ISOLA DELLA SCALA – Settecentotredicimila euro di perdita nel 2025, una Fiera del Bollito trasformata in Taste of Earth che non ha dato i risultati sperati, comunicazione ridotta del 40%, sponsor frenati dalle incertezze circolate sul futuro della manifestazione. E soprattutto un obiettivo che, almeno per quest’anno, viene prima di tutti gli altri: chiudere il bilancio almeno in pareggio.
Stefano Marzotto non nasconde la delicatezza del momento attraversato da Ente Fiera di Isola della Scala. Ma, dopo le polemiche delle ultime settimane e l’intervento dell’ex presidente Roberto Venturi, mette alcuni punti fermi e soprattutto distingue responsabilità e decisioni tra vecchia e nuova governance.
Marzotto, 57 anni, sposato e padre di tre figli, vive a Pressana. Laureato in Ingegneria Elettronica, lavora come manager in un grande gruppo internazionale. È sindaco di Pressana e vicepresidente della Fondazione Onorato Fabiani. Un profilo quindi più manageriale e amministrativo che fieristico, chiamato a guidare Ente Fiera in una delle fasi più complicate della sua storia recente.
Il nuovo Consiglio di amministrazione, presieduto da Marzotto e composto anche da Corrado Vincenzi ed Elisa Novelli, si è insediato praticamente con il cronometro già partito: appena cento giorni prima dell’apertura della Fiera del Riso. Poco tempo per immaginare rivoluzioni, abbastanza però per mettere mano ai conti e decidere come utilizzare risorse decisamente più limitate rispetto al passato.
«713 MILA EURO DI PERDITA, MA NON SONO DELLA FIERA DEL RISO»
Il primo chiarimento di Marzotto riguarda proprio il numero che più di ogni altro ha alimentato il dibattito.
«La perdita del 2025, pari a 713.000 euro, si riferisce alla totalità delle attività dell’Ente Fiera e non alla Fiera del Riso», precisa il presidente.
C’è poi un secondo aspetto tutt’altro che secondario: per coprire quel risultato negativo Ente Fiera non avrebbe acceso nuovi debiti.
«L’Ente non ha acceso debiti per far fronte alla perdita, ma ha utilizzato fondi propri».
Una precisazione importante, che però non rende meno delicato il quadro. Anzi, è lo stesso Marzotto a mettere sul tavolo il vero campanello d’allarme:
«È evidente che se dovesse ripetersi una perdita ingente anche quest’anno non avremmo strumenti finanziari per farvi fronte. Quindi la priorità è chiudere il bilancio almeno in pareggio».
Tradotto: il 2026 non ammette un’altra voragine delle dimensioni di quella registrata nel 2025.
IL PIANO DEI TAGLI NON NASCE CON MARZOTTO
Su questo punto le dichiarazioni del nuovo presidente incrociano quelle rilasciate nei giorni scorsi dall’ex numero uno Roberto Venturi.
Venturi aveva ricordato come il precedente CdA avesse già predisposto un bilancio previsionale con una riduzione dei costi superiore ai 500 mila euro. Marzotto sostanzialmente conferma.
«Il CdA Venturi e il Comune hanno approvato un Bilancio di Previsione che noi stiamo seguendo e che punta al pareggio di bilancio».
Il nuovo CdA, dunque, non parte da un foglio bianco. Il perimetro economico era già stato tracciato. La nuova governance rivendica invece autonomia nel decidere come muoversi dentro quel recinto: fornitori, collaborazioni, iniziative, spettacoli e programmi fieristici, purché vengano rispettati i limiti di spesa.
Una distinzione non marginale anche politicamente: il piano di contenimento dei costi non può essere attribuito interamente alla gestione Marzotto, perché nasce nel precedente CdA ed è stato approvato anche dal socio unico, il Comune di Isola della Scala.
IL FLOP DI “TASTE OF EARTH”: «METÀ DEL PROBLEMA È ARRIVATO DA LÌ»
Ma dove sono nati i 713 mila euro di perdita?
