Ieri mattina, sabato 5 giugno, nella sede del Comando Provinciale di Verona, i Carabinieri hanno festeggiato il 207° annuale della fondazione dell’Arma.
A causa della contingente situazione di emergenza sanitaria, la cerimonia è stata particolarmente sobria: Francesca De Carlini, viceprefetto vicario in rappresentanza del Prefetto, Donato Giovanni Cafagna, unitamente al Comandante Provinciale, Colonnello Pietro Carrozza, hanno deposto una corona di fiori al monumento presente nel piazzale, in commemorazione dei caduti dell’Arma.

Con questa ricorrenza, tutti i Carabinieri riaffermano l’orgoglio di appartenere ad un’Istituzione sempre vicina alle molteplici esigenze di sicurezza che provengono dalla collettività, in Italia e nelle missioni internazionali, con il sentimento deciso e convinto di continuare a mantenere alti e forti i principi di libertà, giustizia e di rispetto delle regole del vivere sociale.

La particolare ricorrenza costituisce anche occasione per un bilancio consuntivo dell’attività svolta dal Comando Provinciale di Verona. I circa 900 Carabinieri del Comando Provinciale di Verona, che si articola su 6 Compagnie (Verona, Villafranca, Peschiera del Garda, Caprino Veronese, Legnago e San Bonifacio), da cui dipendono 51 Stazioni dislocate in quasi tutti i comuni della provincia, con 25.062 reati perseguiti, hanno contrastato l’88.66% del totale: i Carabinieri procedono per oltre 3 reati su 4 di tutti quelli denunciati.

I militari dell’Arma di Verona hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria 5.272 persone (in linea con l’anno precedente), 811 delle quali tratte in arresto. Il reato perseguito con sempre maggiore efficacia è stato il furto, per cui sono state denunciati a piede libero 424 individui e ne sono stati arrestati 122 (grazie all’opera di prevenzione svolta la specifica fattispecie ha fatto registrare un calo del -17%).

Un ruolo di primo piano è rivestito costantemente dall’attività di contrasto allo spaccio ed al consumo, specie fra i più giovani, delle sostanze stupefacenti: ben 93 le persone arrestate (+19%) e 105 quelle denunciate in stato di libertà, consentendo il sequestro di 490 kg. totali di stupefacente (+70%), suddivisi in circa 32 kg. Cocaina (+90%), 1 kg. eroina, 94 kg. hashish (+89%) e 363 kg. altre sostanze psicotrope (+69%). Particolare attenzione è stata dedicata alle truffe, specie quelle in danno di anziani, ed alle frodi informatiche: denunciate in tutto 520 persone e 1 quelle tratte in arresto.

Particolarmente incisivo il contributo fornito dalla Sezione Investigazioni Scientifiche, che riveste un ruolo sempre più determinante nella risoluzione delle indagini: 422 fotosegnalamenti, 44 interventi per rilievi tecnici, 124 accertamenti dattiloscopici (di cui 48 hanno condotto all’identificazione di persone).
Dalla Sezione dipende anche il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti che, con 411 accertamenti chimici svolti su 1330 reperti, ha effettuato 32.010 analisi per tutte le forze di polizia delle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia.

L’impegno profuso dall’Arma è evidente non solo dal punto di vista repressivo ma anche e soprattutto sul piano preventivo, del controllo del territorio: sono state eseguite 36.382 pattuglie e perlustrazioni che, con l’impiego di 72.656 militari, hanno consentito di controllare 181.230 persone (+7,49%) e 125.977 veicoli migliorando ancora il dato dell’anno precedente.

Nonostante le difficoltà derivanti dalla diffusione della pandemia, i carabinieri del Provinciale di Verona, hanno continuato a garantire il proprio supporto alla popolazione ed alle Amministrazioni Comunali.
Così come sono stati svolti incontri “a distanza” con le scuole nell’ambito del progetto “cultura della legalità” in favore degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, riconfermando il legame con gli istituti scolastici.
Inoltre, da ricordare le iniziative dell’Arma dei Carabinieri intraprese per assistere le fasce più deboli e fragili della popolazione negli aspetti più delicati e sensibili della vita quotidiana ma che tanto hanno modificato le abitudini e consuetudini a causa della pandemia.
Tra questa si evidenzia il supporto fornito nelle procedure di prenotazione per la somministrazione del vaccino.

Ancora, la convenzione sottoscritta tra l’Arma dei Carabinieri e le Poste Italiane grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni, per l’intera durata dell’emergenza Covid-19, hanno potuto delegare i Carabinieri al ritiro della pensione che riscuotevano in contanti, ricevendola così direttamente a casa tramite i militari.
Sempre in un contesto di supporto alla nazione per sconfiggere la pandemia, anche in carabinieri del Comando Provinciale di Verona sono stati chiamati a fornire il proprio contributo nei numerosi servizi di scorta ai mezzi che via terra hanno trasportato i vaccini destinati al nord-est Italia o in transito provenienti dal nord Europa.

Non per ultimo, il progetto denominato “cittadini digitali” avviato in alcuni centri della penisola, tra cui il comune di Lazise, grazie al quale le persone anziane sono “tornate a scuola” nelle caserme carabinieri, per seguire dei corsi di formazione volti ad imparare l’utilizzo di smartphone, PC, Tablet.

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