«La Bassa Veronese vive una fase di forte difficoltà per l’agricoltura, tra il crollo della produzione cerealicola e i danni sempre più ingenti causati dalle nutrie. A denunciarlo è il consigliere regionale Alberto Bozza (Forza Italia), che invita la prossima amministrazione regionale a mettere il comparto agricolo «al centro delle priorità d’intervento».
«La Regione dovrà portare avanti il piano laghetti con il Ministero delle Infrastrutture — spiega Bozza —, già approvato nel 2023 su proposta dei consorzi di bonifica e che prevede la realizzazione di invasi per la raccolta idrica, con investimenti complessivi di circa un miliardo di euro. Solo così si potrà affrontare in modo strutturale il dissesto idrogeologico e dare ossigeno al comparto agricolo. Ma è necessario spingere con il Mit per il finanziamento dei singoli progetti che riguardano il Veneto».
Il consigliere forzista sottolinea anche la necessità di contrastare la concorrenza sleale dei mercati esteri: «I nostri agricoltori devono rispettare regole stringenti e sostenere costi elevati, mentre in altri Paesi europei o extraeuropei i controlli sono meno rigorosi e i prezzi più bassi. La Regione e il Governo devono impegnarsi per garantire parità di condizioni e difendere la qualità delle nostre produzioni».
Tra le priorità indicate da Bozza anche il contrasto al proliferare delle nutrie, che devastano argini, fossati e coltivazioni. «Negli ultimi anni — ricorda — ho presentato in Consiglio regionale varie proposte nate dal confronto con gli agricoltori. Serve un coinvolgimento diretto degli ambiti territoriali di caccia e delle associazioni venatorie, prevedendo incentivi economici più adeguati per le attività di eradicamento. Va inoltre aumentato l’importo riconoscibile per ogni prelievo e semplificato il sistema di rendicontazione».
Bozza chiede infine che la Regione del Veneto assuma un ruolo di coordinamento per la gestione e lo smaltimento delle carcasse: «Occorre una cabina di regia regionale, sul modello adottato in Lombardia, che metta attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti. Solo così si può dare una risposta concreta e rapida a un problema che da troppo tempo grava sulle spalle dei nostri agricoltori».
Foto: un campo di orzo devastato dalle nutrie, che si cibano delle spighe e danneggiano gli argini dei corsi d’acqua.
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