Il consigliere veronese pronto a costruire da zero il nuovo partito dell’ex generale. Passaggio al Gruppo Misto e strategia già delineata in vista dell’11 aprile.
Una scelta politica destinata a far discutere e a ridisegnare gli equilibri del centrodestra veneto. Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha deciso di lasciare la Lega per diventare il referente per il Nordest di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico guidato da Roberto Vannacci.
Un passaggio non banale, che segna un cambio di rotta netto e apre una fase tutta nuova per la politica regionale. A Palazzo Ferro Fini, Valdegamberi confluirà nel Gruppo Misto, da dove avrà il compito – tutt’altro che semplice – di costruire da zero la presenza territoriale del movimento vannacciano nel Nordest.
Un progetto politico tutto da costruire
Futuro Nazionale nasce con un’impronta fortemente identitaria e conservatrice, incarnata dalla figura di Vannacci, già noto per le sue posizioni nette e divisive. L’obiettivo è chiaro: intercettare un elettorato che chiede maggiore radicalità sui temi della sicurezza, dell’identità nazionale e della sovranità.
In questo scenario, Valdegamberi diventa una pedina chiave. Con la sua esperienza amministrativa e il radicamento nel territorio veronese, sarà chiamato a trasformare un progetto politico ancora embrionale in una struttura organizzata, capace di competere nel medio periodo.
La rete sul territorio: «Comitati come funghi»
Ma il progetto, a quanto pare, è già più avanti di quanto si possa pensare. È lo stesso Stefano Valdegamberi a delineare una crescita rapida: «Stanno nascendo in questi giorni comitati costituenti come funghi: Verona già tre, Legnago, San Bonifacio, Pescantina – dove ci sono consiglieri e assessori – Isola della Scala, Villafranca, Valeggio, Sona, Bardolino, Caprino, Cavaion, Negrar, San Pietro in Cariano, Zevio… e molti altri in attesa di autorizzazione».
Una mappa che copre gran parte della provincia e che racconta di un movimento già in fase di radicamento.
Tra i casi più concreti spicca Pescantina, dove il comitato vede la presenza di:
• Giacomo Sandrini, assessore all’urbanistica e agricoltura
• Matteo Gelio, consigliere comunale con delega allo sport
• Andrea Butturini, consigliere di circoscrizione a Verona, indicato come referente
Nella Bassa Veronese, invece, un primo passo è già stato compiuto: a Legnago ha aderito il consigliere comunale Paolo Castagna.
E il fermento non si ferma ai confini provinciali: «Anche ieri hanno aderito amministratori dal Vicentino, dal Padovano e dal Trevigiano», aggiunge Valdegamberi.
Gli equilibri in Regione
Nonostante l’uscita dalla Lega, secondo indiscrezioni che circolano a Palazzo Ferro Fini, il sostegno di Valdegamberi alla giunta guidata dal presidente Alberto Stefani non dovrebbe venire meno.
Una scelta che lascia intendere come il passaggio non sia una rottura frontale con la maggioranza, ma piuttosto un riposizionamento politico strategico. Una mossa che consente al consigliere di mantenere un ruolo attivo negli equilibri regionali, pur avviando un nuovo percorso.
L’ufficialità del cambio di casacca sarebbe stata programmata con attenzione. Per rispetto istituzionale, infatti, l’annuncio dovrebbe arrivare dopo il voto sul primo bilancio regionale, evitando di creare tensioni in un momento delicato.
La data cerchiata in rosso è quella dell’11 aprile, quando Roberto Vannacci sarà a Verona, alla Fabbrica in Pedavena di San Martino Buon Albergo.
Un appuntamento che potrebbe trasformarsi nel vero battesimo politico di Futuro Nazionale nel Nordest. E le aspettative sono già alte: «Lì ci saranno sorprese a livello veneto», lascia intendere Valdegamberi.
Un segnale che va oltre Verona
La mossa di Valdegamberi non è solo un fatto locale. È il segnale di un fermento più ampio nel panorama del centrodestra italiano, dove nuove formazioni cercano spazio intercettando malcontento e nuove sensibilità.
Resta ora da capire se Futuro Nazionale riuscirà a strutturarsi davvero o se resterà un esperimento politico legato alla figura del suo leader. Molto dipenderà proprio dalla capacità di radicamento territoriale che Valdegamberi saprà costruire nei prossimi mesi.
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