Sanzioni irrisorie, promozioni vietate e atti annullati: l’opposizione accusa. Il sindaco replica parlando di «termini diffamanti»

CEREA – Una vicenda che scuote il Municipio e divide la città. Al centro dello scontro politico-finanziario finisce la gestione del personale comunale, con dipendenti sanzionati per gravi violazioni e, a distanza di poche settimane, promossi in aperta violazione delle norme. È quanto denuncia un comunicato e un’interpellanza delle opposizioni, che parlano senza mezzi termini di gestione fallimentare, verità occultata e regolamenti calpestati.

Danni da 65 mila euro e sanzioni da soli 300

Secondo quanto ricostruito dai tre consiglieri Alessia Rossignoli, Paolino Bonfante e Paolo Bruschetta, un funzionario avrebbe causato un danno stimato in circa 65 mila euro a carico dell’ente, accertato da un’ispezione interna. La risposta disciplinare? Una sanzione da appena 300 euro e, a brevissimo giro, una promozione con salto stipendiale di decine di migliaia di euro annui, premi esclusi.
Un secondo caso, ancora più eclatante: dodici violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per un altro funzionario apicale; anche qui attenuanti riconosciute dalla commissione disciplinare e promozione dopo poche settimane.

L’interpellanza: «Situazione grave, assurda e inaccettabile»

L’interpellanza – depositata il 12 gennaio e il comunicato inviato ieri alla nostra redazione – chiede piena luce su tutte le posizioni e una seduta consiliare a porte chiuse, «come previsto dalla legge a tutela delle persone».
«Dovranno essere fornite risposte chiare e convincenti – dichiarano Rossignoli, Bonfante e Bruschetta – a una situazione che riteniamo grave, assurda e inaccettabile».

Bonfante rincara: «Dopo un lavoro faticoso e ostacolato di accesso agli atti, avviato sui provvedimenti sanzionatori del 2024-2025, pende anche un esposto (settembre 2024) di un docente universitario-avvocato esperto di contenzioso del lavoro pubblico, che si è riservato di adire l’autorità giudiziaria per omissione in atti d’ufficio in caso di mancate risposte».

Il nodo regolamenti: «Violazione gravissima»

Per la capogruppo Alessia Rossignoli, il punto dirimente è normativo: «Le promozioni sono in aperta violazione del regolamento approvato dalla stessa amministrazione nel 2024. L’articolo 2, comma 4, lettera “e” consente incarichi solo in assenza di sanzioni disciplinari superiori al richiamo scritto anche nel biennio precedente. Una violazione gravissima!!!».

Paolo Bruschetta aggiunge: «Sindaco e assessore al Personale conoscevano quelle norme, approvate un anno prima da loro stessi. Come hanno potuto consentire tutto questo? Dov’è finito il principio del merito?».

Annullamento “occultato” e clima interno

L’opposizione punta il dito anche su un atto di annullamento intervenuto «oggi»: «Annullato, non revocato – spiega Bonfante – segno che l’atto precedente era illegittimo. Ma il provvedimento occulta la verità: non cita la nostra interpellanza, maschera l’annullamento come nomina, non richiama il regolamento violato. In sostanza, “el tacon pezo del buso”, per nascondere una gestione fallimentare del personale che si riflette in servizi deludenti».
Nel mirino anche la funzione anticorruzione: «La Segretaria comunale cumula i ruoli di RPCT (Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza) e di presidente dell’UPD (Ufficio per i Procedimenti Disciplinari), in contrasto con le raccomandazioni ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). Così si lede il principio di terzietà e si scoraggiano i whistleblower (chi segnala illeciti o irregolarità all’interno dell’ente)».


LA REPLICA DELL’AMMINISTRAZIONE, FRANZONI E BRENDAGLIA: «TERMINI VERGOGNOSI E DIFFAMANTI»

La risposta del sindaco Marco Franzoni e dell’assessore al Personale Stefano Brendaglia è netta e durissima, e respinge punto per punto le accuse.

«Il castello di carta messo in piedi dalla sinistra di Cerea sul tema del personale del Comune serve solo a spostare l’attenzione dalla totale mancanza di idee e progettualità della minoranza» affermano in una nota congiunta.
Secondo gli amministratori, «nel comunicato della minoranza sono stati mescolati piani diversi, citate vicende differenti e slegate tra loro, costruendo una narrazione fondata su inesattezze che punta esclusivamente a creare confusione».

Sul punto più delicato, quello delle promozioni, Franzoni e Brendaglia sono categorici: «La realtà è che non c’è stata alcuna promozione. Su questo faremo chiarezza in Consiglio comunale martedì prossimo».
E aggiungono un passaggio che alza ulteriormente la tensione: «Sono stati utilizzati termini vergognosi e diffamanti e sono in corso valutazioni da un punto di vista legale».

«Clima positivo in Municipio»

L’amministrazione ribalta completamente la lettura dei tre consiglieri di opposizione Alessia Rossignoli, Paolino Bonfante e Paolo Bruschetta sul clima interno al Comune:
«Quello che la sinistra non accetta è che un’amministrazione comunale di centrodestra possa avere un ottimo rapporto con i dipendenti comunali. Basta guardare il clima positivo e collaborativo che si è instaurato negli anni in Municipio».

Un passaggio rivendicativo segue subito dopo: «Grazie a questa sinergia abbiamo raggiunto importanti traguardi e pianificato numerose opere pubbliche, su cui la minoranza non ha dato il minimo contributo. È su questo che la sinistra dovrebbe interrogarsi, altro che il personale».

«Difendiamo chi lavora, non chi crea tensioni»

Nel finale, Franzoni e Brendaglia tracciano una linea netta anche sul piano politico e morale: «Continueremo a lavorare per avere un rapporto proficuo con i dipendenti, sostenendo il lavoro di tanti che sono impegnati a migliorare la macchina amministrativa».
E l’affondo conclusivo: «Lasceremo indietro quei pochissimi fannulloni che alimentano un clima negativo e vengono difesi dalla sinistra».

Verso un Consiglio ad alta tensione

Con l’interpellanza in discussione martedì 20 gennaio, lo scontro è destinato a consumarsi nelle sedi istituzionali. Da un lato accuse circostanziate e richieste di trasparenza, dall’altro una difesa compatta dell’amministrazione e la minaccia di azioni legali.

A Cerea, la partita sulla gestione del personale è ormai diventata uno scontro politico totale.

 

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