Si è svolto ieri sera, giovedì 3 settembre l’evento “La notte bianca del Soave” a Roverchiara promosso dal Consorzio di Tutela del Soave, secondo appuntamento dopo quello di Forkette a Verona e prima di quello di stasera, venerdì, alla Tenuta San Martino di Enrico Fiorini a Legnago.

Nel piazzale antistante la Locanda 4 Ciacole erano presenti 8 banchi d’assaggio dov’era possibile degustare oltre 50 vini provenienti dal territorio Soavese.
Era inoltre possibile prenotare presso il ristorante della Locanda il tavolo per la Cena di Gala con un menù degustazione di 6 portate, creato appositamente dallo chef Francesco Baldissarutti con la direzione creativa di Marina Passigato e la cantina di Marco Scandogliero.

Ecco, sono stati loro i protagonisti della serata, oltre ai grandi vini Soave, e di loro vorremmo raccontare.
Questa è la loro storia, una favola gastronomica italiana lunga quasi 120 anni.
La storia di una Locanda, nata sotto la buona stella del campanile della chiesa di Roverchiara, quella della famiglia Scandogliero, bottegai da ben 3 generazioni che si sono tramandate con amore e passione il culto per l’arte culinaria.

Tutto nasce nel 1904 dallo storico “Bar dalla Linda” che si arricchisce sempre di più di cose buone e genuine sino a diventare la bottega punto di riferimento del paese.
E pian piano la famiglia ci prende sempre più gusto, in ogni senso: nel 2008 apre la Locanda 4 Ciacole, ristorante con alloggi, oggi uno dei più rinomati d’Italia, nel 2016 l’Imbottito nel centro di Verona, bistro più informale, nel 2019 La Dispensa, osteria annessa alla Locanda e tra qualche settimana, per fine settembre 2020, è prevista l’inaugurazione del Ridotto a Marano di Valpolicella dove, immersa tra i vigneti, verrà aperta una trattoria rustic chic.

Centoventi anni di storia, tanti cambiamenti, ma sempre con la stessa filosofia: le carni, i salumi e i formaggi più buoni del mondo e una ricerca maniacale del prodotto.

Oggi, papà Tiziano e mamma Gabriella si occupano della Dispensa mentre è il figlio Marco a continuare la tradizione. Il loro ristorante è il regno della materia prima: la Norceria, come la chiamano, dal nome delle tradizionali botteghe dove si vendono i prodotti derivati dalla lavorazione del maiale, posizionata all’ingresso della Locanda, è il sogno di ogni gourmet, delizia sia per gli occhi che per il palato.

Lo scorso mese di giugno la cucina si è ampliata con l’arrivo in 4 Ciacole dello chef stellato Francesco Baldissarutti e del sous chef Bruno Vignolle e, oltre ai piatti nati da un prodotto nobile di carne o pesce che segue la stagionalità, verrà lanciato un menù dedicato all’arte dello spiedo, il tutto coordinato in sala dalla bravissima Marina Passigato, insostituibile manager che coordina anche tutti i locali della famiglia Scandogliero.

La cantina è curata da Marco, eletto miglior sommelier Ais del Veneto nel 2016, e conta oltre 500 etichette, con una speciale predilezione per i vini naturali e bio.
Se amate il buon cibo e tutto ciò che di meglio è racchiuso nella parola “Italianità”, non potrete che innamorarvi perdutamente della Locanda 4 Ciacole.

Il segreto
Il nome 4 Ciacole è un ironico omaggio al papà Tiziano. Perchè? Chiedete a Marco di raccontarvi le storie dei prodotti che vi farà assaggiare e capirete.

Vincitori del premio “Miglior Ristorante di Locanda – Best of Alpe Adria 2013”, assegnato per la valorizzazione di un territorio, la Locanda è anche affittacamere: Peperoncino, Salvia, Cannella, Noce Moscata sono le quattro stanze matrimoniali, finemente arredate e dotate di tutti i comfort.

Foto: a sinistra, lo chef Francesco Baldissarutti con il sommelier Marco Scandogliero e la manager del ristorante Marina Passigato; a destra dall’alto, l’entrata della Locanda 4 Ciacole, la Dispensa e una sala del ristorante.

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