Il sindaco di Cerea e candidato al Consiglio regionale: «Telemedicina, rete territoriale e alfabetizzazione sanitaria per un sistema più vicino ai cittadini»
CEREA – «Prevenzione e medicina di prossimità devono essere le parole chiave per la sanità del futuro in Veneto e nella Bassa Veronese». È la visione di Marco Franzoni, sindaco di Cerea e candidato al Consiglio regionale del Veneto con la Lega per Alberto Stefani Presidente, che interviene su uno dei temi più sentiti dai cittadini del territorio: la salute.
Franzoni individua due direttrici da seguire in modo sinergico: da un lato la tutela degli ospedali di Legnago e Bovolone, «un patrimonio da preservare e valorizzare», dall’altro il potenziamento della medicina di prossimità. «Da soli gli ospedali non bastano, soprattutto in un contesto di carenza di personale medico – sottolinea –. È fondamentale anticipare le risposte ai pazienti, riducendo l’imbuto nei pronto soccorso e portando l’assistenza nei luoghi della vita quotidiana. Per farlo serve investire in telemedicina, servizi territoriali e alfabetizzazione sanitaria: cittadini più informati e consapevoli sono parte attiva del proprio percorso di cura».
La sfida, per Franzoni, è costruire un sistema sanitario integrato e sostenibile, capace di ridurre il sovraffollamento dei pronto soccorso e di garantire risposte tempestive soprattutto agli anziani, alle persone fragili e con disabilità. «La strada è quella della medicina di prossimità, che porta i servizi vicino ai cittadini e valorizza il personale sanitario – aggiunge –. Le Case della Comunità e le Aggregazioni Funzionali Territoriali, in fase di sviluppo a Legnago, Cerea, Bovolone, Nogara, Cologna e Isola della Scala, devono diventare punti di riferimento di una rete solida e continuativa».
Dal questionario promosso nei giorni scorsi nell’ambito dell’iniziativa di ascolto “La Voce della Bassa”, emerge con chiarezza la percezione dei cittadini: per il 41% la priorità è ridurre le liste d’attesa, mentre il 35% chiede il potenziamento dei pronto soccorso e quasi il 10% invoca più medici di base e pediatri. «Siamo davanti a una criticità nazionale – osserva Franzoni – ma occorre invertire la rotta. Il medico deve essere messo nelle condizioni di esercitare pienamente la propria professione, liberandolo dal peso eccessivo della burocrazia che oggi sottrae tempo ai pazienti e rallenta le cure».
Un ruolo chiave lo gioca la trasformazione digitale. «La telemedicina consente di affiancare il territorio in modo continuativo – spiega Franzoni –. Con la condivisione immediata degli esami e dei dati clinici, lo specialista può intervenire sui percorsi terapeutici, riducendo il numero di prime visite e i tempi d’attesa. La digitalizzazione non sostituisce la medicina tradizionale, ma la completa, ampliando l’accessibilità per chi vive in aree periferiche o convive con patologie croniche».
Il futuro della sanità, conclude il sindaco di Cerea, «dipende dalla capacità di integrare ospedali e territorio, combinando qualità, innovazione e vicinanza alle persone. Come rappresentante della Bassa mi impegno a garantire che la Regione mantenga alta l’attenzione su questo ambito strategico, valorizzando i nostri presidi di Legnago e Bovolone e portando le cure sempre più vicino ai cittadini».
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