GARDA – Non soltanto cinema. Non soltanto grandi nomi. Ma un viaggio dentro le emozioni, le fragilità e le speranze di un tempo che sembra averne sempre più bisogno.
È stata la suggestiva cornice del ristorante Riviera, a Punta San Vigilio, uno degli angoli più affascinanti del Lago di Garda, ad ospitare ieri la presentazione ufficiale della sesta edizione del Garda Cinema Film Festival, in programma dal 10 al 14 giugno 2026 con una speciale serata di anteprima il 9 giugno.

Con il lago sullo sfondo e l’atmosfera sospesa che solo certi luoghi sanno regalare, è stato svelato un programma che si annuncia tra i più ricchi e ambiziosi delle ultime edizioni.
Un festival che negli anni è cresciuto in maniera costante, fino a trasformarsi in uno degli appuntamenti culturali più interessanti dell’estate gardesana.

Il tema scelto per il 2026 è già di per sé un manifesto: “Cercando la felicità”.

Una ricerca che attraversa il cinema, ma anche la vita quotidiana, in un periodo storico segnato da tensioni internazionali, cambiamenti sociali e profonde incertezze.

NICA CURRÒ: LA DONNA CHE HA CREATO E FATTO CRESCERE IL FESTIVAL

Tra i protagonisti della conferenza stampa, un ruolo centrale lo ha avuto Nica Currò, presidente dell’associazione La Decima Musa, anima organizzativa della manifestazione e figura che in questi anni ha accompagnato il festival in un percorso di crescita costante.

Il suo intervento è apparso come qualcosa di più di una semplice presentazione istituzionale: il racconto di un progetto costruito passo dopo passo, con convinzione e visione.

«Per la nostra associazione continuare a investire nel Garda Cinema Film Festival significa credere profondamente nella cultura cinematografica come strumento di crescita, incontro e valorizzazione del territorio» ha spiegato Currò.  Parole che raccontano bene lo spirito con cui è nato questo progetto.   «In questi sei anni abbiamo cercato di costruire un dialogo autentico tra la bellezza del Lago di Garda e quella del cinema d’autore, convinti che questo connubio possa dare vita a qualcosa di unico e importante».

Il concetto è chiaro: il Garda Cinema non vuole essere soltanto una rassegna di proiezioni, ma un luogo di incontro capace di creare identità culturale.

Currò guarda già oltre: «I risultati raggiunti ci dimostrano che questa è la strada giusta e ci spingono a guardare al futuro con l’ambizione di far crescere ancora il festival, portandolo sempre più in alto».

Una dichiarazione che suona quasi come un impegno. E osservando i nomi annunciati e il livello raggiunto dalla manifestazione, quella crescita appare già sotto gli occhi di tutti.

GRANDI VOLTI DEL CINEMA ITALIANO SUL LAGO

Il Garda Cinema 2026 porterà sulle rive del lago alcuni dei nomi più importanti del panorama cinematografico italiano.
Ad aprire il festival, nella serata speciale del 9 giugno, sarà Isabella Ferrari, che riceverà il Premio Shooting Star e presenterà Nel tepore del ballo, ultimo lavoro di Pupi Avati.

Seguiranno poi altri protagonisti molto attesi: Giorgio Pasotti, Massimiliano Gallo, Giovanni Esposito, Giorgio Colangeli, Milvia Marigliano, Francesco Mandelli e Andrea Pisani.

Volti diversi, storie differenti, percorsi artistici lontani tra loro ma uniti da un elemento comune: la capacità di raccontare l’umanità nelle sue sfumature.

E proprio l’umanità sembra essere il filo invisibile che lega questa edizione.

IL CINEMA COME SPECCHIO DEL PRESENTE

Il direttore artistico Franco Dassisti ha spiegato come il tema della felicità non sia stato scelto casualmente. «Questa sesta edizione del nostro festival chiede ai film e ai talent del cinema italiano di dialogare con un tema quanto mai cruciale nella nostra società: la ricerca della felicità».

Una felicità che il festival non interpreta come leggerezza superficiale o fuga dalla realtà. Piuttosto una domanda aperta.
Dove la troviamo oggi? Nei rapporti umani? Nei sogni? Nei ricordi? Nell’amicizia? Nel coraggio di ricominciare?
Saranno proprio i film, i cortometraggi e gli incontri a cercare possibili risposte.

33 STORIE DA TUTTO IL MONDO

Grande spazio sarà dedicato anche al Concorso Internazionale Cortometraggi, che quest’anno proporrà 33 opere provenienti da diversi Paesi del mondo, suddivise tra fiction e documentario.

Storie che parleranno di guerre, amicizie, migrazioni, disabilità, adolescenza, famiglie, perdita e rinascita.
Un mosaico di racconti che attraversa continenti e culture diverse.

Tra i titoli spiccano opere candidate agli Oscar, vincitori del David di Donatello e produzioni internazionali che porteranno sul Garda sguardi differenti sulla realtà contemporanea.

IL SINDACO BENDINELLI: «IL CINEMA DIVENTA PROMOZIONE DEL TERRITORIO»

Durante la presentazione è intervenuto anche il sindaco di Garda Davide Bendinelli, che ha sottolineato l’importanza strategica dell’evento.
«Siamo orgogliosi di ospitare anche quest’anno il Garda Cinema Film Festival. Eventi di questo livello ci permettono di far conoscere il nostro paese a un pubblico sempre più ampio, creando nuove opportunità e arricchendo l’offerta rivolta a cittadini e visitatori».

Per Garda il cinema diventa quindi anche strumento di promozione territoriale, capace di valorizzare il lago e la sua identità culturale.

IL LAGO DIVENTA UNA GRANDE SALA A CIELO APERTO

Le serate di gala si svolgeranno nel cortile del Municipio affacciato sul lungolago Regina Adelaide, trasformato per l’occasione in una vera arena sotto le stelle.
Le proiezioni del concorso internazionale troveranno invece casa nella Sala Congressi di Garda.

Ci sarà spazio anche per l’arte con una mostra dedicata a Pasqualin Milesi, in un dialogo continuo tra cinema, immagini e creatività.

Per sei giorni il lago smetterà di essere soltanto uno scenario da cartolina.
Diventerà una grande sala cinematografica diffusa.

E forse, come suggerisce il titolo di questa edizione, anche un luogo dove fermarsi un attimo e provare davvero a cercare la felicità.

 

 

Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati