La macchina del nuovo governo veneto è già in movimento. Alberto Stefani, fresco di elezione alla guida della Regione Veneto, punta a presentare la nuova Giunta già lunedì 15 dicembre, in occasione della prima seduta del Consiglio regionale a Palazzo Ferro Fini. Una scelta che confermerebbe la volontà del neopresidente di partire con un ritmo rapido e con una squadra politica solida.

Secondo quanto filtra dai tavoli della maggioranza, Stefani sta valutando le “rose” di nomi presentate dai partiti, confermando l’impianto originario: cinque assessori a Fratelli d’Italia, quattro alla Lega e uno a Forza Italia.
Dentro questa cornice sta crescendo un’ipotesi che, fino a pochi giorni fa, sembrava azzardata: due veronesi in Giunta.

Pressi e Ruzza: due profili coerenti con la linea Stefani

In pole position ci sarebbero Matteo Pressi, giovane e lanciatissimo sindaco di Soave, e Diego Ruzza, già primo cittadino di Zevio. Due amministratori che incarnano perfettamente la filosofia espressa dal presidente:
«Voglio in squadra persone con un’esperienza amministrativa concreta e un forte legame con il territorio», ha ribadito più volte Stefani.

Pressi, che dovrà lasciare la carica di sindaco nei primi mesi del 2026 per incompatibilità, rappresenta il nuovo volto di un Veneto amministrativo dinamico e pragmatico. Ruzza, con esperienza e rete politica consolidata, risponde invece al profilo da “uomo di territorio” che Stefani sembra voler premiare.

I nodi interni ai partiti: FdI guarda altrove, la Lega frena su De Berti

L’eventuale ingresso di Ruzza in Giunta, però, non è privo di ostacoli: Fratelli d’Italia veronese, durante la campagna elettorale, aveva investito su altri nomi che resterebbero esclusi in caso di sua nomina. Una situazione che richiede equilibrio politico e un delicato lavoro di mediazione.

Sul fronte della Lega, invece, si registra un pressing – destinato però a rimanere tale – legato alla normativa regionale che consentirebbe un terzo mandato in Giunta per Elisa De Berti, vicepresidente uscente. Un’ipotesi che tuttavia Stefani non sembra intenzionato ad accogliere, perché aprirebbe un precedente estendibile anche ad altri assessori uscenti nelle stesse condizioni. Risultato: la strada appare chiusa.

Non è escluso che il presidente possa destinare uno dei quattro posti leghisti a un profilo tecnico, soluzione che circola da giorni come opzione di equilibrio.

Forza Italia: Venturini favorita, ma Tosi spinge per Bozza

Per Forza Italia, il nome più caldo resta quello della padovana Elisa Venturini, considerata in netto vantaggio.
Tuttavia, Flavio Tosi continua a sostenere la candidatura di Alberto Bozza: un’ipotesi affascinante per Verona ma considerata dagli addetti ai lavori poco credibile, perché la composizione della Giunta non arriva quasi mai a tre veronesi e perché Bozza non è ancora formalmente consigliere regionale. Lo diventerà solo quando Tosi lascerà il seggio, scelta data per probabile ma non ancora ufficializzata.

Obiettivo: la Giunta entro lunedì 15 dicembre

Stefani vuole arrivare al primo Consiglio con la squadra definita: un segnale di efficienza, compattezza e chiarezza politica.
Le ultime riunioni tra partiti e presidente saranno decisive nelle prossime ore: Verona spera in un risultato storico, almeno doppio, mentre la maggioranza tratta per mantenere equilibri interni e rappresentanza territoriale.

 

Copyright © 2025 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati.