LEGNAGO — Un gesto politico netto, motivato e tutt’altro che simbolico. Il consigliere comunale Paolo Castagna, agricoltore e rappresentante del mondo agricolo locale, ha formalizzato la propria uscita da Forza Italia, aderendo al gruppo misto e rimettendo al sindaco Paolo Longhi la delega all’agricoltura. Una decisione maturata in aperta discordanza con la posizione assunta dal partito nazionale sull’accordo Mercosur, ritenuto «penalizzante e scellerato» per l’agricoltura italiana.
La comunicazione ufficiale, protocollata in Comune nella mattinata di oggi, giovedì 29 gennaio, è indirizzata al sindaco Longhi e segna uno strappo politico che scuote la maggioranza consiliare legnaghese.
Una scelta di coscienza, prima che politica
Castagna, coltivatore diretto con azienda agricola a indirizzo frutticolo e membro del direttivo Coldiretti di Legnago, non nasconde la sofferenza con cui è arrivato alla decisione:
«Non potevo più rappresentare l’agricoltura sapendo che il mio partito ha votato un accordo che la mette in ginocchio».
Il consigliere spiega di aver chiesto per oltre due settimane chiarimenti e rassicurazioni alla segreteria del partito e ai livelli nazionali ed europei, senza ricevere risposte concrete: «Ho chiesto un confronto, ho chiesto spiegazioni. Non ho visto nessuno, non sono stato contattato da nessuno».
Cos’è il Mercosur e perché divide
Il Mercosur è un accordo commerciale tra l’Unione Europea e alcuni Paesi sudamericani (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) che punta ad abbattere dazi e barriere commerciali. Per l’industria e l’export manifatturiero rappresenta un’opportunità, ma per il mondo agricolo europeo — e in particolare italiano — è da tempo motivo di forte allarme.
Secondo Castagna, il punto critico è la concorrenza sleale:
«Noi agricoltori italiani rispettiamo norme stringenti su fitofarmaci, sicurezza alimentare, OGM e tracciabilità. Nei Paesi extra UE queste regole non esistono o non vengono applicate allo stesso modo».
Il risultato, denuncia il consigliere, è un mercato invaso da prodotti a basso costo, con controlli limitati: «Si controlla solo il 3% delle merci importate. Così l’agricoltura italiana non può reggere».
Redditi in calo e aziende sotto pressione
Nel suo intervento, Castagna allarga lo sguardo a una crisi strutturale già in atto: l’Italia produce solo il 40% del proprio fabbisogno agricolo, importando oltre il 60%. I costi di produzione aumentano, i margini si riducono e il reddito delle aziende agricole è sempre più fragile.
«Il Made in Italy agricolo è invidiato nel mondo, ma così rischiamo di non esportare più nulla, se non poche eccellenze di nicchia», avverte.
Nessuna pressione, ma una presa di distanza netta
Il consigliere chiarisce di non aver subito pressioni da Coldiretti: «Mi hanno detto: capiamo la tua posizione, fai la scelta che ritieni giusta». Una libertà che ha reso la decisione ancora più personale e irreversibile.
Anche il segretario cittadino di Forza Italia, Luciano Giarola, si è detto dispiaciuto per l’uscita, così come Flavio Tosi, contattato solo a decisione ormai presa. Ma per Castagna il tempo delle attese era finito.
Un gesto politico che vuole fare rumore
Paolo Castagna resterà in Consiglio comunale, sedendo nel gruppo misto, ma il suo gesto vuole essere un segnale più ampio: «Spero che altri amministratori agricoltori facciano questa scelta. A volte un atto politico vale più di mille trattori in strada».
Un atto che apre una crepa evidente tra il mondo agricolo e una parte della politica nazionale ed europea, e che a Legnago assume un peso simbolico preciso: quando le scelte globali incidono direttamente sulla vita quotidiana delle comunità locali, anche un consigliere comunale può decidere di dire basta.
Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati











