L’8 ottobre a Zevio la presentazione ufficiale della 26ª edizione, il 10 ottobre a Ca’ Scapin 1935 il convegno e la sfida gastronomica tra gli istituti alberghieri. Il Radicchio di Verona IGP al centro di un progetto che unisce agricoltura, cucina, sostenibilità e promozione della Pianura dei Dogi
ZEVIO – Non sarà soltanto una gara ai fornelli. Attorno al Radicchio d’Argento, giunto alla 26ª edizione, c’è ormai un progetto più ampio: raccontare un territorio attraverso uno dei suoi prodotti simbolo, mettere insieme agricoltura e ristorazione, dare spazio ai giovani che si preparano a diventare gli chef di domani e trasformare l’enogastronomia in uno strumento di promozione turistica della Pianura dei Dogi.
Il doppio appuntamento è fissato per giovedì 8 e sabato 10 ottobre. Due giornate diverse ma legate dallo stesso filo rosso – è proprio il caso di dirlo – quello del Radicchio di Verona IGP, l’«oro rosso» della pianura veronese.
L’8 ottobre la presentazione a Zevio
La manifestazione sarà presentata ufficialmente giovedì 8 ottobre alle 11.30, nella Sala consiliare del Comune di Zevio.
La scelta di Zevio e della data non è casuale. La presentazione avviene infatti in concomitanza con la Festa della Mela, mettendo idealmente una accanto all’altra due produzioni caratteristiche dell’agricoltura autunnale veronese.
Il concorso è organizzato dall’Associazione Pro Loco Carpanea Casaleone guidata da Enrico Pozzani, in collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Radicchio di Verona IGP e la Confraternita del Radicchio IGP di Verona, con il patrocinio, tra gli altri, della Regione Veneto, della Provincia di Verona e della Camera di Commercio di Verona.
Alla presentazione sono annunciati la presidente del Consorzio del Radicchio di Verona IGP Cristiana Furiani, il sindaco di Zevio Carla Conti, il sindaco di Casaleone Stefano Cagalli, il presidente dell’ESU di Verona Claudio Valente e il direttore commerciale del pastificio Avesani Alessandro Chiarini, oltre a rappresentanti della Provincia e della Commissione Agricoltura della Regione Veneto.
Con loro la macchina organizzativa dell’evento: Maurizio Drago, responsabile e coordinatore della comunicazione; Carlotta Ghinato, coordinatrice marketing, contatti e divulgazione; Gianpietro Bernardi, per il coordinamento della segreteria organizzativa della Pro Loco Carpanea Casaleone, ed Enrica Claudia De Fanti, impegnata nell’organizzazione, pianificazione e ottimizzazione del concorso gastronomico.
Il 10 ottobre la grande giornata a Ca’ Scapin
Il cuore della manifestazione batterà però sabato 10 ottobre a Ca’ Scapin 1935, in via Cà Sentieri 14 a Santa Maria di Zevio.
La giornata inizierà già alle 9.30 con l’accoglienza delle Confraternite enogastronomiche veronesi e nazionali e proseguirà con una visita guidata alla scoperta di Zevio, comprendente il Museo Accademia Maria Callas e il Castello Visconteo.
Alle 11.30 spazio quindi al convegno-tavola rotonda dedicato a «Il fiore d’inverno: IGP protagonista in tavola tra sostenibilità e diversità bioculturale». La locandina mette al centro il rapporto tra il Radicchio di Verona IGP, cultura, paesaggio, turismo e identità, con un confronto tra rappresentanti del mondo agricolo, gastronomico e dell’informazione.
Tra i relatori figurano Cristiana Furiani, presidente del Consorzio Radicchio IGP di Verona; Enzo Gambin, direttore AIPO Verona; Alessandra Baruzzi, presidente nazionale Lady Chef; Alessandro Chiarini, direttore del pastificio Avesani; Roberto Iseppi del Relais Castello di Bevilacqua; Francesco Occhi, giornalista, direttore Il Nuovo Giornale e storico del territorio; fra Marco Asselle, con un intervento legato alla spiritualità francescana, all’ambiente, al lavoro e alla cucina, e Lamberto Funghi, di Radio Turismo Enogastronomico di Roma.
