Verona è oggi il laboratorio più incendiario della politica veneta. E le Regionali 2025 lo dimostrano con una forza che nessun partito può ignorare.
Verona non ha solo votato: ha dettato la linea.
E se il Veneto ha confermato Alberto Stefani alla guida della Regione, è nella provincia scaligera che si è consumato il vero terremoto politico. Un dato secco – riportato anche sul Corriere – lascia poco spazio alle interpretazioni: la provincia più a destra dell’intero Veneto è Verona.
Ma dietro il numero, si muove molto di più: guerre intestine, leader ridimensionati, nuovi frontman pronti a prendersi la scena e, soprattutto, la corsa silenziosa ma ferocissima già avviata verso le Comunali 2027.
CENTRODESTRA: UN TRIONFO CHE NASCONDE UNA GUERRA
Il centrodestra sfiora il 70% in provincia e vince anche a Verona città (58%).
Ma chiamarlo “trionfo” è riduttivo: dentro si sta ridisegnando una mappa di potere.
• Fratelli d’Italia oltre le attese (21,8%) migliore della media regionale
• Forza Italia centra la doppia cifra (10,1%), risultato impossibile altrove
• La Lega, pur forte dell’effetto Zaia, (34,7) deve fare i conti con equilibri interni tutt’altro che pacifici
Eppure, il dato più clamoroso è proprio su FI: il partito decolla solo a Verona, dove Flavio Tosi riafferma un dominio personale che nessun calo regionale riesce a scalfire.
LEGA: ZAIANI ALLA RISCOSSA, PRESSIONI SUI VERTICI SCALIGERI
Che Luca Zaia fosse fuori categoria era scontato: 28mila preferenze solo nel Veronese.
Ma il vero colpo di scena è il ritorno alla ribalta di Elisa De Berti, che con oltre 14mila preferenze diventa la donna più votata della Lega e si proietta verso ruoli di peso: presidenza del Consiglio regionale o guida di una partecipata di prima fascia.
Dietro di lei, la lotta è stata brutale:
• Matteo Pressi (9.200) il giovane sindaco votocalamitico di Soave supera
• Stefano Valdegamberi, che sognava un testa a testa con Zaia e invece si ferma a 8mila
• Filippo Rigo, sostenuto dai vertici provinciali, crolla al quinto posto: in sezione scaligera si annunciano scosse di assestamento pesanti
FRATELLI D’ITALIA: LA GUERRA DEI CLAN, E ADESSO QUALCUNO PAGA
Fratelli d’Italia esce dalle urne con un dato quasi più importante del voto:
la leadership interna potrebbe cambiare.
Il gruppo legato a Daniele Polato strappa una vittoria piena:
• Diego Ruzza oltre 8.500 voti
• Claudia Barbera supera quota 6.500
In mezzo, s’infila la grande sorpresa:
Anna Leso, lanciata da Verona Domani, arriva a 7.600 voti e ora diventa un nome pesante per la politica cittadina.
E mentre Polato festeggia e Matteo Gasparato accarezza l’idea del salto a Palazzo Barbieri
David Di Michele viene travolto da una débâcle che indebolisce l’area di Ciro Maschio.
Si parla già, e senza troppi giri di parole, di resa dei conti imminente dentro il mondo meloniano.
FORZA ITALIA: TOSI RESTA RE, MA NON TUTTO BRILLA
Il partito non decolla in Veneto, ma a Verona è un’altra storia:
Flavio Tosi supera le 10mila preferenze e ribadisce che, nel suo territorio, resta un fattore decisivo.
Alberto Bozza, forte dei suoi 6mila voti, consolida il suo ruolo di seconda colonna azzurra e per lui, potrebbe aprirsi un assessorato come la Cultura.
Ciononostante, nel fronte tosiano qualcuno mugugna per certe scelte di lista che avrebbero frenato il potenziale.
