VERONA – Dopo il successo del primo incontro del 7 ottobre a Castelvecchio, il progetto «Alzheimer e Musei: l’Arte per superare la solitudine» è proseguito il 14 ottobre al Museo degli Affreschi – Tomba di Giulietta, rinnovando un’esperienza che unisce cultura, empatia e inclusione.
Promosso dai Lions del Distretto 108TA1 – Zona F, in collaborazione con i Musei Civici di Verona, l’Associazione Familiari Malati di Alzheimer Verona ODV e il Comune di Verona, il progetto rappresenta una delle iniziative più significative del service lionistico dedicato alla salute mentale, tema a cui i Lions hanno dedicato la prima settimana di ottobre a livello internazionale.

Un ponte tra arte e cura

L’obiettivo è chiaro e profondo: offrire alle persone affette da Alzheimer e da altre forme di demenza la possibilità di esprimersi attraverso l’immaginazione, la fantasia e le emozioni, piuttosto che la memoria o la logica.
Durante gli incontri, guidati dalle psicologhe di AFMA e dal personale dei Musei Civici, i partecipanti vengono invitati a osservare le opere d’arte, a raccontare ciò che vedono, a condividere sensazioni e ricordi.
In questo contesto, anche chi fatica a comunicare verbalmente riesce a trovare un nuovo linguaggio: quello delle emozioni. «Grazie ai vostri commenti ho visto anch’io il quadro», ha detto commosso uno dei partecipanti non vedenti durante il primo incontro a Castelvecchio.

Il contributo dei Lions

Determinante il sostegno dei Lions, primi in Italia ad attivare un progetto di questo tipo.
All’inaugurazione erano presenti Antonella Genovesi, Governatrice del Distretto Lion 108TA1, che ha sottolineato come «iniziative come questa rappresentino l’essenza del nostro impegno nel servire le persone più fragili, offrendo strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie».
Accanto a lei, Antonella Chiusole (GST Distrettuale), Silvia Macha (presidente di Zona E), Luisa Zanettin (presidente Zona F) e Giorgio Soffiantini, Officer distrettuale per Disabilità e Alzheimer, che ha seguito da vicino la progettazione e la realizzazione degli incontri.

Un modello virtuoso di “arte come terapia”

Il progetto, ispirato all’esperienza della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, è parte di un più ampio movimento museale che coinvolge istituzioni italiane e internazionali – dagli Uffizi di Firenze al Museo del Novecento di Milano, fino al MOMA di New York e ai musei di Zurigo e Amsterdam – impegnate a promuovere la terapia non farmacologica come forma di cura e relazione.

A Verona sono in programma sei incontri autunnali (7, 14, 21, 28 ottobre e 4, 11 novembre) e altrettanti in primavera, con la partecipazione complessiva di oltre 180 persone tra malati e familiari.
Ogni sessione è occasione non solo di stimolazione cognitiva, ma anche di socialità: «È stato bello fare una gita e rivedere l’Adige e il Castello», hanno raccontato alcuni partecipanti, testimoniando il valore umano di un’iniziativa che restituisce presenza e dignità.

Arte, empatia e comunità

Attraverso l’arte, i malati di Alzheimer riscoprono la capacità di emozionarsi e di sentirsi parte di una comunità.
E proprio la comunità lionistica, con il suo spirito di servizio e la sua rete di volontari, continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile nel costruire ponti tra cultura e solidarietà.

Per informazioni e adesioni:
Associazione Familiari Malati di Alzheimer Verona – ODV Tel. 045 8345975 (martedì e giovedì 9.30-12.30, mercoledì 14.30-17.30)
Lions  Legnago – Giorgio Soffiantini – Tel. 340 8532210

 

Foto: a sinistra, uno degli incontri a Castelvecchio del progetto “Alzheimer e Musei”; a destra dall’alto, Antonella Genovesi, Governatrice del Distretto Lion 108TA1; Luisa Zanettin presidente Zona F e Giorgio Soffiantini, Officer distrettuale per Disabilità e Alzheimer.

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