Tra finanziamenti PNRR a rischio, area verde sacrificata e un dialogo Comune–Genitori che parte in salita.
BONAVIGO – Un milione e 200mila euro già assegnati dal PNRR e appena nove mesi di tempo per progettare, appaltare e costruire un nuovo asilo nido. Sulla carta un’opportunità. Nella realtà, un caso che sta dividendo amministrazione comunale, comitato di gestione e famiglie.
Al centro dello scontro: la scelta di edificare il nuovo nido all’interno del giardino dell’attuale scuola dell’infanzia, soluzione che il sindaco Ermanno Gobbi definisce «la più immediata e praticabile», ma che per docenti e genitori rappresenta un colpo alla qualità degli spazi verdi appena riqualificati.
LA SCINTILLA: L’EDIFICIO ATTUALE È IN CLASSE SISMICA F
La discussione nasce da un dato tecnico: la porzione di edificio che ospita l’attuale nido «L’Aquilone», costruito nel dopoguerra in piazza Aquilina Lugo, risulta in classe sismica F, la peggiore.
«Per un ente pubblico la sicurezza dei bambini deve essere prioritaria», ribadisce Gobbi.
Da qui l’idea – già abbozzata nel 2019 – di un nuovo polo scolastico destinato a sostituire gradualmente tutte le strutture più datate del paese. Un progetto rimasto per anni nel cassetto per mancanza di finanziamenti.
IL “COLPO DI SCENA”: IL FINANZIAMENTO PNRR ARRIVA, MA FUORI TEMPO
A giugno 2024 cambia tutto: il Governo apre ai Comuni che hanno già un nido la possibilità di partecipare ai bandi per la creazione di nuovi posti 0–2 anni, con l’obiettivo di aumentare la copertura nazionale.
Bonavigo partecipa presentando un semplice studio di fattibilità, senza indicare l’area precisa.
A settembre arriva l’esito inatteso: 1,2 milioni di euro assegnati, ma con una scadenza drammatica per tutti i Comuni beneficiari: 30 giugno 2026: opere completate e rendicontate.
Una corsa contro il tempo che sta già mettendo in difficoltà molti Comuni italiani – diversi hanno già rinunciato ai finanziamenti PNRR per asili e scuole perché incapaci di rispettare i tempi di progettazione e gara.
Gobbi non lo nasconde: «Con tempistiche così rigide è difficile riuscire a concludere tutto».
Un’ammissione che fa emergere il nodo centrale: dove costruire rapidamente un nido antisismico senza intoppi urbanistici?
LA SCELTA CHE DIVIDE: COSTRUIRE SUL GIARDINO DELL’INFANZIA
Durante il rinnovo del comitato di gestione dell’associazione «Crescere Insieme» – che gestisce sia scuola dell’infanzia che nido – il sindaco annuncia la sua intenzione: collocare il nuovo asilo sul lato ovest del giardino, occupando circa 400 metri quadrati.
La reazione è immediata.
Pierbruno Migliorini, ex presidente del comitato, conferma:
«Il direttivo, i docenti e i genitori hanno espresso da subito contrarietà: verrebbe sacrificata un’area giochi che abbiamo appena riqualificato».
Una raccolta firme parte spontaneamente, poi viene sospesa per evitare contrapposizioni interne, ma il malcontento resta forte.
LE CRITICITÀ SEGNALATE DAL COMITATO
Secondo il comitato, i punti critici sono tre:
1. Perdita di spazio verde, elemento centrale nelle scuole dell’infanzia moderne.
2. Cantiere accanto ai bambini per molti mesi, con inevitabili disagi.
3. Mancanza di confronto preventivo: il progetto, sostengono, è stato comunicato a fatto compiuto.
Alcuni genitori chiedono di considerare aree esterne al perimetro scolastico, anche di proprietà pubblica, che eviterebbero la riduzione del giardino.
IL SINDACO RILANCIA: «È LA SOLUZIONE PIÙ RAPIDA»
Gobbi, però, rimane fermo sulla necessità di agire subito:
«Ci confronteremo con il comitato, ma il punto centrale non è il luogo: è la sicurezza dei bambini e il rispetto delle scadenze PNRR».
Tra le righe, il messaggio è chiaro: spostare il progetto altrove rischierebbe di far perdere il finanziamento.
Un rischio reale: secondo dati ANCI, oltre il 30% dei fondi PNRR per nidi è a rischio definanziamento per ritardi nelle gare o nella progettazione.
LE ALTERNATIVE POSSIBILI
Nelle ultime settimane, in paese si è iniziato a discutere anche di soluzioni alternative:
• Un’area comunale in prossimità degli impianti sportivi, più ampia e senza impatti sulla scuola attuale.
• Lotti edificabili vicini al municipio, ipotesi però più costosa.
• Ampliamento dell’edificio scolastico verso nord, ma servirebbero verifiche statiche complesse.
Nessuna di queste opzioni, al momento, è stata formalmente presa in considerazione.
LA CONCLUSIONE CRITICA: SICUREZZA SÌ, MA SENZA PUNTARE TUTTO SULLA “FRETTA PNRR”
Guardando a quanto sta accadendo in molti Comuni italiani, il caso di Bonavigo non è né isolato né sorprendente. Il PNRR ha imposto scadenze rigidissime, e decine di amministrazioni hanno già rinunciato ai fondi per gli asili nido perché prive di un’area immediatamente disponibile. Allo stesso tempo, la situazione delle scuole italiane sul fronte sismico resta una priorità nazionale: diversi edifici costruiti nel dopoguerra risultano in classe E o F, come l’attuale nido di Bonavigo.
Alla luce di questo scenario, una valutazione equilibrata porta a tre considerazioni:
1. La sicurezza sismica non è negoziabile
Un edificio classificato “F” non può continuare a ospitare un servizio per la prima infanzia. Un nuovo nido è necessario, urgente e doveroso.
2. Il PNRR è un’occasione straordinaria, ma non può forzare decisioni sbagliate
Accettare il finanziamento senza essere in grado di portarlo a termine sarebbe un grave errore amministrativo, ma costruire in fretta e sacrificare spazi scolastici strategici non è una soluzione migliore.
3. La scelta migliore è quella che tutela sia il presente che il futuro dei bambini
Gli spazi verdi non sono accessori: sono parte integrante della didattica e del benessere. Se esistono aree alternative che permettono di coniugare sicurezza, funzionalità e qualità degli ambienti, vanno seriamente valutate.
La vera sfida per Bonavigo sarà conciliare tre esigenze: sicurezza, buon senso e visione.
Solo così il nuovo nido potrà essere un investimento per il futuro e non una decisione affrettata destinata a creare più problemi che benefici.
Copyright © 2025 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati.











