sogno: quello di rappresentare il nostro musical in un vero teatro», ha raccontato con emozione la professoressa Elena Filippi, anima del progetto.
Da tredici anni la docente porta avanti percorsi teatrali che coinvolgono centinaia di studenti, affrontando non solo i grandi classici della letteratura, ma anche temi sociali di forte attualità. Un lavoro che ha trasformato il teatro in uno strumento educativo capace di far emergere talenti, sviluppare competenze relazionali e rafforzare l’autostima dei ragazzi.
Un teatro che insegna a vivere
Per gli studenti, il musical è stato molto più di una rappresentazione.
«È un percorso in cui credo profondamente – spiega la docente – perché permette di includere, valorizzare e costruire un vero compito di realtà. I ragazzi imparano a vincere le paure, a gestire le emozioni, a collaborare e soprattutto a sviluppare empatia».
Sul palco ognuno ha trovato il proprio spazio: attori, ballerini, tecnici, scenografi e collaboratori. Un grande lavoro corale che ha insegnato il valore della responsabilità condivisa e del sostegno reciproco.
La storia di Renzo e Lucia è così diventata il pretesto per raccontare qualcosa di ancora più importante: la capacità dei giovani di crescere insieme, aiutarsi e superare le difficoltà grazie alla forza del gruppo.
Una comunità che educa
Dietro il successo dello spettacolo c’è stato il contributo di numerosi insegnanti e collaboratori. Accanto a Elena Filippi hanno lavorato con entusiasmo le docenti Marta Carmagnani, Carmela Crisafulli e Sara Capponi, affiancate da Federica Rossignoli, Benedetta Dionisi, Ioana Bucsai, Maria Luisa Di Dio e Giuseppe Vassallo.
Importante anche il sostegno delle istituzioni. Alla serata erano presenti il sindaco di Sanguinetto Daniele Fraccaroli, il sindaco di Casaleone Stefano Cagalli e il sindaco di Sorgà Paola Bedoni, che hanno voluto testimoniare concretamente la vicinanza delle amministrazioni locali al mondo della scuola.
Particolarmente significativo l’intervento del dirigente dell’Ambito Territoriale di Verona, Sebastian Amelio, che al termine dello spettacolo è salito sul palco per complimentarsi personalmente con studenti e docenti.
«Questa è la scuola giusta per i nostri ragazzi», ha affermato, sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino un modello educativo capace di valorizzare i talenti, rafforzare l’autostima, promuovere l’inclusione e insegnare il rispetto reciproco.
Parole accolte da un lungo applauso che ha suggellato il riconoscimento istituzionale a un progetto che continua a crescere anno dopo anno.
Molto più di uno spettacolo
Al termine della serata, tra sorrisi, abbracci e occhi lucidi, è apparso chiaro a tutti che il vero successo non era soltanto la qualità della rappresentazione.
La vera vittoria è stata vedere decine di ragazzi mettersi in gioco, superare timidezze e paure, imparare a fidarsi degli altri e scoprire capacità che forse nemmeno immaginavano di possedere.
Per una sera il palcoscenico del Teatro Zinetti è diventato una straordinaria aula a cielo aperto, dove la letteratura si è trasformata in vita vissuta e dove la scuola ha mostrato il suo volto più autentico: quello che educa, include e fa crescere.
E alla fine, proprio come nella storia di Manzoni, il messaggio è arrivato forte e chiaro: insieme si possono superare gli ostacoli più difficili. Perché questa volta, davvero, quel matrimonio «s’aveva da fare».
Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati











