Duecento anni fa nasceva Felicita Bevilacqua (Verona 1822 – Venezia 1899), ultima discendente della linea primogenita dei Bevilacqua di Verona che, assieme ai Giusti e ai Verità lasciarono, nel corso di sette secoli, vasta e profonda impronta nella vita cittadina di Verona.

Nata nel 1822 e primogenita della ricca famiglia Bevilacqua, Felicita ha una vita abbastanza travagliata. All’età di 23 anni incontra Giuseppe La Masa, che sarà nominato generale da Garibaldi dopo la spedizione dei Mille, e che diventerà suo marito solo dopo molti anni durante i quali la famiglia Bevilacqua affronta disparati problemi.

Tra questi anche l’incendio al castello, i saccheggi e il prestito forzoso imposto dall’Austria. I Bevilacqua si ritrovano ad affrontare una pesante situazione economica ancor più aggravata dai prestiti che Felicita chiede ma che finiscono per aggravare ancor più la situazione.

Intanto i parenti della contessa, proprietari della villa antistante il Castello Bevilacqua, rivendicano parte del patrimonio per cui è costretta a cedere loro molti dei suoi possedimenti.
I soldi che lo Stato presta alla contessa sono insufficienti per saldare tutti i debiti; di conseguenza Felicita ricorre nuovamente a prestiti privati. Tutti questi sforzi però sono inutili visto che il castello viene posto sotto sequestro e nel 1884 andrà all’asta.
Felicità riesce a riappropriarsi del castello e qualche anno dopo, nel 1899, morirà a Venezia.

Storia del Castello
Nell’anno 1336 iniziarono i lavori di costruzione del Castello Bevilacqua voluto da Guglielmo I Bevilacqua per difendersi dalle due, allora più potenti, signorie: gli Estensi e i Carraresi.
Guglielmo Bevilacqua era un venditore di legname alla corte di Can Grande Mastino della Scala; dopo il suo trasferimento da Ala di Trento a Verona assunse sempre più prestigio economico fintanto da diventare vassallo del vescovo.
Ben presto però il maniero iniziò a subire i primi attacchi: il primo risale agli inizi del XVI secolo, periodo in cui il castello Bevilacqua perse la funzione difensiva. Ma grazie all’intervento dell’architetto Michele Sanmicheli, nel 1532, il maniero venne trasformato in una dimora nobiliare.
Molti secoli dopo il maniero subì un ulteriore e devastante attacco per opera degli austriaci che, nel 1848, decisero di darlo alle fiamme.

Ben presto, però, la contessa Felicita Bevilacqua decise di dare avvio ad una serie di opere per portare il maniero al suo antico splendore. A seguito della sua morte, il castello venne ceduto alla fondazione “Bevilacqua-La Masa” e successivamente adibito a residenza per anziani e indigenti.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il castello venne occupato dai soldati tedeschi e, una volta abbandonato, venne trasformato in asilo infantile fino al 1966; proprio in quell’anno le fiamme bruciarono il castello.

Nel 1990 il maniero viene acquistato dalla famiglia Cerato-Iseppi, attuale proprietaria, che intraprende una serie di lavori di restauro per farlo apparire come lo si può ammirare oggi.

Foto: a sinistra, il castello da una immagine aerea Ph. Gianpietro Gala; a destra in alto, foto d’epoca della contessa Felicita Bevilacqua; in basso da sinistra, Roberto Iseppi, Osvaldo Bevilacqua conduttore di Sereno variabile e Miresi Cerato.

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