CENTROSINISTRA: TREVISI DA RECORD, SFIDA ALL’ULTIMO VOTO TRA BIGON E LA PAGLIA
Nel PD la partita era aperta, ma un nome ha dominato:
Gian Paolo Trevisi, ex direttore della Scuola di Polizia di Peschiera, vola a 9.500 voti e diventa il riferimento della nuova area democratica scaligera.
Per il secondo posto è stata battaglia fino all’ultima scheda:
• Anna Maria Bigon (8.000) vince lo sprint
• Elisa La Paglia resta dietro di un soffio
In sottofondo, si muovono gli equilibri ben più politici:
l’asse Benini–Bonfante, che sosteneva Trevisi-La Paglia, spinge ora verso Diego Zardini segretario cittadino. Sarà così?
Buona prova per Beatrice Verzè (Traguardi) che con 3.500 voti porta in dote un seggio alle Civiche Venete.
Non ce la fa invece Michele Bertucco: 2.600 voti non bastano per AVS.
LA PROIEZIONE DEI SEGGI A VERONA.
• Lega: 3/4
• Fratelli d’Italia: 2
• Forza Italia: 1
• Partito Democratico: 2
• Civiche Venete: 1
Una fotografia che indica in modo chiarissimo dove sta andando il vento politico scaligero.
IL VERDETTO: VERONA NON ASPETTA NESSUNO
Le Regionali sono solo l’inizio. Dentro partiti e coalizioni si è aperta una faglia che durerà mesi. E Verona si ritrova – ancora una volta – al centro del risiko politico veneto, con una forza elettorale che influenza strategie, candidature e perfino gli equilibri regionali.
Il messaggio è chiaro: chi vuole governare il Veneto deve passare da Verona. E Verona, oggi, chiede molto più di un posto al tavolo.
Numero di seggi in Regione
CENTRODESTRA
19 Lega
1 Udc
9 Fratelli d’Italia
1 Liga Veneta Repubblica
3 Forza Italia
1 Alberto Stefani
CENTROSINISTRA
9 PD
1 Civ. per Manildo
2 AVS
1 Uniti per Manildo
1 M5S
1 Giovanni Manildo
RICCARDO SZUMSKI
2 Resistere Veneto
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ATTENZIONE ARTICOLO AGGIORNATO
Sette di maggioranza e due di opposizione:
è questa la probabile suddivisione dei consiglieri veronesi nel nuovo Consiglio regionale del Veneto.
Attenzione articolo aggiornato: rispetto alle prime valutazioni, Filippo Rigo della Lega supera Beatrice Verzè di Le Civiche Venete.
Per la Lega entreranno in consiglio regionale in quattro: con tutta probabilità Elisa De Berti, vicepresidente del Veneto uscente, Matteo Pressi, sindaco di Soave, e i consiglieri uscenti Stefano Valdegamberi e Filippo Rigo.
Il più votato però è Luca Zaia, che era candidato in tutte le circoscrizioni, ma che per il complesso sistema regionale è passato a Treviso (dove la Lega ha avuto la percentuale migliore).
Per Fratelli d’Italia due eletti nel Veronese: Diego Ruzza, sostenuto dall’europarlamentare Daniele Polato, e Anna Leso, seconda della lista, candidata con FdI in quota Verona Domani. La lista civica di centrodestra guidata da Matteo Gasparato fa così la voce grossa anche in Regione e nei confronti degli alleati di centrodestra veronesi.
Per Forza Italia un seggio: Flavio Tosi, che però è un papabile assessore (e comunque da eurodeputato difficilmente tornerebbe a fare il consigliere regionale), quindi al suo posto segue l’uscente Alberto Bozza.
Due consiglieri per il Partito Democratico: Gianpaolo Trevisi, ex direttore della Scuola di Polizia di Stato di Peschiera e neofita della politica attiva, e l’uscente Anna Maria Bigon.
Infine delusione per Le Civiche Venete, con Beatrice Verzè che sembrava poter essere eletta, mentre in realtà il seggio per la lista è scattato a Treviso.
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