Servizio dedicato agli ex pazienti del dottor Manega e a chi non ha un medico assegnato. Il sindaco Pressi: «Nessuno resterà senza assistenza»
Soave – Una risposta concreta alla cronica carenza di medici di base arriva da Soave, dove da lunedì 9 giugno sarà attivata una nuova guardia medica diurna presso gli ambulatori comunali di Costeggiola, in via Pigna 52.
Il servizio nasce dalla collaborazione tra Comune di Soave e ULSS 9 Scaligera, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale agli ex pazienti del dottor Manega, che ha recentemente intrapreso la carriera ospedaliera.
«Con un po’ di sconforto, ma anche con tanti affettuosi auguri da parte degli utenti, salutiamo un medico molto apprezzato dalla comunità», ha commentato il sindaco Matteo Pressi, sottolineando il valore dell’iniziativa: «Questa nuova forma di assistenza sarà mantenuta fino all’arrivo del nuovo medico di base, già individuato, ed è destinata esclusivamente agli ex assistiti del dottor Manega e a coloro che attualmente non hanno un medico assegnato».
I dettagli del servizio
Il presidio sarà operativo tre giorni alla settimana – lunedì, mercoledì e venerdì – secondo la seguente articolazione:
• Dalle 9.00 alle 11.00: servizio telefonico per consulti, prenotazioni e supporto a distanza (numero: 045 6106373).
• Dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 18.15: apertura al pubblico per visite ambulatoriali, senza necessità di prenotazione.
• Dalle 14.00 alle 17.15: fascia dedicata esclusivamente alle visite domiciliari e a quelle programmate, riservata alle persone non deambulanti o in condizioni fragili.
Una soluzione ponte in attesa del nuovo medico
Il nuovo servizio, gestito direttamente dall’ULSS con personale medico proprio, rappresenta una soluzione transitoria ma essenziale per non lasciare i cittadini privi di un riferimento sanitario.
«Ringrazio l’ULSS per l’enorme collaborazione offerta – ha concluso il sindaco Pressi –. Non sono ringraziamenti di circostanza: la situazione della medicina territoriale è difficile ovunque, ma ancora una volta siamo riusciti a evitare che anche a Soave ci fossero persone senza assistenza medica di base».










