L’assessore Paola Roma: «Vanno tutelate, promuoveremo revisioni». Unpli Veneto: «Escludere le attività dei volontari dal computo commerciale»
Ì VENEZIA – La polemica sulle nuove disposizioni fiscali in vigore dal 1° gennaio 2026 non si spegne. Dopo le prese di posizione delle Pro Loco e dell’Unione nazionale, ora interviene ufficialmente la Regione.
L’assessore alle Pro Loco del Veneto, Paola Roma, assicura che l’ente regionale «è da sempre al fianco delle Pro Loco» e annuncia iniziative concrete per affrontare le criticità emerse con la riforma fiscale del Terzo Settore.
«Un valore insostituibile per le comunità»
«La Regione è da sempre al fianco delle Pro Loco – dichiara l’assessore Roma – per il sostegno delle insostituibili attività di valorizzazione del territorio, dei prodotti e della socialità. Il loro impegno, anche verso gli anziani che riconoscono nelle tradizioni un punto di riferimento, e il lavoro dei volontari che operano tutto l’anno rappresentano un valore imperdibile per la comunità. È nostro dovere non solo mantenere, ma promuovere questa ricchezza».
Roma ricorda però che la riforma fiscale è materia di competenza statale e richiede «un approccio tecnico e specialistico».
Per questo, la Regione attiverà un programma di formazione congiunta con le associazioni territoriali, in collaborazione con Unpli Veneto, per illustrare concretamente la normativa e standardizzare documenti e atti amministrativi.
«Vogliamo consentire alle singole Pro Loco di utilizzare i propri volontari per l’assolvimento degli oneri – spiega l’assessore – riducendo al minimo i costi di consulenza esterna».
RUNTS e benefici fiscali
Tra gli strumenti evidenziati dalla Regione c’è l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), già promossa da UNPLI nazionale, che consente l’accesso al regime forfettario, l’esclusione dall’IVA in determinati casi e maggiori benefici fiscali per i donatori.
«Interverremo promuovendo le opportune revisioni a livello statale, d’accordo con le altre Regioni interessate – aggiunge Roma –. In un confronto tra tecnici, operatori e istituzioni valuteremo eventuali anomalie e agiremo presso le amministrazioni competenti per interventi correttivi, ove necessario».
In Veneto operano oltre 60.000 volontari delle Pro Loco, circa il 10% del totale nazionale: un dato che fotografa la centralità del fenomeno associativo nella regione.
L’appello di Unpli: «Escludere il volontariato dal computo commerciale»
Sulla stessa linea il presidente di Unpli Veneto, Rino Furlan, che chiede un dialogo diretto con l’Agenzia delle Entrate.
«A livello nazionale siamo la più grande rete associativa che esista – spiega Furlan –. Migliaia di volontari dedicano il proprio tempo libero a creare socialità per tutte le fasce della popolazione, dalle famiglie alle persone fragili. In Veneto sul RUNTS ci eravamo mossi per tempo e avevamo già fatto transitare praticamente tutte le Pro Loco».
Il nodo centrale resta la qualificazione fiscale delle attività svolte durante sagre e manifestazioni.
«Vorremmo che l’Agenzia delle Entrate riconoscesse le attività delle Pro Loco – prosegue Furlan – come la promozione dei prodotti tipici e il coinvolgimento delle filiere, escludendo l’infinito lavoro dei volontari e le loro attività dal computo commerciale, perché tutto ciò che viene speso è per il bene della collettività».
Un confronto aperto
La questione resta aperta e coinvolge centinaia di realtà locali che, soprattutto nei piccoli centri, rappresentano spesso l’unico presidio di aggregazione e promozione culturale.
Dopo le tensioni delle ultime settimane, la Regione prova ora a costruire un tavolo tecnico e politico per evitare che le nuove regole fiscali mettano in difficoltà un sistema fondato sul volontariato e sulla partecipazione civica.
Foto: il presidente di Unpli Veneto, Rino Furlan e l’assessore alle Pro Loco del Veneto, Paola Roma,
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