Le domande crescono di quasi il 20% e arrivano a quota 860. Dal 1° ottobre le strutture gestite dall’Ente passano da 10 a 24. Per gli studenti tariffe da 165 euro al mese, utenze comprese. Valente: «Puntiamo a dare un posto letto a tutti coloro che hanno partecipato al bando»

VERONA – Studiare lontano da casa senza dover fare i conti con affitti sempre più pesanti per i bilanci familiari. È su questo terreno, diventato uno dei problemi più sentiti dagli universitari nelle principali città italiane, che ESU Verona prova ad alzare l’asticella.

Alla vigilia del nuovo anno accademico, l’Ente registra infatti una crescita di quasi il 20 per cento delle domande di alloggio, arrivate a quota 860, con 413 studenti risultati idonei. Una pressione crescente alla quale ESU risponde con un deciso ampliamento dell’offerta abitativa.

Dal 1° ottobre saranno attivate 14 nuove residenze, portando complessivamente da 10 a 24 le strutture gestite, distribuite sul territorio veronese e, con una presenza, anche a Vicenza, nelle vicinanze del polo universitario Santa Margherita.

È il modello della cosiddetta «residenzialità diffusa»: non un’unica grande cittadella universitaria, ma una rete di alloggi inseriti nel tessuto urbano, con l’obiettivo di aumentare rapidamente i posti disponibili e offrire agli studenti soluzioni economicamente sostenibili.

Camere da 165 euro al mese

Il punto probabilmente più interessante per studenti e famiglie riguarda proprio i costi.

Per gli studenti idonei al bando alloggi la retta è stata fissata a 165 euro al mese per un posto in camera doppia e 195 euro per una singola, utenze comprese. Importi che vengono interamente coperti dalla borsa di studio.

Ma ESU ha deciso di intervenire anche su quella fascia di giovani che rischia più facilmente di rimanere schiacciata tra i requisiti delle agevolazioni pubbliche e i prezzi del mercato immobiliare.

È stata infatti ampliata la categoria dei cosiddetti «Requisiti Minimi», nella quale rientrano studenti che possiedono determinati requisiti di merito, reddito e distanza, pur non avendo tutti i parametri necessari per ottenere la borsa di studio.

Secondo ESU, grazie alla ridefinizione dei criteri, oltre il 95 per cento degli studenti che hanno presentato domanda pur senza possedere tutti i requisiti del bando potrà entrare nelle residenze dell’Ente, pagando al massimo 240 euro al mese per la camera doppia e 280 euro per la singola, anche in questo caso con le utenze comprese.

Una scelta che punta direttamente a creare un’alternativa al caro-affitti del mercato privato.

Valente: «L’obiettivo è un posto per tutti»

«Abbiamo sempre assicurato il posto letto a tutti gli studenti idonei – sottolinea Claudio Valente, presidente di ESU Verona –. Quest’anno stiamo lavorando a un risultato ancora più ambizioso: riuscire a offrire il posto letto a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato al bando».

Per Valente, l’incremento delle richieste è anche un indicatore della capacità di Verona di richiamare studenti.

«L’aumento del 20 per cento delle domande di alloggio testimonia la forte attrattività del nostro territorio, ma ci impone anche il dovere di dare risposte concrete. Con l’apertura di 14 nuove strutture concretizziamo il modello della “residenzialità diffusa”, integrando i ragazzi nel tessuto urbano».

La politica tariffaria, aggiunge il presidente, è stata costruita «in stretta sinergia con la rettrice dell’Università di Verona, Chiara Leardini, e con le rappresentanze studentesche», con un’attenzione particolare proprio a quella fascia intermedia che rischia di non avere accesso alle agevolazioni ma, nello stesso tempo, fatica a sostenere i canoni del mercato privato.

«Offrire un posto letto di qualità a tariffe così ridotte e con utenze incluse – conclude Valente – è un segnale forte di sostegno reale alle famiglie».

Una corsa contro il tempo per il 1° ottobre

Dietro l’ampliamento dell’offerta c’è anche una macchina organizzativa che deve essere pronta in pochi giorni.

Il direttore generale di ESU Verona, Giorgio Gugole, parla di «uno sforzo enorme dal punto di vista quantitativo, qualitativo, logistico e organizzativo».

«Si tratta di un’operazione complessa che sta mettendo a dura prova la nostra struttura – spiega Gugole –. Desidero rivolgere un sincero e sentito ringraziamento a tutto il personale e agli uffici di ESU Verona, che da settimane lavorano a ritmi incessanti e con altissima professionalità per garantire la consegna dei posti letto nei tempi previsti».

L’operazione assume un peso particolare proprio perché arriva mentre la casa sta diventando una delle principali voci di spesa per chi sceglie di studiare lontano dalla propria città. E la sfida non riguarda più soltanto gli studenti economicamente più fragili: coinvolge sempre più anche famiglie che non rientrano nelle fasce tradizionalmente protette, ma che faticano a sostenere affitti e utenze.

Da qui la scommessa di ESU Verona: aumentare rapidamente l’offerta pubblica e calmierata, distribuire gli studenti sul territorio e cercare di trasformare il diritto allo studio in qualcosa di molto concreto. Prima ancora dell’aula universitaria, infatti, per uno studente fuori sede serve un posto in cui poter vivere.

 

Foto: a sinistra, il polo universitario di Verona; a destra dall’alto, Claudio Valente, presidente di ESU Verona e il direttore generale di ESU Verona, Giorgio Gugole.

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