SAN GIOVANNI LUPATOTO – Sarà uno dei passaggi urbanistici più delicati per il futuro della città: la definizione del destino delle ultime due grandi aree libere, l’ex Saifecs e l’ex Ricamificio. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Attilio Gastaldello ha già fatto sapere che nei prossimi mesi porterà in Consiglio la discussione sul piano di trasformazione, confermando la volontà di avviare un dibattito trasparente e partecipato. “Ci confronteremo con tutte le forze politiche e con la cittadinanza – sottolineano dal Municipio – perché queste aree rappresentano una sfida decisiva per la qualità della vita, la mobilità e i servizi dei prossimi decenni”.
Intanto il Partito Democratico lupatotino, a firma del segretario di circolo Enrico Righetto e dei consiglieri comunali Marco Taietta e Marina Vanzetta, ha anticipato i tempi depositando nove osservazioni formali che verranno discusse nella sede consiliare. Si tratta di proposte puntuali che toccano vari aspetti urbanistici, ambientali, viabilistici e sociali, e che mettono in luce una serie di criticità non secondarie.
I temi sollevati dal PD
Il primo nodo riguarda l’impatto demografico: secondo i consiglieri dem, l’arrivo di circa 1.000 nuovi residenti metterebbe a dura prova scuole, strutture sanitarie e sportive, già oggi in sofferenza. Per questo chiedono un ridimensionamento delle volumetrie complessive da 85.000 a 66.727 metri cubi, con un beneficio pubblico stimato in 4,4 milioni di euro.
Sul fronte commerciale, il PD propone che la superficie di vendita sia vincolata a negozi di prossimità e medie strutture (massimo 1.500 mq), escludendo grandi centri. Ulteriore richiesta è l’adozione di un “Prontuario di qualità architettonica” che indichi materiali, colori e criteri costruttivi per garantire coerenza con il tessuto urbano.
Viabilità e trasporti
Anche la viabilità si presenta come un terreno spinoso: viene contestata la nuova rotatoria prevista tra via Cartiera e via Garofoli, ritenuta non conforme alle norme provinciali che fissano a 500 metri la distanza minima tra due rotatorie in ambito extraurbano. I dem propongono invece soluzioni più integrate, come una corsia riservata alla filovia con spartitraffico, banchine coperte e servizi di intermodalità.
Ambiente e memoria storica
Sul piano ambientale, si chiede un aggiornamento delle bonifiche, considerato che gli studi condotti tra il 2005 e il 2006 potrebbero non essere più sufficienti alla luce dei nuovi inquinanti oggi individuati.
Quanto all’edilizia residenziale pubblica, il PD respinge l’ipotesi di concentrazione in un’unica torre, giudicata potenzialmente ghettizzante, e chiede una distribuzione diffusa degli alloggi, con una quota riservata a emergenze abitative e canone calmierato.
Non manca infine un richiamo alla memoria industriale: i macchinari storici della cartiera Saifecs, le molasse, dovrebbero essere restaurati e valorizzati come simbolo di identità collettiva nel futuro Central Park.
Una sfida ad alta complessità
Il Consiglio comunale sarà chiamato a sciogliere nodi che intrecciano interessi pubblici e privati, esigenze di sviluppo e tutela della qualità urbana. La mole di osservazioni presentate evidenzia quanto la trasformazione di ex Saifecs ed ex Ricamificio sia una partita complessa, con scelte che segneranno in modo irreversibile la fisionomia futura di San Giovanni Lupatoto. Un confronto politico che si annuncia serrato, tra promesse di trasparenza e il rischio concreto di conflitti sulla sostenibilità reale del progetto.
Foto: a sinistra, il sindaco Attilio Gastaldello; al centro, l’area ex Saifecs e ex Ricamificio; a destra dall’alto, il segretario del circolo PD Enrico Righetto e i consiglieri comunali Marco Taietta e Marina Vanzetta.
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