Bottiglia spaccata in testa a un tabaccaio, furti e un’ottantenne strattonata e fatta cadere a terra per strapparle la borsa. I carabinieri individuano rapidamente i due giovanissimi. Il sindaco rilancia sulla sicurezza, chiede più prevenzione e apre un fronte destinato a far discutere: «Davanti a minori recidivi che accumulano episodi gravissimi non può più essere eluso il tema della responsabilità delle famiglie»
LEGNAGO – Una bottiglia spaccata in testa a un commerciante, un bastone usato durante l’aggressione, un borsello rubato e infine un’anziana strattonata e fatta cadere a terra per strapparle la borsa. Tutto in poco più di un’ora, nel cuore di Legnago e in piena mattinata.
È una sequenza che colpisce non soltanto per il numero degli episodi, ma soprattutto per la violenza e la spregiudicatezza con cui sarebbero stati commessi. A rendere ancora più inquietante la vicenda è l’età dei presunti responsabili: due giovanissimi, indicati come minorenni di origine marocchina, che i carabinieri sono riusciti a individuare e fermare nel giro di poche ore.
Il primo assalto alle 7.50: bottiglia in testa al tabaccaio
La mattinata comincia poco prima delle 8 nell’edicola-tabaccheria di via Frattini, zona Palazzo di Vetro, dove si trova al lavoro Alberto Nardo, 56 anni.
Secondo la ricostruzione, i due giovani entrano con il volto parzialmente coperto. L’azione è fulminea e violenta. Uno dei due colpisce il commerciante alla testa con una bottiglia di birra che va in frantumi; nella concitazione Nardo viene raggiunto anche a un braccio e alle dita con un bastone.
L’obiettivo sarebbe il denaro della cassa.
Nonostante sia ferito e sanguinante, il tabaccaio reagisce e riesce a impedire che i due prendano l’incasso. I giovani fuggono, mentre Nardo chiama i carabinieri e viene successivamente accompagnato al pronto soccorso del Mater Salutis. Fortunatamente le conseguenze dell’aggressione risultano meno gravi di quanto la dinamica potesse inizialmente far temere: tre giorni di prognosi.
Ma quello di via Frattini è soltanto l’inizio.
Dal furto allo scippo dell’ottantenne
I due, sempre secondo quanto ricostruito, continuano a muoversi a piedi nel centro cittadino.
Raggiungono corso della Vittoria, dove viene sottratto il borsello al titolare di una macelleria. Con quel denaro tentano poi di acquistare sigarette in una tabaccheria vicina<, ma la titolare, vista la giovane età, chiede loro i documenti e non conclude la vendita.
Poco dopo i due si separano momentaneamente.
Ed è a quel punto che si verifica l’episodio forse più impressionante della mattinata.
Sul marciapiede sta passando un’ottantenne di Legnago. Uno dei giovani le si avvicina e con un gesto improvviso la strattona violentemente per strapparle la borsa.
La donna cade a terra.
Riesce fortunatamente a rialzarsi autonomamente e a chiedere aiuto, mentre alcuni passanti intervengono per soccorrerla. Lo scippatore fugge con la borsa, che verrà poi abbandonata dopo essere stata svuotata del telefono, del portafoglio, dei documenti, del bancomat e dei contanti.
Nel giro di una sola mattinata, dunque, un commerciante ferito, attività prese di mira e una donna di ottant’anni scaraventata a terra per una borsa.
Non esattamente episodi da liquidare come una semplice bravata di ragazzi.
La risposta dei carabinieri è immediata
Mentre in centro cresce inevitabilmente l’allarme, parte la caccia ai responsabili.
I carabinieri della Compagnia di Legnago raccolgono testimonianze, ricostruiscono gli spostamenti e si mettono sulle tracce dei due giovani.
Il primo viene individuato e fermato nel giro di circa un’ora. Le ricerche proseguono fino a quando, attorno a mezzogiorno, viene rintracciato anche il secondo.
Una risposta rapida delle forze dell’ordine che il sindaco Paolo Longhi, rimasto in contatto con i carabinieri durante le ricerche, mette subito in evidenza.
