Nella notte fra il 2 e il 3 gennaio, sulle pareti esterne all’ingresso principale dell’ospedale Mater Salutis di Legnago, ignoti hanno utilizzato dello spray rosso sulla facciata e sulla vetrata d’ingresso dell’ospedale legnaghese.

“I vaccini uccidono”, una scritta seguita dal simbolo no vax, ripetuta sia sulla facciata sia sulla vetrata della hall d’ingresso dell’ospedale Mater Salutis di Legnago. L’atto vandalico, segnalato per primi dai pazienti e dai dipendenti che si sono recati questa mattina al centro sanitario.

Sono in corso indagini per identificare l’identità dell’autore del gesto che, secondo alcune testimonianze, sembrerebbe essere stato compiuto da un giovane incappucciato.

Condanna del gesto sui social e da parte dei tanti cittadini, dell’Amministrazione comunale e della direzione dell’Ulss Scaligera.

«E’ un gesto grave e inqualificabile, – ha commentato l’assessore alla Sicurezza Luca Falamischia – compiuto a mio avviso da gruppetti che girano qui nei nostri territori da qualche tempo non trovando niente di meglio da fare che a imbrattare edifici pubblici e privati.
Mi auguro che, nel caso del Mater Salutis, dove è presente un sistema di video sorveglianza, venga fatta chiarezza e venga identificato il responsabile o i responsabili».

«Chi compie questi gesti – conclude Falamischia – non ha nemmeno il coraggio di affrontare la questione nelle opportune sedi e in modo civile. Tra l’altro, in un momento in cui non sono in vigore restrizioni per la questione vaccini. Come amministrazione la nostra condanna a questo tipo di azione è netta».

«È la prima volta – sottolinea il direttore generale dell’Ulss Scaligera Pietro Girardi – che al Mater Salutis compaiono scritte vandaliche ad opera dei cosiddetti “no vax”, ossia coloro che affermano la propria contrarietà ai vaccini anti Covid per le presunte conseguenze negative che avrebbero sulla salute umana, diffondendo anche false notizie».

I carabinieri della stazione di Legnago hanno richiesto i filmati delle telecamere della zona alla polizia locale e li stanno tuttora vagliando. «Sarà un lavoro lungo, ma alla fine li prenderemo» – hanno riferito gli inquirenti.

 

 

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