Un’opera di 25.000 metri quadrati per lanciare un messaggio di pace e tutela ambientale, in omaggio al primo “Papa verde” della storia.

Castagnaro. Un volto gigantesco tracciato con precisione su un campo di grano tagliato a mano libera. È il nuovo omaggio dell’artista castagnarese Dario Gambarin al Pontefice Leone XIV, primo Papa a scegliere il nome del leone in omaggio al coraggio e all’impegno verso la giustizia sociale e ambientale.
Con la sua ultima opera di land art, Gambarin ha voluto celebrare l’“enciclica verde” del Papa e la recente messa per la “cura del creato” celebrata nei giardini di Castel Gandolfo.

Il ritratto è stato realizzato a mano libera utilizzando un trattore, direttamente su un terreno agricolo di 25.000 metri quadrati, nella campagna tra Castagnaro e Legnago. Accanto al volto del Pontefice, ben visibili anche dall’alto, campeggia la scritta “pace nel mondo”, un messaggio chiaro e universale che richiama all’unità tra uomo, natura e spiritualità.

A rendere unica questa composizione è anche la scelta cromatica dell’artista: per la prima volta, Gambarin ha deciso di mantenere l’erba verde nel volto del Papa, anziché lasciare solo la terra nuda come nelle sue opere precedenti. Una decisione simbolica, per sottolineare la vocazione ecologica del Pontefice, che ha voluto ereditare la linea di Papa Francesco, ma anche rilanciarla con forza in un momento storico segnato da crisi ambientali e conflitti globali.

«Papa Leone XIV – ha spiegato Gambarin all’ANSA – è un punto di riferimento per chi, come me, crede che l’arte debba servire a scuotere le coscienze. Il mio campo è la mia tela e il mio trattore è il pennello. Con quest’opera voglio trasmettere un messaggio di speranza e responsabilità verso il pianeta».

Gambarin, classe 1956, è noto per le sue monumentali opere di land art effimera, visibili solo dall’alto e destinate a scomparire dopo pochi giorni. In passato ha ritratto, sempre nei suoi campi veronesi, icone come Nelson Mandela, Barack Obama, Greta Thunberg, Papa Francesco, Leonardo da Vinci e persino George Orwell. La tecnica utilizzata non prevede né disegni al suolo né supporti tecnologici: solo l’intuito, la memoria visiva e la padronanza del mezzo meccanico.

L’opera dedicata a Papa Leone XIV arriva in un momento significativo per la Chiesa: il Pontefice ha infatti appena istituito una giornata mondiale per la cura della casa comune, con particolare attenzione alle giovani generazioni e ai territori più colpiti dal cambiamento climatico. Il suo magistero ecologista, in continuità con l’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, sta già suscitando un vivace dibattito anche fuori dai confini ecclesiastici.

«Il verde è il colore della speranza, della terra e della vita – ha concluso Gambarin –. E questo Papa ce lo sta ricordando con forza. La mia è solo una voce in più in questo coro».

 

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