Dall’11 al 13 settembre torna una delle manifestazioni più identitarie della Bassa Veronese. Una ricetta custodita nel tempo, il lavoro dei volontari della Pro Loco Le Contrà, cucina tradizionale, musica, auto d’epoca e visite al Castello
Ci sono prodotti che appartengono alla cucina di un territorio e altri che finiscono per diventare parte della sua identità. A Sanguinetto i Rofioi appartengono decisamente alla seconda categoria.
Piccoli ravioli dolci, dorati dalla frittura, con una sfoglia sottile e un ripieno profumato la cui ricetta continua a conservare qualcosa di gelosamente segreto. Da quasi mezzo secolo hanno anche una festa tutta per loro.
Da venerdì 11 a domenica 13 settembre torna infatti l’Antica Sagra dei Rofioi, arrivata nel 2026 alla 47ª edizione.
A realizzare la manifestazione è ancora una volta la Pro Loco “Le Contrà” di Sanguinetto, presieduta da Giovanni Fioravanti, con il patrocinio del Comune di Sanguinetto e all’interno di una rete che coinvolge il mondo delle Pro Loco e diverse realtà associative e territoriali: UNPLI, Consorzio Pro Loco Basso Veronese, Le Terre Piane, Avis comunale di Sanguinetto, Aido e NOI Associazione.
Una macchina organizzativa che poggia soprattutto sul volontariato. Ed è proprio questo uno degli aspetti più autentici della festa: dietro ogni Rofioi non c’è una produzione industriale, ma un lavoro che continua a essere orgogliosamente artigianale.
Una ricetta che attraversa le generazioni
La storia merita di essere raccontata.
Le origini della versione sanguinettana dei Rofioi vengono fatte risalire alla seconda metà dell’Ottocento, nella contrada chiamata Cao de Soto, nei pressi della chiesetta della Rotonda. In occasione del Santo Nome di Maria, il 12 settembre, la contrada si animava con bancarelle di dolci e momenti di festa.
La tradizione racconta della locanda “Alla Posta” della famiglia Longhi. Le donne di Sanguinetto venivano chiamate per tirare la pasta a mano, mentre Armando Longhi custodiva con grande attenzione il segreto del ripieno.
E c’è persino un’immagine che sembra uscita da un racconto di paese: i Rofioi sarebbero stati appesi alle “saraie”, le recinzioni, perché i bambini potessero trovarli al mattino della festa.
Oggi il Rofioi è uno dei simboli gastronomici di Sanguinetto, una sorta di piccolo scrigno di pasta sottile, fritto e ricoperto di zucchero a velo. Nel ripieno si ritrovano amaretti, mandorle, biscotti secchi, cedrini, cacao e liquori, anche se dosi e particolari della preparazione rimangono patrimonio gelosamente custodito dai depositari della tradizione.
Un patrimonio che nel tempo ha ottenuto anche importanti riconoscimenti: nel 2010 ai Rofioi è stato attribuito il titolo di “Dolce Tipico” di Sanguinetto, mentre nel 2018 è arrivata la De.Co., Denominazione Comunale, che lega ufficialmente il prodotto alla sua comunità, alla sua storia e al territorio.
E dietro questo piccolo dolce c’è un enorme lavoro artigianale e volontario: già da alcuni anni, in occasione della Sagra, le volontarie arrivavano a prepararne almeno 25 mila, perpetuando con le proprie mani una ricetta che attraversa le generazioni.
Tre serate di musica, cucina e tradizione
Il programma 2026 affianca alla gastronomia tre serate musicali molto diverse.
Venerdì 11 settembre gli stand gastronomici apriranno alle 19.30. Alle 21.30 salirà sul palco El Diablo Tour Project, con lo spettacolo dedicato al leggendario tour dei Litfiba.
Sabato 12 settembre, ancora apertura delle cucine alle 19.30, mentre dalle 21.30 sarà la volta di “80 to 90 – Il Format”, una serata costruita sulla musica e sulle atmosfere degli anni Ottanta e Novanta.
La giornata più ricca sarà quella conclusiva di domenica 13 settembre. Si comincerà già alle 8.30 con il 3° Raduno Auto e Moto d’Epoca “Tour dei Castelli”.
Alle 12 apriranno gli stand gastronomici.
Alle 18 spazio invece alla storia e alla cultura di Sanguinetto con una visita guidata al Castello e all’ex convento di Santa Maria delle Grazie. Il ritrovo è fissato alle 18 nel cortile del Castello.
Dopo la riapertura serale degli stand alle 19.30, alle 21.30 la Sagra si chiuderà in musica con Amici per Sempre, concerto tributo ai Pooh.
Un programma che prova quindi a tenere insieme gastronomia, spettacolo e riscoperta del patrimonio storico del paese, facendo del Castello e dell’antico centro di Sanguinetto parte integrante della manifestazione.
Non ci saranno soltanto i Rofioi
Naturalmente sarà difficile arrivare alla Sagra e fermarsi al dolce.
Il menù predisposto dagli organizzatori parla decisamente veronese: risotto col tastasal, lasagne con l’anatra e ravioli alla zucca tra i primi; costata con patatine, roast-beef, fritto misto, polenta e anatra tra i secondi. Come contorni patatine fritte e fagioli con cipolla.
Poi arriveranno loro, inevitabilmente: i Rofioi.
Per chi volesse acquistarli, la Pro Loco ha previsto anche precisi orari di vendita: venerdì dalle 19.30 alle 24, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 24, domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 24.
Un dettaglio importante riguarda anche l’organizzazione: l’area ristorazione e quella dedicata agli spettacoli saranno al coperto, mettendo quindi la manifestazione maggiormente al riparo dalle incognite meteorologiche di settembre.
Durante la festa sarà inoltre presente NOI Associazione con la pesca di beneficenza.
La forza di una Pro Loco e di un paese
Dietro i tre giorni di settembre c’è però qualcosa che il programma da solo non riesce a raccontare: il lavoro di chi prepara la festa e soprattutto di chi continua a tramandare un prodotto che rischierebbe, diversamente, di trasformarsi soltanto in un ricordo.
La stessa amministrazione comunale sottolinea come la preparazione, distribuzione e promozione dei Rofioi rappresenti una delle attività più impegnative della Pro Loco Le Contrà. L’associazione, in collaborazione con il Comune, è da anni protagonista dell’organizzazione delle principali manifestazioni tradizionali e culturali di Sanguinetto.
Ed è forse qui il vero significato della 47ª edizione.
La Sagra dei Rofioi non celebra semplicemente un dolce. Celebra un paese che ha deciso di non perdere la propria memoria.
Per tre giorni Sanguinetto riaprirà idealmente quella vecchia cucina dove le donne tiravano la sfoglia a mano e qualcuno, lontano da occhi indiscreti, preparava un ripieno che doveva restare segreto.
Sono trascorse generazioni, sono cambiate le cucine, le feste e persino il modo di raccontarle. Ma a settembre, quando nell’aria torna il profumo dei Rofioi appena fritti, quel piccolo segreto di Sanguinetto continua a vivere.
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