Domenica 25 gennaio 2026 la 15ª Festa tra fede, agricoltura e cultura rurale
Una domenica intensa, partecipata e ricca di significati ha unito Concamarise e Bovolone nel segno di Sant’Antonio Abate e di Nostra Madre Terra. Il 25 gennaio 2026 si è svolta la 15ª Festa di Sant’Antonio Abate e di Nostra Madre Terra, organizzata dalla Confraternita dei Nostalgici del Tabar di Sant’Antonio Abate con il patrocinio del Comune di Concamarise: una giornata che ha intrecciato fede, tradizioni contadine e valorizzazione del mondo agricolo.
Il cuore spirituale a Concamarise
La manifestazione è iniziata a Concamarise alle 9.00 con il ritrovo dei confratelli e dei tabaristi al circolo parrocchiale. Alle 10.00 si è celebrata la Santa Messa con la benedizione del sale, seguita dalla processione con la statua di Sant’Antonio Abate, momento sentito e partecipato dalla comunità. In mattinata è stato possibile visitare anche il museo «Casa Contadina», tappa simbolica per riscoprire saperi e strumenti della civiltà rurale.
Alle 11.00 la tradizionale benedizione degli animali ha preceduto l’inaugurazione ufficiale della festa e il taglio del nastro, con in prima fila i sindaci del territorio e il presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini. In questo contesto si è svolto il 3° Raduno Nazionale del Tabar di Sant’Antonio Abate, con la consegna del «tabarin» ricordo ai partecipanti. Durante la cerimonia è stato assegnato il Premio Confraternita 2026 a Fabrizio Dalla Vecchia, riconosciuto per la visione imprenditoriale capace di portare tecnologia e valore all’agricoltura veneta.
Tradizione e convivialità a Bovolone
Nel pomeriggio la festa è proseguita a Bovolone, in Piazzale Aldo Moro (zona Fiera di San Biagio), con un programma interamente dedicato al mondo rurale: ritrovo e mostra dei trattori, esposizioni di prodotti agricoli, modellismo agricolo, la mostra fotografica «Prospettive rurali», mercato e spazio libri.
Alle 12.30 il pranzo conviviale, che ha riunito oltre trecento invitati, al palazzetto Le Muse ha fatto da cornice alla presentazione delle Confraternite e allo scambio dei doni, alla presenza di amministratori, imprenditori e industriali, tra cui anche Giovanni Rana. Nel corso del pranzo la poetessa Teresa Donatelli ha letto la poesia «Sotto el tabar», donata a tutti i partecipanti come segno di condivisione e memoria.
Il pomeriggio ha offerto altri momenti di grande interesse: alle 14.30 la dimostrazione della cagliata per la produzione del formaggio locale Opera, realizzata con metodo tradizionale e fascine di legna, e la 7ª edizione di «El Mejo Cane e Gato», iniziativa gratuita e aperta a tutti.
Un messaggio che guarda al futuro
A chiudere la giornata, il messaggio che da quindici edizioni accompagna la festa. «La manifestazione – ha ricordato il presidente della Confraternita del Tabar Fabrizio Lonardi – ribadisce il proprio messaggio centrale: la terra va amata, rispettata e protetta, valorizzando le tradizioni agricole, la cultura contadina e il legame profondo tra uomo, animali e ambiente».
Una festa che, anche quest’anno, ha saputo unire passato e presente, trasformando la memoria rurale in un impegno condiviso per il futuro del territorio.
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