Dal 28 settembre al 3 ottobre la 31ª edizione della manifestazione dedicata all’inclusione. Passarin: «Non fare qualcosa per le persone con disabilità, ma costruirlo con loro». Bertolaso: «Niente pietà, chiediamo dignità»

LEGNAGO – Non una semplice manifestazione, ma una città intera chiamata a mettersi in gioco. Dopo circa dieci anni, torna a Legnago nella sua versione “completa” La Grande Sfida, l’iniziativa dedicata all’inclusione sociale giunta alla 31ª edizione.

Dal 28 settembre al 3 ottobre, piazze, scuole, negozi, luoghi di lavoro, associazioni e spazi cittadini diventeranno il terreno concreto sul quale affrontare la sfida più importante: abbattere pregiudizi e barriere, restituendo alle persone con disabilità un ruolo da protagoniste nella vita della comunità.

Il tema scelto per questa edizione, “Prendiamoci cura! Let’s take care!”, racchiude lo spirito di un programma che coinvolgerà il Comune, la Consulta comunale per la Disabilità, la Commissione Pari Opportunità, le associazioni, il volontariato, le attività economiche e numerose realtà del territorio.

Tra queste figurano Pro Loco Legnago, Portobello, ViviLegnago, Tribunale per i Diritti del Malato, Alcolisti Anonimi, Circartis e Circus School Italia. L’iniziativa è sostenuta da Banca Veronese e vedrà anche la partecipazione della Protezione Civile e dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”.

A spiegare il valore profondo dell’appuntamento è l’assessore alle Politiche sociali, Famiglia, Lavoro, Disabilità e Istruzione Delfina Diana Passarin, che ha fortemente voluto il ritorno della manifestazione.

«La Grande Sfida non è soltanto un evento – sottolinea – ma un invito rivolto alla nostra città a guardare le persone prima delle loro disabilità. Dobbiamo compiere un passaggio culturale importante: non fare qualcosa “per” le persone con disabilità, ma costruire qualcosa “con” loro».

L’obiettivo è portare l’inclusione fuori dai luoghi nei quali troppo spesso rimane confinata, facendola vivere nella quotidianità.

«Nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, nei negozi, nei luoghi di lavoro, nello sport e nell’arte – prosegue Passarin – perché è lì che una comunità dimostra davvero di essere inclusiva. Vorrei che, al termine di queste giornate, non rimanessero soltanto fotografie o bei ricordi, ma un incontro, una relazione e uno sguardo diverso. Quando conosciamo veramente una persona, molte barriere cominciano già a cadere».

Parole condivise da Orietta Bertolaso, presidente della Consulta comunale per la Disabilità, che respinge ogni approccio pietistico.

«È l’occasione per richiamare l’attenzione dell’intera città sul tema della disabilità nel modo giusto: non con pietà, ma con dignità. Porteremo la voce di chi ogni giorno trasforma la disabilità in un progetto di vita: le famiglie, i ragazzi e le associazioni che a Legnago non si arrendono e continuano a costruire futuro. La Grande Sfida è di tutti».

Uno dei passaggi centrali sarà il coinvolgimento delle attività economiche. Alcuni ragazzi con disabilità potranno vivere esperienze reali nei negozi e al mercato, avvicinandosi concretamente al mondo del lavoro.

«Non sarà una partecipazione di facciata – osserva l’assessore Daniela De Grandis –. I ragazzi smetteranno di essere considerati soggetti da integrare e diventeranno attori integranti della vita sociale di Legnago. Il cambio di prospettiva è proprio questo: passare dal “fare per” al “fare con”».

Anche i più giovani saranno protagonisti. Alessa Pitingaro, sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi, offre una riflessione che arriva dritta al cuore del progetto: «Quando sentiamo la parola “sfida” pensiamo a una gara nella quale qualcuno vince e qualcuno perde. Questa, invece, non è una sfida contro gli altri, ma contro i pregiudizi, la diffidenza e la paura di chi ci sembra diverso. L’inclusione non è un favore fatto a qualcuno: è un modo di vivere che arricchisce tutti».

La presenza della Protezione Civile e della “Folgore” consentirà inoltre di parlare di prevenzione, sicurezza, responsabilità e solidarietà. «La collaborazione tra le componenti civili e militari – spiega il consigliere delegato Marco Tanzillo – rappresenta un esempio concreto di competenze diverse unite dallo stesso obiettivo: tutelare e aiutare la collettività».

Arte e inclusione si incontreranno anche attraverso il circo. La direttrice di Circartis Linda Tavellin ricorda come il mondo circense sia da sempre aperto all’incontro tra capacità differenti.

Il direttore artistico dell’International Salieri Circus Award, Antonio Giarola, sottolinea l’attenzione riservata negli anni agli spettatori sordi e ipovedenti e agli artisti con disabilità. «Quest’anno avremo in gara anche due artisti filippini che eseguiranno un numero aereo utilizzando una carrozzina in titanio. Il nostro sogno è che Legnago diventi la capitale italiana del circo e tutto ciò che possiamo fare per la città lo facciamo volentieri».

Il consigliere delegato all’Associazionismo Cesare Canoso, che circa dieci anni fa visse La Grande Sfida da volontario del Centro giovanile Salus, richiama infine il valore del fare rete: «Il bello è conoscersi, parlarsi e lavorare insieme. Per questo è importante che tutte le associazioni partecipino».

A chiudere è il vicesindaco Roberto Donà: «Questa manifestazione getta un seme che speriamo possa crescere di anno in anno: è la grande sfida dell’inclusione e del vivere pienamente insieme nella nostra città».

Per sei giorni Legnago proverà dunque a trasformare una bella parola, spesso abusata, in esperienze, relazioni e opportunità reali. Perché l’inclusione non si proclama nei convegni: si costruisce ogni giorno, incontrandosi e imparando finalmente a camminare insieme.

 

 

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