La siccità colpisce anche l’olivicoltura. Una produzione 2022 di ottima qualità, ma ancora una volta in calo del 30% rispetto alla media delle annate di carico produttivo a causa di siccità e caldo. È il primo dato dell’analisi sulla campagna olivicola, in corso da qualche giorno con la raccolta delle olive scattata in tutto il Veneto, ed in particolare a Verona che rappresenta il 70% del settore nella regione.
«Dopo l’annata di scarico del 2021 le aspettative di produzione erano alquanto elevate, ma a influenzare tutto è stato il clima, come oramai in tutti i comparti agricoli – spiega Enzo Gambin (nella foto in alto), direttore dell’Aipo, l’Associazione interregionale dei produttori olivicoli -. Un’annata segnata dalla siccità che ha portato ad un affaticamento delle piante d’olivo che comunque hanno sopportato lo stress idrico, ma a scapito della quantità di produzione, con meno olive e soprattutto più piccole. Ad ogni modo, a fine maggio si sono avute abbondanti fioriture favorite dalle seppure limitate piogge di quel mese.
Il problema è però arrivato nell’ultima decade di maggio e nella prima di giugno con temperature che si sono elevate oltre i 32 gradi.
Questo ha limitato la capacità fecondativa del polline dell’olivo, compromettendo l’allegagione, la trasformazione dei fiori in frutti, che si è rilevata difforme nei diversi territori secondo le altitudini e l’esposizione degli olivi stessi.
Infatti, nelle colline dove vi è la possibilità di leggere correnti d’aria fresche, zone che in veronese chiamiamo “Monti Roersi”, l’allegagione è stata migliore».

«A questo – continua il presidente di Aipo, Albino Pezzini (nella foto in basso) – si è aggiunto un luglio con temperature che hanno superato i 33 gradi. Una situazione che prima ha lessato e necrotizzato le piccole olive tanto da causarne la cascola, la loro caduta a terra. Per fortuna ad agosto sono sopraggiunte le prime piogge con un abbassamento di temperature e la pianta è stata messa in grado di portare a maturazione la produzione rimasta con una perdita media del 30% rispetto ad un’annata normale di carica».

In tutto questo, naturalmente, sono favoriti gli oliveti che hanno potuto godere di irrigazioni di soccorso. E oggi, le maggiori aziende produttrici hanno tutte sistemi d’irrigazione. Esiste, invece, un problema in collina, dove spesso l’acqua non arriva.
«Alla fine si stima che la produzione veneta raggiungerà i 120 mila quintali di olive, delle quali il 75% a Verona pari
a 90 mila quintali, con una conseguente produzione di 14.400 quintali di olio extravergine, dei quali 10.800 nel Veronese – riprende il direttore dell’Aipo -. La campagna di raccolta, iniziata a metà ottobre, sta dando olii di buona e ottima qualità, con presenze di acido oleico elevate, amari e piccanti in armonia, e le rese che soddisfano gli olivicoltori, con valori che vanno da 11,50 a 12,50 per quintale, pari a un litro e mezzo/due di olio per 10 chili di olive».

I prezzi delle olive sono aumentati non solo per il calo di produzione, ma anche per la crescita delle spese che gli olivicoltori devono sostenere per l’acquisto di fertilizzanti e agro farmaci, e nei frantoi per le bollette dell’energia, tanto che si tende a lavorare di notte per sfruttare le tariffe più vantaggiose.
«Le tariffe minori dell’energia scattano dalle 18 alle 8, ed avevamo proposto ai produttori di lasciare le olive nei frantoi durante il giorno e di tornare il giorno dopo, lasciando magari un loro rappresentante a controllare la molitura, e di unire tutte le olive in un’unica produzione per non fermare mai le macchine, anche qui per utilizzarle sempre a pieno regime – conclude Pezzini -. Un sistema che nel Trentino è già istituzionalizzato, ma da noi l’individualismo dei produttori, il non voler mischiare le proprie olive con quelle degli altri, non ha permesso di arrivare ad un accordo del genere».

L’olivo si allarga in collina ma anche in pianura nella Bassa Veronese tra Legnago, Minerbe, Cerea e Bovolone.

L’olivicoltura è in fase di espansione in Veneto da anni. Tanto che già nel 2021 l’Aipo, l’Associazione interregionale dei produttori olivicoli, ha chiesto alla Regione Veneto di ampliare i territori destinati a questa coltura.

«L’olivo si sta espandendo non solo in collina e nella prima montagna, favorito dall’aumento delle temperature, ma anche in Pianura, con una decina di ettari a olivo nel Basso Veronese, in particolare tra Legnago, nella zona di Vigo, e Minerbe, ma anche a Bovolone e Cerea.
Oggi in quest’area abbiamo già sette aziende interessate – avverte Gambin -. Nel 1400 a Minerbe si vendeva una “casa cuppata cum ulivi”, a testimonianza che questa pianta era ben presente nel Basso Veronese e che forse il clima nel 1400 era caldo».
Nelle aree collinari venete l’olivo si sta sempre più elevando, ad indicare che i cambiamenti climatici portano anche delle opportunità. Inoltre, la pianta dell’olivo non richiede molti trattamenti ed è abbinabile ad altre attività, come per esempio l’allevamento.

Cos’è l’AIPO: Associazione Interregionale Produttori Olivicoli

È la più importante realtà associativa del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Presente sul territorio da oltre 30 anni, rappresenta circa 5.000 imprese olivicole singole, cooperative e consorzi di produzione, lavorazione e trasformazione delle olive.
L’olio prodotto dai soci AIPO appartiene alla categoria degli oli extra vergine. Si tratta di un olio conosciuto ed apprezzato sia in molti Paesi Europei sia Oltre Atlantico per la genuinità, la delicatezza dei profumi e dei sapori, le proprietà nutrizionali e salutistiche, l’omogeneità delle caratteristiche organolettiche.
Attualmente, accanto alla produzione di oli extravergine le oltre 2.200.000 piante presenti nei tre areali (Garda,
Veneto, Tergeste) forniscono un prodotto che ha meritato, sotto l’attento controllo annuale degli Enti di certificazioni
della Qualità, ben tre Denominazione d’Origine Protetta (DOP): GARDA, VENETO e TERGESTE.
L’AIPO aderisce a livello nazionale all’UNAPROL (Consorzio Olivicolo Italiano) che riunisce ben 550 mila aziende olivicole, raggruppate in 81 associazioni provinciali rappresentative di tutte le regioni olearie d’Italia.

AIPO – ASSOCIAZIONE INTERREGIONALE PRODUTTORI OLIVICOLI
Verona • Viale del Lavoro, 52 – Tel. 045 8678260 – www.aipoverona.it – info@aipoverona.it

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