«Non esiste alcuna emergenza immigrazione e i numeri degli accoglimenti nei centri di protezione del Veronese sono in calo». La precisazione arriva, con tanto di numeri e confronti, dal Tavolo di coordinamento degli enti gestori della provincia di Verona che rispondono così all’alzata di scudi del sindaco della città, Federico Sboarina, del consigliere regionale di FdI, Daniele Polato , e dal presidente del consiglio comunale Ciro Maschio, sempre FdI.

«In relazione agli ultimi articoli usciti sulla stampa veronese con oggetto i nuovi bandi prefettizi per la ricerca di 1.200 posti per richiedenti protezione internazionale, come enti direttamente coinvolti vogliamo poter fare chiarezza su alcuni punti.
L’accoglienza sul territorio veronese non sta affrontando nessun tipo di emergenza. I numeri delle persone accolte sono in costante calo, nell’ultimo anno molte persone hanno lasciato le strutture di accoglienza dopo aver ricevuto il permesso di soggiorno – chiariscono i responsabili delle varie associazioni e realtà che gestiscono questi centri -. Per comprendere la richiesta dei posti della Prefettura è sufficiente paragonare questi numeri a quelli del 2019: nel bando di due anni fa erano richiesti 1.900 posti (1.200 in appartamenti, 400 posti in centri collettivi fino a 50 posti, 225 posti in centri collettivi sopra i 50 posti e infine 80 posti in centri di proprietà demaniale). Ora, nel 2021, i posti richiesti sono 1.200 totali (950 in appartamenti, 150 in centri collettivi sotto i 50 posti totali e 100 in un centro collettivo da 51 a 100 posti totali). Le persone attualmente presenti nei centri di accoglienza sul territorio veronese sono 1.192, a fronte delle 1.720 presenti nel 2019».

«Crediamo sia evidente, da questi dati, che la Prefettura e il Ministero non prevedano nessun massiccio arrivo sulla nostra provincia, ma semplicemente hanno il dovere di ripetere le procedure di gara che scadono ogni 24 mesi: il nuovo bando cerca sistemazione per i 1.192 richiedenti asilo già presenti sul territorio, con un discostamento di posti nuovi pari a 8 unità su 1.200 posti – continua la nota del tavolo degli enti gestori -. Ci teniamo anche a precisare che nel nuovo bando sono state inserite regole più stringenti sulla qualità della accoglienza: le strutture devono rispettare una metratura minima per ogni persona, è richiesto più personale nelle strutture, viene reinserita la necessità di corsi di lingua italiana e di percorsi di orientamento del territorio».

«Questo bando per il territorio non significa nuovi arrivi, significa invece qualità più alta di accoglienza delle persone che sono già qui: questo miglioramento sul territorio si traduce in più vigilanza, controlli più efficaci delle strutture e l’attivazione di progetti di integrazione», concludono i rappresentanti degli enti gestori.

Foto: presidio “Per un’accoglienza umana” davanti alla prefettura di Verona.

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