Sei gli scrittori finalisti dell’edizione 2026 dello storico concorso dedicato alla narrativa per ragazzi. Oltre 160 studenti chiamati a scegliere i vincitori. La cerimonia conclusiva domenica 18 ottobre nel Castello scaligero. Una storia iniziata nel dopoguerra grazie all’intuizione di Giulietto Accordi e diventata un punto di riferimento nazionale.
SANGUINETTO – Ci sono premi letterari che nascono, vivono qualche stagione e poi scompaiono. E ce ne sono altri che attraversano le generazioni, cambiano insieme alla società e continuano a parlare ai giovani. Il Premio Castello di Sanguinetto, giunto nel 2026 alla 76ª edizione, appartiene decisamente a questa seconda categoria.
Domenica 18 ottobre, alle 16, il Castello scaligero tornerà ad accogliere la cerimonia conclusiva di uno degli appuntamenti culturali più longevi legati alla narrativa per ragazzi. Ma dietro alla finale e ai nomi degli scrittori selezionati c’è una storia che affonda le proprie radici nella Sanguinetto del dopoguerra.
L’INTUIZIONE DI GIULIETTO ACCORDI
Figura centrale delle origini del Premio è Giulietto Accordi, animatore culturale che comprese quanto la ricostruzione dopo la tragedia della guerra non dovesse essere soltanto economica e materiale, ma anche educativa e culturale.
Nel 1948 Accordi aveva già promosso a Sanguinetto l’apertura di una scuola media legalmente riconosciuta, offrendo ai ragazzi del territorio opportunità formative che allora, soprattutto nei piccoli centri della provincia, erano tutt’altro che scontate.
È all’interno di questo fermento che maturò l’idea di un premio letterario. Le ricostruzioni storiche conservate dallo stesso Premio indicano il 1951 come anno della sua istituzione e il 1952 come quello dell’avvio del concorso, inizialmente dedicato alla poesia. Altre comunicazioni più recenti richiamano invece il 1948 come momento originario dell’iniziativa culturale voluta da Accordi.
Al di là della diversa scansione cronologica, un passaggio è fondamentale: dal 1953 il Premio si orientò verso la narrativa per ragazzi, assumendo progressivamente quella fisionomia che ancora oggi lo caratterizza.
Da un piccolo paese della Bassa Veronese partiva così una scommessa culturale destinata a durare per oltre settant’anni.
DA BUZZATI A SERENI, UNA STORIA DI GRANDI NOMI
Con il passare degli anni il Premio Castello superò rapidamente i confini locali, conquistando autorevolezza nel panorama nazionale.
Nella sua lunga storia sono stati coinvolti nella giuria o nella vita del Premio nomi importanti della cultura e della letteratura italiana come Olga Visentini, Giovanni Mosca, Orio Vergani, Lionello Fiumi, Dino Buzzati, Vittorio Sereni e Giana Anguissola.
Il concorso porta oggi anche il nome di Giulio Nascimbeni, giornalista e scrittore nato proprio a Sanguinetto nel 1923 e diventato una delle grandi firme del Corriere della Sera.
Ma il principio che ha permesso al Premio di attraversare così tanti decenni è rimasto sostanzialmente immutato: avvicinare i ragazzi alla lettura attraverso libri capaci non semplicemente di intrattenerli, ma di accompagnarli nella crescita.
Una filosofia sintetizzata efficacemente dal professor Paride Piasenti, storico presidente della giuria, quando parlava della necessità di proporre opere capaci di diventare autentici «compagni di viaggio» dei giovani lettori.
NEL 2026 SONO I RAGAZZI A DECIDERE
Ed è proprio qui che il Premio Castello conserva ancora oggi una delle sue caratteristiche più originali.
La Commissione tecnica seleziona le opere finaliste, ma la parola decisiva passa poi ai ragazzi.
Nell’edizione 2026 sono oltre 160 gli studenti tra gli 11 e i 16 anni coinvolti nella lettura e nella valutazione dei libri. Una grande giuria diffusa che coinvolge scuole del territorio veronese e veneto, da Sanguinetto, Casaleone, Cerea, Nogara, Roncanova e Villa Bartolomea fino a Verona e Montagnana.
I ragazzi hanno avuto a disposizione l’estate per leggere le opere selezionate e, con il ritorno sui banchi di scuola, sono chiamati a esprimere le proprie preferenze.
Non semplici spettatori, dunque, ma protagonisti del Premio.
I TRE FINALISTI DEL 76° PREMIO CASTELLO
Per il Premio Castello 2026, riservato alla valutazione degli studenti delle scuole secondarie di primo grado, la terna finalista è composta da:
Vichi De Marchi, con Il segreto del naso di Rioba, pubblicato da Emons!raga;
Pier Vittorio Mannucci, con I misteriosi cinque, Mondadori;
Daniela Palumbo, con La promessa del Samurai, Paoline.
Tre autori e tre storie diverse, accomunate dalla capacità di rivolgersi ai giovani senza rinunciare alla qualità della scrittura e alla forza del racconto.
LA TARGA GIOVANI LETTORI
Accanto al Premio principale torna anche la Targa Giovani Lettori, destinata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Anche in questo caso sono tre i libri arrivati alla fase conclusiva:
Benedetta Bonfiglioli, con Incorporea, Giralangolo;
Manlio Castagna, con Quegli oscuri presagi, Mondadori;
Fabrizio Silei, con Senzacuore, San Paolo Edizioni.
Particolarmente significativo il ritorno di Manlio Castagna, che arriva all’appuntamento del 2026 da vincitore uscente: nel 2025 si era infatti aggiudicato il 75° Premio Castello con il romanzo Di fuoco e seta, edito da Mondadori.
LA FINALE IL 18 OTTOBRE NEL CASTELLO
Il verdetto arriverà domenica 18 ottobre, quando alle 16 il Castello di Sanguinetto ospiterà la cerimonia conclusiva.
Sarà una giornata costruita ancora una volta intorno ai libri e soprattutto ai loro lettori, con la presentazione delle opere, momenti di lettura e incontri con gli autori.
Il vincitore del Premio Castello riceverà 2.500 euro, mentre agli altri due finalisti andranno 500 euro ciascuno. Un riconoscimento di 500 euro è previsto anche per il vincitore della Targa Giovani Lettori.
La Commissione del Premio 2026 è composta dalla presidente Maria Fiorenza Coppari, da Elena Trevenzoli, coordinatrice dei rapporti con le scuole, da Mariachiara Pavan e dal sindaco pro tempore.
Ma, al di là dei premi in denaro e della classifica finale, resta probabilmente un altro il risultato più importante.
In un’epoca nella quale smartphone, social network e contenuti sempre più veloci si contendono quotidianamente l’attenzione degli adolescenti, a Sanguinetto oltre 160 ragazzi trascorrono parte della loro estate leggendo libri per poterli poi giudicare.
Forse è proprio questa l’eredità più autentica dell’intuizione avuta oltre settant’anni fa da Giulietto Accordi.
Cambiano gli autori, cambiano le storie, cambiano i ragazzi seduti sui banchi di scuola. Ma nel Castello di Sanguinetto continua a ripetersi la stessa piccola grande sfida: mettere un libro nelle mani di un giovane e lasciare che sia lui a decidere quanto lontano quella storia possa portarlo.
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