Dal 13 al 15 agosto l’Anfiteatro veronese concentra tre appuntamenti di richiamo internazionale. Si parte con quasi 400 artisti e tecnici per la monumentale cantata di Orff, poi la Turandot del centenario e l’Aida dorata di Zeffirelli. Numerosi i debutti, da James Conlon a Lisette Oropesa nel ruolo di Liù.
VERONA – Tre sere consecutive, tre grandi produzioni e una lunga serie di debutti e ritorni eccellenti. Nel cuore del Ferragosto, l’Arena di Verona mette in campo uno dei passaggi più intensi del 103° Opera Festival: giovedì 13 agosto i Carmina Burana di Carl Orff, venerdì 14 Turandot di Puccini e sabato 15 Aida di Verdi.
Un trittico che trasforma l’Anfiteatro in una gigantesca macchina dello spettacolo, passando dalla potenza corale e orchestrale di Orff alle atmosfere fiabesche della Cina immaginata da Franco Zeffirelli, fino all’Antico Egitto sontuoso e dorato della sua Aida.
QUASI 400 PERSONE PER LA POTENZA DEI CARMINA BURANA
L’apertura, giovedì 13 agosto alle 21.30, è affidata a un evento unico: i Carmina Burana, una delle composizioni sinfonico-corali più celebri e immediatamente riconoscibili del Novecento.
Per far risuonare fra le millenarie pietre dell’Arena il celebre “O Fortuna”, Fondazione Arena schiera una formazione imponente: quasi 400 persone tra Orchestra, Coro, tre cori di voci bianche e tecnici, con una ricchissima sezione di percussioni e pianoforti.
Sul podio ci sarà James Conlon, al suo debutto nell’Anfiteatro veronese. Il direttore statunitense, protagonista di una carriera internazionale che lo ha portato alla guida di prestigiose istituzioni musicali tra Los Angeles, Parigi, Colonia e Rotterdam, affronta per la prima volta il pubblico areniano.
Con lui tre solisti di primo piano: il soprano Erin Morley, il baritono Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli, anche lui al debutto in Arena.
Ad amplificare l’impatto della serata saranno il Coro di Fondazione Arena diretto da Roberto Gabbiani e le forze congiunte di tre cori di voci bianche: quello appena nato della Fondazione Arena, A.Li.Ve. e A.d’A.Mus.
I Carmina Burana nascono dalla raccolta medievale di canti goliardici ritrovata nel monastero bavarese di Benediktbeuern. Carl Orff ne scelse 24, trasformandoli in un viaggio musicale dedicato alla fortuna, all’amore, al piacere e alla precarietà della condizione umana.
La serata, arricchita da effetti di luce creati per l’Anfiteatro, avrà una durata di circa 70 minuti senza intervallo.
TURANDOT, IL CENTENARIO DI PUCCINI CON UN DEBUTTO ATTESO
Venerdì 14 agosto, alle 21, cambia completamente scenario. Torna Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, proposta nell’anno del centenario della sua prima assoluta.
In scena c’è la spettacolare produzione firmata da Franco Zeffirelli, con i costumi del premio Oscar Emi Wada, le luci di Paolo Mazzon e i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli.
A vestire i panni della gelida principessa Turandot sarà Anna Pirozzi, mentre Yusif Eyvazov interpreterà Calaf. Michele Pertusi sarà Timur.
Ma uno dei motivi di maggiore interesse della serata sarà Lisette Oropesa, che debutta internazionalmente nel ruolo di Liù, uno dei personaggi più delicati e commoventi del capolavoro pucciniano.
Completano il cast Gezim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore, Carlo Bosi e Ankhbayar Enkhbold. Tornano inoltre in scena le giovanissime voci bianche di Fondazione Arena.
Sul podio il veronese Andrea Battistoni, ormai protagonista di una consolidata carriera internazionale.
Turandot tornerà poi il 21 e 27 agosto e il 3 e 11 settembre.
A FERRAGOSTO L’ARENA È D’ORO CON AIDA
La notte di Ferragosto, sabato 15 agosto alle 21, è invece riservata all’opera simbolo dell’Anfiteatro: Aida.
Il capolavoro verdiano torna con il monumentale allestimento di Zeffirelli, fatto di oro, pietre multicolori e tessuti preziosi, con i costumi di Anna Anni e le luci di Paolo Mazzon.
Per l’occasione entra in scena un nuovo cast. Maria José Siri sarà Aida, mentre Yusif Eyvazov, impegnato così in due serate consecutive, vestirà i panni di Radames.
Con loro Clémentine Margaine come Amneris, Youngjun Park nel ruolo di Amonasro, Abramo Rosalen come Re e Gianluca Buratto, al debutto nel ruolo areniano di Ramfis. Completano il cast Carlo Bosi e Francesca Maionchi.
A dirigere Orchestra e Coro della Fondazione Arena sarà Francesco Ommassini.
E quando si parla di Aida all’Arena, la musica è soltanto una parte dello spettacolo: sul palcoscenico saranno impegnate centinaia di persone tra mimi, comparse e corpo di ballo, nelle coreografie originali di Vladimir Vasiliev, con i primi ballerini Eleana Andreoudi e Ionuţ-Andrei Diniţă.
Le successive repliche sono previste il 23 e 30 agosto e il 4 e 10 settembre.
TRE SERATE, UN’ARENA SEMPRE DIVERSA
È forse questo il tratto più affascinante del lungo weekend: in appena 72 ore l’Arena cambierà volto tre volte. Prima l’enorme massa sonora dei Carmina Burana, poi la Pechino favolosa di Turandot, infine l’Egitto monumentale di Aida.
Tre produzioni profondamente differenti, accomunate dalle dimensioni che soltanto l’Anfiteatro veronese può sostenere e da una concentrazione di interpreti internazionali difficilmente replicabile.
Nel Ferragosto veronese, dunque, mentre la città si riempie di turisti, l’Arena rilancia la propria vocazione più autentica: essere non soltanto il grande tempio estivo dell’opera italiana, ma uno dei palcoscenici internazionali più spettacolari per la musica dal vivo.
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