Marzotto individua senza troppi giri di parole uno dei principali responsabili del risultato 2025: la Fiera del Bollito, trasformata in Taste of Earth.
«Quello che posso dire con certezza è che metà del problema è derivato dalla Fiera del Bollito, per la quale il cambio di nome in Taste of Earth e la strategia di comunicazione non hanno purtroppo avuto successo».
È probabilmente uno dei passaggi più significativi dell’intervento del presidente. Perché significa riconoscere che un’operazione di riposizionamento sulla quale si era puntato non ha funzionato.
Per la restante parte della perdita Marzotto parla invece di «una serie di concause esogene», tra le quali anche una settimana di maltempo.
Il punto, però, va oltre il meteo: se metà del problema viene attribuita a una manifestazione e alla strategia scelta per rilanciarla, il tema della sostenibilità delle iniziative organizzate durante l’intero anno diventa inevitabilmente centrale.
COMUNICAZIONE TAGLIATA DEL 40%. MARZOTTO: «NON È UNA NOSTRA DECISIONE ULTERIORE»
Ed eccoci al capitolo che ha fatto maggiormente discutere negli ultimi giorni: i tagli alla comunicazione e all’informazione.
Radio, carta stampata e web hanno visto ridursi drasticamente le collaborazioni, con alcune realtà mantenute, seppure ridimensionate, e altre completamente escluse.
Marzotto respinge però l’idea che il nuovo CdA abbia deciso un’ulteriore sforbiciata rispetto al piano ricevuto.
«Non siamo intervenuti ulteriormente sui costi di comunicazione. Il Bilancio di Previsione approvato dal CdA Venturi e dal socio unico, Comune di Isola, prevede un taglio del 40% delle spese di comunicazione rispetto al consuntivo 2025».
La nuova governance, sostiene quindi il presidente, ha dovuto decidere come distribuire quel 60% rimasto.
E qui inevitabilmente arrivano le scelte. Alcuni dentro, altri fuori.
«Il taglio previsto del 40% non è stato facile da realizzare e ha comportato scelte difficili. Abbiamo cercato di massimizzare il numero di utenti raggiunti».
È una spiegazione comprensibile sul piano manageriale, anche se resta aperta una questione che soltanto i risultati della prossima Fiera potranno chiarire: massimizzare numericamente il pubblico raggiunto equivale necessariamente a comunicare meglio una manifestazione complessa e territoriale come la Fiera del Riso?
La risposta arriverà probabilmente dopo ottobre, quando sarà possibile confrontare presenze, visibilità e risultati economici.
SPONSOR FRENATI DALLE VOCI SUL FUTURO DELLA FIERA
Marzotto segnala invece un’altra conseguenza del clima vissuto nei mesi scorsi.
Sul fronte di operatori, espositori e realtà locali, assicura, la risposta sarebbe molto positiva. Più complicato il rapporto con gli sponsor.
«Un problema si è verificato con gli sponsor perché nel periodo in cui le aziende decidevano dove destinare le risorse, qualcuno metteva in dubbio che la Fiera si sarebbe organizzata anche quest’anno».
Parole che lasciano trasparire una certa amarezza. Le voci e i dubbi sulla stessa realizzazione dell’edizione 2026, secondo il presidente, avrebbero quindi avuto un effetto concreto sulla capacità di raccogliere sponsorizzazioni proprio nel momento decisivo per i budget aziendali.
FORNITORI E PERSONALE: È QUI CHE SI CERCA IL RISPARMIO
La cura dimagrante non dovrebbe però tradursi, almeno nelle intenzioni del CdA, in una Fiera più piccola.
Marzotto spiega che una parte consistente dei risparmi è stata ottenuta attraverso «una forte trattativa con i fornitori» e una diversa organizzazione del personale durante la manifestazione, modulandone la presenza in funzione delle reali necessità delle singole settimane.
La promessa è impegnativa: ridurre i costi «senza diminuire qualità, prestigio e dimensioni dell’evento».
Sarà uno dei principali banchi di prova della nuova governance. Perché spendere meno mantenendo lo stesso livello di Fiera è possibile sulla carta; dimostrarlo sul campo sarà un’altra cosa.
