Non ci è consentito raccontare nei particolari cosa è accaduto lunedì sera nella riunione tra i vari esponenti dei diversi colori politici che dovevano sostenere il secondo candidato sindaco in contrapposizione a Stefano Cagalli nella corsa per la conquista del Municipio.

Non ci è consentito pubblicare nemmeno i nomi dei protagonisti principali che al tavolo delle trattative, dopo mesi di confronti, nell’apprendere i nomi di alcuni componenti inseriti nella colorata lista civica, decidono di abbandonare non solo la sala ma anche il progetto politico: «[…] Quando sembrava che alla fine si fosse trovato il quadro perfetto con una lista di nomi veramente meritevoli, ecco che con una entrata a gamba tesa, qualcuno tira in ballo e impone nomi che avrebbero mandato tutto all’aria» – da qui la decisione – «Ok, io non ho più niente a che fare con voi».

La nuova “Casaleone Viva” la lista civica che avrebbe dovuto essere la prosecuzione di quella che per cinque anni era stata all’opposizione della giunta Gennari, come l’Araba Fenice, stava rinascendo questa volta con tante anime diverse che la componevano, dai Fratelli di Meloni, all’Italia Viva Renziana, non senza il PD di Letta e anche con quel che rimaneva del Movimento 5S. Un bel cocktail esplosivo. E così è stato.

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