Fuori programma ieri sera, giovedì 28 marzo, a Cerea, quando in consiglio comunale è intervenuta, invitata dal sindaco Marco Franzoni, il sindaco di Roverchiara, Loreta Isolani accompagnata da una delegazione di suoi cittadini per manifestare la loro contrarietà ad un presunto prossimo insediamento a Roverchiara di cinque famiglie Rom provenienti da Cerea.

I fatti riguardano il campo nomadi di via Firenze a Cerea che il sindaco Franzoni vorrebbe chiudere a causa del degrado in cui versa e perché teatro negli ultimi anni di tristi episodi, non ultimo la morte di un bambino di due anni avvenuto nel 2014. 

«Ebbene queste famiglie Rom – ha spiegato Franzoni – hanno partecipato all’asta per l’acquisto di un immobile a Roverchiara; l’operazione non è ancora conclusa perché ai nomadi servono altri 20 mila euro per chiudere l’acquisizione. Ho ritenuto opportuno informare del fatto il sindaco Isolani, che si è subito attivato per verificare la situazione».

Le cinque famiglie di nomadi manifestano da tempo la volontà di trasferirsi in un luogo diverso, chiedendo al Comune la possibilità di avere un alloggio oppure dei soldi per poterlo acquistare. 

«Ora di loro iniziativa hanno trovato all’asta questo immobile a Roverchiara – continua il sindaco – ma sia chiaro che nessuna indicazione é stata loro data dalla nostra Amministrazione, ne per Roverchiara ne per nessun altro Comune. Vedremo nelle prossime settimane se l’operazione potrà essere conclusa, in ogni caso dopo averne discusso con il sindaco Isolani in quanto l’operazione è molto complessa sia dal punto di vista  economico, burocratico e urbanistico».

«Ringrazio il sindaco Marco Franzoni per avermi dato la possibilità di intervenire in questo consiglio comunale – ha anticipato Loreta Isolani – ho saputo solo l’altro giorno di questo progetto di aggiudicazione di un immobile a Roverchiara in via Minello 60, da parte di queste famiglie Rom. Non nego che sono molto allarmata, in quanto proveniamo già da una precedente esperienza negativa con 50 Rom residenti. Per un piccolo paese di 2.700 abitanti non è semplice tornare ad accogliere 5 nuclei famigliari di nomadi, se poi pensiamo che la casa è diroccata, con un campo agricolo adiacente dove caravan e roulotte non possono sostare perchè ci vuole una autorizzazione edilizia, un servizio sanitario e un‘assistente sociale, i problemi si moltiplicano. – poi conclude il sindaco – Lo avessimo saputo a gennaio, quando il progetto è iniziato, avremmo potuto intervenire e non trovarci a cose fatte. Ora non ci resta che fissare quanto prima un tavolo di confronto tra le nostre Amministrazioni perché Roverchiara non può accettare questa soluzione, i miei cittadini non sono disposti a subirla ancora una volta».

 

Foto: in alto, i cittadini di Roverchiara intervenuti in Consiglio con i cartelli di protesta; in basso da sinistra; il sindaco di Roverchiara Loreta Isolani con i dimostranti e con il sindaco di Cerea Marco Franzoni durante l’intervento del Consiglio comunale.

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