Un gesto di coraggio che poteva trasformarsi in tragedia. Un autista di ATV è stato brutalmente aggredito mentre difendeva due giovani passeggere molestate verbalmente a bordo della linea urbana 31. L’episodio è avvenuto sabato 14 febbraio, attorno a mezzogiorno, nella zona di Porta San Giorgio, a Verona. L’uomo è stato trasportato al Pronto Soccorso con una prognosi di 30 giorni per una costola incrinata e numerose contusioni. Arrestato un cittadino maliano di 32 anni, già noto alle forze dell’ordine.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, numerose segnalazioni sono giunte intorno alle 11.45 alla Centrale operativa della Questura per la presenza di un soggetto in stato di alterazione che stava aggredendo l’autista e inveendo contro i passeggeri nella zona di Borgo Trento.
Stando alle testimonianze raccolte dagli agenti delle Volanti, il trentaduenne avrebbe inizialmente molestato due ragazze presenti sull’autobus, insultandole, minacciandole e intimando loro di scendere dal mezzo. Spaventate, le giovani si sarebbero avvicinate al conducente chiedendo aiuto.
L’autista, fermato il bus alla prima fermata utile, avrebbe invitato l’uomo a scendere. A quel punto l’aggressore lo avrebbe colpito violentemente al petto con un pugno. Non solo: vedendo una delle ragazze chiamare il 113, l’uomo avrebbe colpito anche lei ripetutamente. Il conducente, con l’aiuto di alcuni passeggeri, ha tentato di contenere l’aggressore, che si sarebbe però scagliato nuovamente contro di lui con pugni e calci.
Decisivo l’arrivo della Polizia, che ha bloccato definitivamente il 32enne, il quale ha continuato a mantenere un comportamento aggressivo anche negli uffici di Lungadige Galtarossa, opponendo resistenza e insultando gli agenti.
Arresto e provvedimenti
L’uomo è stato arrestato per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale aggravata, oltre a essere denunciato per interruzione di pubblico servizio e minacce. Il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nella provincia di Verona.
L’autista, dopo le cure all’ospedale di Borgo Trento, è stato dimesso con 30 giorni di prognosi. Per la ragazza aggredita si dovrà invece valutare una sospetta lussazione della spalla.
Il racconto del sindacato
Durissimo il commento di Giovanni Sacilotto, della Filt Cgil Verona (Federazione Italiana Lavoratori Trasporti della CGIL):
«Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza che colpisce il personale Atv e l’utenza. Condanniamo fermamente quanto accaduto e torniamo a sollecitare l’applicazione delle contromisure che rivendichiamo da tempo, a partire dalle bodycam fino alla cabina dell’autista protetta».
Il sindacalista sottolinea anche il clima di crescente tensione sui mezzi pubblici: «Colleghi e colleghe vivono quotidianamente situazioni di terrore e trauma. La sicurezza non può restare un proclama: servono misure concrete, integrate, che vadano dai dispositivi di protezione individuale a un adeguato coordinamento delle forze dell’ordine fino a politiche di coesione sociale».
Provvidenziale, secondo quanto riferito, anche l’intervento di un altro autista in servizio su una corsa proveniente dalla direzione opposta, che avrebbe contribuito a contenere l’aggressione fino all’arrivo della Polizia.
Il commento dell’azienda
Solidarietà e sostegno arrivano dall’amministratore delegato di ATV, Massimo Bettarello (nella foto):
«Al nostro conducente che si è reso protagonista di questo gesto di coraggio e di altruismo va la solidarietà e l’apprezzamento, oltre all’augurio di una pronta guarigione. Intervenendo in difesa delle passeggere molestate ha dato concreta testimonianza del valore del nostro personale di guida».
Bettarello ha ricordato l’impegno dell’azienda sul fronte sicurezza: «Intensifichiamo i controlli anche con l’impiego di guardie giurate e con l’installazione di telecamere di sorveglianza su tutti i mezzi. Il nostro ufficio legale sta procedendo alla denuncia per interruzione di servizio ed è pronto a fornire tutto il supporto necessario al dipendente».
Un episodio che riaccende il tema della sicurezza sui mezzi pubblici cittadini e che pone, ancora una volta, l’accento sulla tutela di lavoratori e passeggeri.
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