Taglio del nastro nel quartiere di Porto nel primo giorno dell’anno scolastico. Un edificio moderno con nove aule, cinque laboratori e palestra. Donà riconosce il lavoro avviato dall’amministrazione Lorenzetti. Danieli propone di intitolare la scuola, o almeno la palestra, a Laura Agnora.

LEGNAGO – Il primo suono della campanella ha avuto quest’anno un significato particolare nel quartiere di Porto. Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 è stata infatti inaugurata la nuova scuola secondaria di primo grado «G.B. Cavalcaselle», un’opera attesa che consegna a Legnago un edificio completamente nuovo, moderno e pensato per accompagnare diverse generazioni di studenti.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Paolo Longhi, gli amministratori comunali, diversi sindaci del territorio e Stefano Negrini, primo cittadino di Gazzo Veronese, intervenuto in rappresentanza della Provincia di Verona. Tra il pubblico anche l’ex sindaco Graziano Lorenzetti, alla guida del Comune quando prese avvio il percorso che avrebbe portato alla realizzazione della nuova scuola.

DAL PROGETTO DEL 2020 ALLA NUOVA SCUOLA

A ricostruire le tappe dell’intervento è stato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Roberto Donà, che ha sottolineato innanzitutto la scelta simbolica di inaugurare l’edificio proprio nel giorno del ritorno degli studenti sui banchi.

«Abbiamo voluto fortemente che questa inaugurazione avvenisse proprio nel primo giorno di scuola. Non è stata una scelta casuale: abbiamo cercato di arrivare a questa giornata con tutti i lavori ultimati, perché volevamo che il primo giorno degli studenti nella nuova scuola coincidesse con la consegna ufficiale di questa importante opera alla comunità».

Un taglio del nastro che, secondo Donà, va quindi ben oltre la semplice conclusione di un cantiere: «Oggi non inauguriamo semplicemente un edificio. Inauguriamo una scuola e, soprattutto, un investimento sul futuro di Legnago».

Un investimento che ha attraversato due amministrazioni comunali. Il percorso cominciò infatti nel 2020, quando il Comune promosse un concorso di progettazione, vinto dallo studio dell’architetto Alfonso Femia. Successivamente venne sviluppato il progetto, ma mancavano ancora le risorse necessarie per trasformarlo in realtà.

La svolta arrivò nel 2023 con la possibilità di utilizzare i finanziamenti del PNRR. Vennero quindi approvati il progetto esecutivo, la gara e infine l’avvio del cantiere.

Ed è proprio su questo passaggio che Donà ha voluto riconoscere pubblicamente il lavoro di chi lo aveva preceduto: «Ritengo doveroso rivolgere un ringraziamento all’amministrazione Lorenzetti, che ha posto le basi per la realizzazione di quest’opera, fino all’avvio del cantiere. In particolare, al mio predecessore con delega ai Lavori pubblici, Roberto Danieli, che ha seguito questo percorso nella fase iniziale».

UN INVESTIMENTO DA 6 MILIONI E 450MILA EURO

Importante anche l’impegno economico necessario per arrivare al traguardo.

Il costo complessivo dell’opera ha raggiunto circa 6 milioni e 450mila euro: 2 milioni e 910mila euro provengono dai fondi PNRR, un milione e 402mila euro dal contributo GSE e circa 2 milioni e 138mila euro sono stati sostenuti direttamente dal Comune di Legnago, attraverso un mutuo e risorse proprie.

«Sono numeri importanti – ha sottolineato Donà – che raccontano anche quanto sia stato significativo lo sforzo fatto per portare a compimento quest’opera».

La nuova Cavalcaselle è stata progettata per ospitare tre sezioni della scuola secondaria di primo grado. Dispone di nove aule, cinque laboratori, palestra, spogliatoi, servizi, uffici e spazi esterni.

Particolare attenzione è stata riservata alla palestra, organizzata in modo da consentirne l’utilizzo anche al di fuori dell’orario scolastico. Non sarà quindi soltanto uno spazio destinato agli studenti, ma potrà diventare una struttura a disposizione del quartiere e della comunità.

L’edificio punta inoltre sulla luminosità, sulla qualità degli ambienti e sul rapporto tra gli spazi interni e quelli esterni, secondo una concezione della scuola che supera il tradizionale modello fatto soltanto di aule e corridoi.

IL RICORDO DI LAURA AGNORA

Ma nella giornata della festa e del taglio del nastro c’è stato anche spazio per un momento ben più profondo. Perché parlare della nuova scuola di Porto significa inevitabilmente ricordare ciò che avvenne nella vecchia struttura.

Donà ha voluto pronunciare il nome di Laura Agnora, morta proprio nella precedente scuola.

«Quando oggi parliamo di una scuola moderna, efficiente, bella e progettata secondo criteri attuali, credo sia importante soffermarsi anche su una parola che viene prima di tutte le altre: sicurezza. Perché proprio qui, nella vecchia scuola che oggi non c’è più, la nostra comunità ha vissuto una tragedia che non possiamo e non dobbiamo dimenticare».

Parole accompagnate da un pensiero alla famiglia: «La memoria di Laura ci deve ricordare che quando costruiamo una scuola stiamo costruendo il luogo nel quale affidiamo ogni giorno i nostri ragazzi. E questo ci impone una responsabilità enorme».

Un ricordo ripreso anche dal presidente del Consiglio comunale e consigliere provinciale Roberto Danieli, che ha lanciato una proposta destinata ora ad aprire una riflessione: intitolare la nuova scuola, o quantomeno la palestra, proprio a Laura Agnora.

Un gesto che legherebbe la memoria della tragedia alla nuova vita di un edificio nel quale sicurezza, qualità degli spazi e futuro dei ragazzi diventano oggi le parole centrali.

UNA SCUOLA CHE RESTERÀ ALLA CITTÀ

L’inaugurazione chiude dunque un percorso iniziato sei anni fa e passato attraverso progettazione, ricerca dei finanziamenti, PNRR, gara d’appalto e cantiere. Ma, soprattutto, apre una nuova storia.

«Una scuola non è semplicemente un edificio pubblico – ha concluso Donà –: è il luogo dove si formano le persone, dove crescono i cittadini di domani e dove una comunità decide concretamente di investire sul proprio futuro».

Ora saranno gli studenti a riempire di vita quelle nove aule e quei cinque laboratori.

E forse è proprio questa l’immagine più significativa dell’inaugurazione: un’opera cominciata sotto un’amministrazione e terminata sotto un’altra che, al primo giorno di scuola, smette definitivamente di appartenere alla politica e diventa patrimonio dei ragazzi e dell’intera comunità di Legnago.

 

 

 

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