LEGNAGO – Un luogo simbolo della memoria cittadina torna ad aprirsi alla comunità. A partire da sabato 28 marzo il Monumento ai Caduti di piazza  San Martino sarà visitabile l’ultimo sabato di ogni mese dalle ore 9.00 alle 11.15, grazie all’iniziativa promossa dall’associazione PortoBello insieme ad ANGET (Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori).
L’obiettivo è semplice ma importante: restituire ai cittadini e soprattutto ai giovani uno spazio carico di storia, spesso conosciuto solo dall’esterno.
«Vogliamo che questo luogo di memoria torni a essere vissuto e conosciuto – spiega il presidente dell’associazione PortoBello, Guerrino Grigolli –. Il monumento ricorda il sacrificio di tanti legnaghesi e rappresenta una parte fondamentale della nostra identità. Aprirlo periodicamente significa offrire alla comunità l’opportunità di riscoprirne il valore».

Un luogo simbolo della memoria cittadina

Il monumento, inaugurato l’11 novembre 1937, fu realizzato per ricordare i soldati di Legnago caduti durante la Prima guerra mondiale, e successivamente dedicato anche ai caduti della Seconda guerra mondiale. All’interno dell’atrio sono conservate le lastre con i nomi dei militari caduti, mentre altre lapidi commemorative ricordano i sacrifici delle generazioni successive.
Situato accanto all’argine dell’Adige, in uno dei punti più riconoscibili della città, il monumento rappresenta da quasi novant’anni uno dei principali luoghi delle cerimonie civili e commemorative.

Visite guidate anche per le scuole

L’iniziativa non si limiterà alle aperture mensili. Il monumento potrà infatti essere visitato anche dagli studenti delle scuole del territorio, che saranno accompagnati da una responsabile del Museo Fioroni, incaricata di illustrare la storia del monumento e il contesto storico legato ai conflitti mondiali.
Un progetto che punta quindi anche alla didattica della memoria, per aiutare le nuove generazioni a comprendere il significato dei nomi incisi sulle lapidi e il valore storico dei luoghi cittadini.
«Coinvolgere le scuole è fondamentale – conclude Grigolli – perché la memoria non deve restare solo una cerimonia ufficiale, ma diventare conoscenza e consapevolezza per i più giovani».

Con questa iniziativa, le associazioni promotrici intendono trasformare il monumento da semplice luogo di passaggio a spazio vivo di memoria, storia e educazione civica, aperto a cittadini, famiglie e studenti.

 

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