NON SOLO FIERA DEL RISO: IL PALARISO DEVE VIVERE TUTTO L’ANNO
Marzotto evita invece di trasformare il dibattito sulle responsabilità in un processo alle gestioni precedenti. Preferisce guardare al modello e soprattutto a quello che Ente Fiera dovrà diventare.
«I tempi sono cambiati e quindi anche le manifestazioni vanno rinnovate», osserva il presidente.
Le direzioni indicate sono diverse: implementare servizi digitali capaci di facilitare l’esperienza dei visitatori, trovare nuovi utilizzi del Palariso durante l’anno e, una volta ristabilito l’equilibrio economico, aprire la porta a collaborazioni di maggiore peso.
«Servirebbe anche cercare partner importanti per alzare ulteriormente il livello della Fiera – aggiunge Marzotto – ma per farlo bisogna prima avere i conti in ordine».
CON MIRANDOLA «RAPPORTO CORDIALE E COLLABORATIVO»
Sul rapporto con il Comune, Marzotto delimita con precisione ruoli e responsabilità.
Il Consiglio comunale ha stabilito gli indirizzi che Ente Fiera deve seguire, mentre all’interno di quelle linee guida «il CdA ha piena autonomia».
Quanto al rapporto personale e istituzionale con il sindaco Luigi Mirandola, Marzotto lo definisce «cordiale e collaborativo».
Anche qui il quadro appare chiaro: il Comune detta gli indirizzi in qualità di socio unico, mentre al nuovo Consiglio di amministrazione spettano le scelte operative. Una distinzione che diventerà particolarmente importante quando, alla fine dell’esercizio, arriverà il momento di giudicare i risultati.
DA ISOLA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: L’OBIETTIVO È DIVENTARE SEMPRE PIÙ NAZIONALI
Con appena cento giorni a disposizione, Marzotto ammette che sarebbe stato irrealistico costruire quest’anno un modello completamente nuovo.
Ma indica già la direzione.
«Io credo che la Fiera debba proseguire sulla strada di sviluppo che la porti ad essere sempre più un evento di portata nazionale».
Tre iniziative vogliono andare proprio in questa direzione: la collaborazione con il Salento, la presenza di un innovativo stand multimediale del Ministero dell’Agricoltura e soprattutto una conferenza stampa di lancio alla Camera dei Deputati.
Un salto di visibilità ambizioso, quasi paradossale rispetto alla stagione dei tagli: mentre si riducono diverse collaborazioni sul territorio, si cerca contemporaneamente di portare il marchio della Fiera del Riso su un palcoscenico nazionale.
Le due strategie dovranno dimostrare di poter convivere.
MARZOTTO CHIAMA A RACCOLTA ISOLA E VERONA
Alla fine, però, il presidente sceglie di rivolgersi direttamente alla comunità.
«La Fiera è un patrimonio degli Isolani ma anche di tutti i Veronesi e tutti coloro che vogliono il bene di questa importantissima realtà sono chiamati, in questo momento non facilissimo, a dare il proprio contributo».
È probabilmente la frase che meglio fotografa la situazione.
Perché la Fiera del Riso resta una delle manifestazioni più importanti del territorio, ma il 2026 sarà inevitabilmente l’anno della prova del nove.
Il nuovo CdA ha ereditato un bilancio previsionale costruito sulla necessità di tagliare e raggiungere il pareggio; ha avuto soltanto cento giorni per organizzare l’appuntamento più importante; ha scelto dove spendere e dove rinunciare, assumendosi inevitabilmente la responsabilità di quelle scelte.
Ora viene la parte più difficile.
Dimostrare che si può spendere meno senza diventare più piccoli. Che si può tagliare il 40% della comunicazione senza perdere visibilità. Che si può trasformare una crisi economica in un’occasione per ripensare Ente Fiera.
E soprattutto che, dopo i 713 mila euro di rosso del 2025, quel pareggio indicato oggi come priorità possa diventare, alla fine dell’anno, qualcosa di più di un obiettivo scritto nel bilancio di previsione.
Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati











