Un debutto inedito in Regione per l’ex assessora, chiamata da Stefani a un ruolo strategico a costo zero: consigliera delegata alle Infrastrutture.

Una figura nuova, mai utilizzata nelle precedenti legislature, per dare sostanza a una parola chiave che ha segnato la recente campagna elettorale regionale: infrastrutture. È in questa cornice che il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha scelto di nominare Elisa De Berti consigliera delegata, una carica prevista dallo Statuto regionale ma finora rimasta sulla carta.

Una scelta che non comporta alcun aggravio per le casse regionali e che non determina nuovi subentri in Consiglio a Palazzo Ferro Fini, ma che ha un forte valore politico e operativo.
Per De Berti, 51 anni, avvocato, originaria di Isola Rizza, già due volte assessora nelle giunte Zaia dal 2015 al 2025, con deleghe chiave come Lavori pubblici, Infrastrutture e Trasporti, nonché vicepresidente della Regione Veneto dal 2020 al 2025, si apre così una nuova stagione di impegno istituzionale, seppur fuori dalla Giunta in senso stretto.

Nel suo curriculum anche l’esperienza da sindaca di Isola Rizza dal 2009 al 2015 e l’incarico di presidente di ITACA (Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti). In qualità di consigliera delegata alle Infrastrutture e all’attuazione del programma, il suo ruolo sarà centrale nel supportare l’azione del presidente.

L’accesso diretto all’assessorato – senza una modifica della legge regionale – non era possibile. Stefani ha però deciso di valorizzarne competenze ed esperienza affidandole una nomina fiduciaria di pari efficacia: quella, appunto, di consigliera delegata. Un ruolo che le consentirà comunque di partecipare alle sedute di Giunta, grazie alla delega all’attuazione del programma e, soprattutto, ogni volta che il tavolo riguarderà il tema delle infrastrutture.

Non solo. De Berti viene indicata come futura sottosegretaria alla Presidenza, altra figura prevista dallo Statuto e mai adottata prima, anch’essa senza costi aggiuntivi. Un ulteriore tassello di una riorganizzazione che Stefani sta costruendo puntando su profili di fiducia e su un forte coordinamento politico-istituzionale.

«Da consigliera mi muovo in nome e per conto del presidente e lavoreremo in stretto contatto», ha spiegato De Berti al Corriere. Un rapporto di collaborazione consolidato nel tempo, anche nei rapporti tra Venezia e Roma, che ora si traduce in una responsabilità diretta su uno degli ambiti più delicati per lo sviluppo del Veneto.

Sul tavolo ci sono dossier cruciali: dalla Romea alla Valsugana, dalla Valdastico alla Via del Mare, fino al tema dell’alta velocità. Ma c’è una questione che, più di tutte, accompagna De Berti da anni: «Il mio tarlo da otto anni è la holding autostradale. È una questione importantissima di programmazione e investimenti».

Con questa nomina, il presidente Stefani inaugura dunque un nuovo modello di governance, che punta su continuità, competenza e centralità delle infrastrutture come leva strategica per il futuro della Regione.

 

 

Copyright © 2025 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati