Il Comune di Terrazzo e il Comitato della Biblioteca comunale promuovono anche per il 2025 il concorso di pittura dedicato alla memoria di Rita Panziera, artista locale scomparsa nel 2018 a 52 anni. L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, è aperta ad artisti di ogni età e propone quest’anno il tema “Sfumature di vita”, con l’obiettivo di stimolare riflessioni e rappresentazioni sul senso dell’esistenza attraverso l’arte visiva.

Modalità di partecipazione

I partecipanti dovranno far pervenire entro e non oltre venerdì 30 agosto 2025 alla Biblioteca comunale:
• il modulo di iscrizione,
• una foto a colori in formato digitale dell’opera (no cartacei),
• le specifiche dell’opera (titolo, tecnica, dimensioni, anno di realizzazione),
• e un curriculum artistico.

Ogni artista potrà utilizzare la tecnica pittorica preferita. Le opere saranno valutate da una commissione di esperti nominata dall’Amministrazione comunale, con Katia Degani, consigliere con delega alla Cultura, nel ruolo di presidente.

Per informazioni è possibile contattare la Biblioteca allo 0442.94352 oppure scrivere a biblioteca.terrazzo@libero.it.

Mostra e premiazione

Le opere selezionate saranno esposte durante la tradizionale Sagra dell’Addolorata, in programma a Terrazzo dal 19 al 23 settembre, nell’ambito della Mostra Arti e Mestieri. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 21 settembre alle ore 18.00, nella Sala Civica “Cav. Giulio Panziera”.

Il ricordo di Rita Panziera

«Il concorso nasce con l’intento di ricordare Rita Panziera, figura di riferimento per il panorama artistico locale, e al tempo stesso valorizzare il talento pittorico contemporaneo. – afferma la consigliera Degani – Nel corso degli anni l’iniziativa ha visto una partecipazione crescente e si è confermata come uno degli appuntamenti culturali più significativi del calendario comunale».

Nata e formatasi in provincia di Verona, Rita Panziera ha dedicato la sua vita alla pittura, con una produzione segnata da intensità emotiva e profonda sensibilità. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nel tessuto culturale locale, ma il concorso rappresenta oggi un ponte tra il passato e il futuro, un’eredità artistica da far vivere.

L’artista amava sperimentare e mescolare tecniche: dall’acquarello alla tempera, fino all’olio su tela. La luce — e le sue sfumature — era ricorrente nei suoi dipinti: volti, paesaggi, gesti umani raccontati nell’istante invita all’introspezione.

 

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