Ad Isola della Scala la frattura politica che da settimane sembrava serpeggiare sotto traccia è ormai emersa apertamente. Il sindaco Luigi Mirandola ha revocato le deleghe all’Informatizzazione e alle Politiche Giovanili al consigliere comunale Giampietro Falsiroli, motivando la decisione con il venir meno del «rapporto di fiducia» a seguito delle critiche pubbliche rivolte negli ultimi tempi al sindaco e al gruppo di maggioranza.

Ma la risposta politica è arrivata immediatamente e con un gesto che pesa. Nella stessa giornata Falsiroli ha infatti formalizzato l’uscita dalla lista “Isola Civica Mirandola sindaco” nella quale era stato eletto, comunicando l’adesione al Gruppo Misto e parlando chiaramente del «venir meno delle condizioni politiche e fiduciarie che avevano consentito la prosecuzione del percorso amministrativo comune».

Secondo quanto sostenuto dallo stesso Falsiroli, tuttavia, la sequenza dei fatti sarebbe diversa: il consigliere afferma infatti di aver comunicato la propria uscita dalla lista prima della decisione del sindaco di revocargli le deleghe. Un elemento che aggiunge ulteriore peso politico alla vicenda e che apre inevitabilmente anche una lettura differente delle dinamiche che hanno portato alla rottura.

Tradotto dal linguaggio istituzionale: il rapporto si è rotto.

La vicenda rischia di rappresentare qualcosa di più di una semplice redistribuzione di deleghe. In politica locale, soprattutto nelle realtà civiche, i contrasti interni vengono spesso gestiti lontano dai riflettori. Quando invece si arriva alla revoca di incarichi e all’abbandono del gruppo di appartenenza, significa che il livello di tensione è già oltre la soglia di sicurezza.

Ed è difficile non leggere questa nuova spaccatura all’interno di un quadro più ampio che negli ultimi mesi ha già mostrato forti segnali di instabilità. Isola della Scala arriva infatti da settimane particolarmente turbolente, segnate dalle polemiche sull’Ente Fiera, dai cambi al vertice e da una crescente sensazione di difficoltà nella tenuta complessiva dell’azione amministrativa.

La domanda politica che inevitabilmente si apre adesso è un’altra: si tratta di un episodio isolato oppure dell’ennesimo campanello d’allarme?

Perché una maggioranza può sopravvivere alle critiche dell’opposizione. Molto più complicato diventa gestire le crepe che si aprono al proprio interno. E quando a parlare non sono gli avversari politici ma chi fino a ieri sedeva nella stessa squadra, il segnale assume inevitabilmente un peso diverso.

Falsiroli, nella sua comunicazione, ha precisato di voler continuare il proprio mandato «nel pieno esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo attribuite al Consiglio Comunale». Nessun passo indietro quindi, ma una presa di distanza politica netta.

Ad Isola della Scala, intanto, il clima appare sempre meno quello di una maggioranza compatta e sempre più quello di un’amministrazione chiamata a rincorrere emergenze e tensioni interne. E il problema, per Palazzo municipale, potrebbe non essere soltanto chi esce, ma capire chi sarà il prossimo a non sentirsi più parte del progetto. Per fare questo non serve guardare molto lontano in assise comunale.

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