«È una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica, anche per la violenza con cui sono stati commessi questi reati, ma è stata prontamente risolta dai nostri carabinieri, ai quali va ancora una volta il nostro ringraziamento».
Per Longhi, il caso dimostra che «a Legnago abbiamo una rete di forze dell’ordine che funziona» e una collaborazione tra le diverse divise capace di produrre risultati importanti.
Ma arrestare o fermare chi delinque, per il sindaco, non può essere sufficiente.
Longhi: «Non basta prenderli dopo»
«Non possiamo limitarci a essere bravi a prendere delinquenti dopo che hanno commesso il misfatto. Dobbiamo lavorare sempre di più sulla prevenzione».
Ed è qui che Longhi concentra il suo intervento.
Da una parte chiede più presidio del territorio: uomini, controlli, telecamere e varchi, tornando inoltre a rilanciare la richiesta del commissariato di Polizia «sul quale continueremo a fare pressing a tutti i livelli».
Dall’altra richiama la prevenzione sociale. Il Comune, ricorda il sindaco, ha aumentato la spesa per i servizi sociali delegati, investe circa 30mila euro l’anno nel bando sport e musica destinato ad aiutare le famiglie più in difficoltà e organizza iniziative sociali, culturali e sportive gratuite. A queste misure si aggiungeranno nuovi strumenti di intervento sociale che l’amministrazione sta preparando.
Ma Longhi introduce anche un tema decisamente più scomodo: quello della responsabilità dei genitori quando a delinquere ripetutamente sono dei minorenni.
«Davanti a minori recidivi che accumulano episodi gravissimi, il legislatore deve cominciare a interrogarsi seriamente anche sulla posizione di chi esercita la responsabilità genitoriale. Il tema della responsabilità delle famiglie non può più essere eluso».
La proposta: intervenire sui benefici pubblici nei casi più gravi
Il sindaco va oltre e propone l’apertura di una riflessione a livello nazionale.
«Nei casi più gravi e reiterati, quando emerga una grave responsabilità o una totale assenza educativa della famiglia, credo si debba valutare anche la possibilità di arrivare alla sospensione dei benefici pubblici non essenziali di cui quella famiglia gode».
Longhi precisa che non si tratta di una misura che possa essere decisa da un sindaco o introdotta autonomamente da un Comune: servirebbero una legge nazionale e precise garanzie.
Ma sul principio non arretra.
«Lo Stato deve aiutare chi è in difficoltà e chi vuole uscire dal disagio. Però non può essere indifferente di fronte a famiglie nelle quali dei minorenni continuano sistematicamente a delinquere senza che mamma e papà si assumano mai una forma di responsabilità».
Sicurezza, ma soprattutto prevenzione
La vicenda di Legnago lascia quindi due fotografie molto diverse.
La prima è quella positiva di forze dell’ordine che intervengono rapidamente e riescono in poche ore a rintracciare i presunti responsabili.
La seconda è molto più difficile da ignorare: due giovanissimi che, secondo le contestazioni, nell’arco di una mattinata sarebbero passati da una brutale aggressione a un commerciante ai furti, fino allo scippo violento di una donna di ottant’anni.
Ed è proprio qui che il caso smette di essere soltanto una questione di ordine pubblico.
Perché mettere più pattuglie sulle strade è necessario. Aumentare telecamere e controlli può aiutare. Chiedere un commissariato può rafforzare il presidio del territorio.
Ma quando a commettere reati violenti sono dei minorenni, bisogna anche domandarsi cosa sia successo prima che arrivassero su quella strada.
E soprattutto chi, prima delle forze dell’ordine e dei giudici, avrebbe dovuto fermarli.
È questa la domanda più dura lasciata dalla mattinata di Legnago. Ed è su questa domanda che Longhi chiama ora in causa anche le famiglie.
Foto: la seconda tabaccheria presa di mira, quella di Corso della Vittoria.
Copyright © 2026 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati











