La Regione ha espresso parere favorevole sulla valutazione ambientale dei due grandi interventi di riqualificazione. Per l’amministrazione è un passaggio decisivo per recuperare due aree industriali dismesse. Ma la Lega rilancia la battaglia su volumetrie, traffico e benefici pubblici: «650 nuovi abitanti e circa 1.300 veicoli in più». E chiede di rivedere i progetti prima del voto in Consiglio comunale.

La partita sulle aree ex Saifecs ed ex Ricamificio è tutt’altro che chiusa. Anzi, proprio quando l’iter urbanistico compie un importante passo avanti, a San Giovanni Lupatoto torna ad accendersi lo scontro politico sul futuro di due delle più significative aree industriali dismesse della città.

Nella seduta del 30 luglio 2026, la Commissione regionale del Veneto ha espresso parere favorevole sui Rapporti Ambientali relativi ai Piani degli Interventi tematici che riguardano i due comparti.

Si tratta della VAS, Valutazione Ambientale Strategica, cioè della procedura attraverso la quale vengono valutati gli effetti che piani e programmi urbanistici possono produrre sull’ambiente e sul territorio, considerando aspetti quali consumo di suolo, mobilità, traffico, qualità dell’aria, acqua, rumore, verde e sostenibilità complessiva delle trasformazioni previste.

Un passaggio importante, dunque, ma che non equivale all’approvazione definitiva dei due progetti urbanistici. Il pronunciamento conclude positivamente la fase di valutazione ambientale di competenza regionale e consente all’iter di proseguire verso i successivi passaggi amministrativi e politici.

Ed è proprio su questi che ora si concentra il confronto.

IL COMUNE: «UNA FERITA NEL CUORE DELLA CITTÀ CHE PUÒ ESSERE SANATA»

L’amministrazione guidata dal sindaco Attilio Gastaldello considera il pronunciamento regionale una conferma del percorso avviato per trasformare due grandi aree industriali abbandonate in nuovi comparti residenziali accompagnati da verde, servizi e spazi pubblici.

Rispetto alle precedenti pianificazioni, le previsioni sono state ridimensionate. L’impianto complessivo prevede circa 113.500 metri cubi di volumetria e un insediamento teorico nell’ordine dei 640-650 nuovi abitanti, a fronte di previsioni originarie decisamente superiori.

Tra gli elementi più significativi dell’operazione figura il grande parco pubblico previsto nell’area ex Saifecs, circa 40 mila metri quadrati, oltre a parcheggi, collegamenti ciclabili, spazi pubblici e quote destinate all’edilizia residenziale pubblica.

«Dal nostro insediamento nel 2016 abbiamo lavorato per ridurre l’impatto delle previsioni precedenti, arrivando a dimezzare il numero dei nuovi residenti originariamente previsto – ha spiegato il vicesindaco con delega al Verde Fulvio Sartori –. Allo stesso tempo abbiamo ottenuto la realizzazione di un grande parco pubblico di circa 40 mila metri quadrati, che darà respiro alla città».

Una scelta che Sartori inserisce nella più ampia prospettiva di creare «un cordone di grandi spazi verdi in tutti i quartieri», cercando un equilibrio tra recupero delle aree dismesse, sviluppo urbanistico e qualità della vita.

Sulla stessa linea Gastaldello: «Il parere favorevole della Commissione regionale ci permette di proseguire una trasformazione attesa da innumerevoli anni».

Per il sindaco l’obiettivo è «sanare una ferita nel cuore della città», riducendo drasticamente il carico insediativo previsto dai vecchi Piruea e aumentando contemporaneamente gli spazi pubblici e il verde.

LA LEGA: «IL VIA LIBERA DELLA VAS NON CAMBIA LA NOSTRA OPINIONE»

A riaprire con forza il fronte politico è ora la Lega di San Giovanni Lupatoto, che il 7 settembre ha diffuso una dura presa di posizione sui due interventi.

«L’approvazione da parte della Regione Veneto della Valutazione Ambientale Strategica relativamente alle aree ex Saifecs ed ex Ricamificio non cambia la nostra opinione estremamente critica circa il pesante impatto che gli interventi previsti, se realizzati, comporteranno sul tessuto urbanistico e ambientale di San Giovanni Lupatoto», dichiara il segretario della sezione locale Mattia Stoppato.

Il primo nodo sollevato riguarda la viabilità.

Secondo Stoppato, «l’insediamento di 650 abitanti teorici ed un carico di circa 1.300 ulteriori veicoli andranno a pesare su un traffico già congestionato in molte ore della giornata».

L’ex assessore all’Urbanistica torna anche sulle tensioni che avevano accompagnato la gestione della delega: «Quando ero assessore all’Urbanistica avevo chiesto un drastico abbassamento della volumetria, ma probabilmente questo è stato il motivo per cui il sindaco mi ha tolto la delega preferendo darla a qualche assessore più accondiscendente».

Da qui l’invito all’amministrazione a rivedere entrambi i progetti prima di portarli in Consiglio comunale per l’approvazione.

Stoppato va persino oltre, sostenendo che sarebbe preferibile lasciare la decisione alla futura amministrazione comunale e attaccando direttamente Gastaldello, che definisce «sempre più isolato politicamente rappresentando ormai poco più che sé stesso».