Un confronto che vuole andare oltre il prodotto in sé: la sfida è capire come agricoltura, prodotti certificati, ristorazione e capacità di raccontare un territorio possano diventare parte di un’economia turistica sostenibile.
Alle 13 la sfida dei giovani chef
Dalle 13 la parola passerà ai fornelli con il 26° Concorso gastronomico interregionale Radicchio d’Argento.
Protagonisti saranno i giovani cuochi provenienti dagli istituti alberghieri regionali e nazionali. Saranno selezionati quattro istituti e ciascun concorrente, accompagnato da un docente e da un aiuto chef, dovrà preparare per 150 ospiti una portata – antipasto, primo, secondo oppure dessert – nella quale il Radicchio di Verona IGP sia realmente protagonista.
Non basterà, quindi, aggiungere il radicchio a una ricetta. Ai ragazzi sarà chiesto di interpretarlo attraverso stagionalità, territorialità, tecnica e creatività, cercando un equilibrio tra innovazione e memoria della cucina.
La giuria tecnica sarà composta da sette esperti di gastronomia, affiancati da un segretario senza diritto di voto. Verranno valutati gusto, presentazione, originalità, armonia degli ingredienti, fantasia e capacità di rispettare la tradizione.
A questo giudizio si aggiungerà quello dei 150 commensali, chiamati a trasformarsi per un giorno in giuria popolare. I migliori riceveranno il Trofeo Radicchio d’Argento, mentre il piatto che raccoglierà il maggior numero di preferenze del pubblico otterrà uno specifico riconoscimento di merito.
Dal «Reradicchio» al «Misù del Principe d’Inverno»
E anche i nomi dei piatti anticipano una giornata decisamente particolare. Il programma degustativo prevede infatti, tra le preparazioni in concorso, «Croccante polenta» con radicchio brasato IGP di Verona e riduzione al Tai, «Il Reradicchio», i «Bocconcini dorati su velluto rosso con Radicchio IGP Verona» e, per chiudere, il dessert «Misù del Principe d’Inverno».
Accanto alla competizione ci sarà inoltre spazio per alcune preparazioni fuori concorso. Le Lady Chef saranno presenti con Gabriella Pizzo, presidente regionale Veneto e consigliere nazionale, Alessandra Baruzzi, presidente nazionale, e Glorimar Medina, della squadra nazionale Lady Chef. A loro è affidata la preparazione «Optimus», piatto dedicato a San Francesco, e il «Nodino fatato al Radicchio IGP di Verona».
Nom mancherà il risotto al Radicchio di Verona IGP, come precisa Enrica Claudia De Fanti: «Il risotto fuori concorso sarà quello della Pro Loco Carpanea, preparato dalla famiglia di Giorgio Sbizzera dell’Azienda agririsicola La Fornasella di Sustinenza, un risotto pluripremiato nelle fiere della Bassa Veronese».
Il Radicchio come ambasciatore della Pianura dei Dogi
Dietro piatti e premi resta però il significato più profondo di una manifestazione arrivata al suo ventiseiesimo anno: fare del Radicchio di Verona IGP un ambasciatore del territorio.
Il prodotto diventa così il punto d’incontro fra chi lo coltiva, chi lo trasforma, chi lo cucina e chi arriva nella pianura veronese per scoprirne sapori, paesaggi e tradizioni.
Ed è probabilmente questo il messaggio che il Radicchio d’Argento 2026 vuole portare più lontano: l’«oro rosso» della pianura non è soltanto un ingrediente. È agricoltura, lavoro, storia e identità. E quando finisce nelle mani dei giovani chef può diventare anche il racconto contemporaneo di un territorio che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Foto: a sinistra la locandina dell’evento; a destra, i vincitori dell’edizione 2025 del Radicchio d’Argento con il presidente di Pro Loco Carpanea Enrico Pozzani e la presidente del Consorzio Radicchio IGP di Verona Cristiana Furiani.
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