EX SAIFECS, BOTTACINI APRE UN SECONDO FRONTE: QUELLO ECONOMICO

La critica della Lega non si limita però a cubature, nuovi residenti e traffico.

Sull’area ex Saifecs interviene l’architetto Marco Bottacini, componente del direttivo e responsabile urbanistica della Lega lupatotina, che mette innanzitutto in discussione il peso sostanziale della VAS.

«La VAS della Regione Veneto si riduce ormai a una mera formalità burocratica, un passaggio sterile volto solo ad adempiere a un obbligo di legge», sostiene Bottacini, definendola un semplice «timbro verde» che, a suo giudizio, non avrebbe una reale capacità di incidere sulla pianificazione urbanistica.

Ma è soprattutto sul valore dell’area ex Saifecs e sulla quantificazione del beneficio pubblico che la Lega apre il fronte potenzialmente più delicato.

Secondo Bottacini, «la convenzione urbanistica del marzo 2019 è decaduta e l’area quindi è tornata ad essere non pianificata», ovvero quella che tecnicamente viene definita “area bianca”.

Partendo da questa interpretazione, l’esponente leghista sostiene che debba essere rivalutata la base economica utilizzata per determinare il beneficio pubblico derivante dalla trasformazione urbanistica.

«IL BENEFICIO PUBBLICO POTREBBE SUPERARE I 5 MILIONI»

Bottacini propone quindi un proprio calcolo.

Nell’ipotesi di attribuire all’area un valore complessivo di 416.628 euro, sostiene che, applicando gli stessi criteri utilizzati nella precedente relazione di stima ma aggiornando il valore dell’area, «il beneficio pubblico corrisponderebbe a 5.100.686 euro, un incremento pari al 64%, questo nell’ipotesi di confermare la volumetria proposta».

Un passaggio sul quale è necessaria una distinzione: quella indicata da Bottacini è una valutazione sostenuta dalla Lega e non una nuova quantificazione ufficiale stabilita dal Comune o da un organismo pubblico.

Ed è proprio partendo da questi conteggi che l’esponente leghista arriva alla conclusione più pesante della propria presa di posizione.

Secondo Bottacini, infatti, «i valori perequativi palesemente datati, a nostro avviso, potrebbero accrescere per i consiglieri comunali che esprimeranno il voto favorevole il concreto rischio di incorrere in eventuali responsabilità erariali e doverne quindi rispondere personalmente e patrimonialmente dinanzi alla Corte dei Conti».

Anche in questo caso si tratta di una valutazione e di un’ipotesi avanzata dalla Lega, non dell’accertamento di una responsabilità erariale.

ANCHE IL PD CHIEDE MAGGIORE CONDIVISIONE

Il confronto sulle due grandi aree dismesse, però, non riguarda soltanto la Lega. Nelle scorse settimane anche il Partito Democratico, attraverso il capogruppo Marco Taietta, è intervenuto sull’iter di ex Saifecs ed ex Ricamificio chiedendo maggiore condivisione sulle scelte definitive e la convocazione della Conferenza dei Capigruppo.

Una richiesta che, pur partendo da una posizione diversa rispetto alla dura opposizione espressa dalla Lega, conferma quanto il futuro dei due comparti sia diventato uno dei temi centrali del dibattito politico lupatotino. Taietta ha sottolineato infatti come le decisioni che verranno assunte siano destinate a condizionare «l’assetto e la vivibilità di San Giovanni Lupatoto per i prossimi decenni».

DUE VISIONI OPPOSTE SUL FUTURO DELLA CITTÀ

Il confronto, a questo punto, va ben oltre due semplici operazioni immobiliari.

Ex Saifecs ed ex Ricamificio sono due grandi vuoti lasciati dal passato industriale di San Giovanni Lupatoto e la loro trasformazione è destinata a modificare per decenni una parte importante dell’assetto urbano.

L’amministrazione rivendica la forte riduzione delle precedenti previsioni edificatorie, il recupero di aree oggi dismesse e soprattutto l’acquisizione di nuovi spazi pubblici e di un grande polmone verde.

La Lega ribatte che il carico insediativo rimane eccessivo, soprattutto alla luce di una viabilità già problematica, e ora mette sul tavolo anche la questione della convenienza economica dell’operazione per la collettività.

Il via libera della VAS, quindi, non mette la parola fine alla vicenda. Supera un importante passaggio ambientale e permette ai Piani di proseguire il loro percorso, ma lascia aperta la partita urbanistica e soprattutto quella politica.

E il prossimo terreno di confronto sarà inevitabilmente il Consiglio comunale, dove ciascun consigliere sarà chiamato a esprimersi su una trasformazione destinata a lasciare un segno profondo nella San Giovanni Lupatoto dei prossimi decenni.

Perché, al di là delle contrapposizioni politiche, la domanda centrale rimane una: come recuperare due grandi aree abbandonate senza sostituire le ferite urbanistiche del passato con nuovi problemi per la città del futuro?

 

 

Foto: a sinistra, l’area ex Saifecs ed ex Ricamificio ; a destra dall’alto, Mattia Stoppato, Marco Bottacini, Attilio Gastaldello e Fulvio Sartori.

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