C’è un’arte che nasce per strada, che vive sotto il cielo e che trasforma una piazza in un atelier a cielo aperto. È l’arte dei madonnari. E a rilanciarne il valore, con una lettera inviata alle amministrazioni locali, è il professor Felice Naalin, artista legnaghese e direttore della Scuola Internazionale dei Madoneri.

Una proposta chiara: portare nelle città il fascino antico e suggestivo dei disegni su asfalto, realizzati con gessetti e pigmenti, secondo una tradizione che affonda le radici nella devozione popolare e nell’arte itinerante.

Una scuola nata a Verona nel 1979

Fondata a Verona nel 1979, la Scuola Internazionale dei Madoneri è diventata negli anni un punto di riferimento per questa particolare forma espressiva. Non solo partecipazioni a manifestazioni in Italia e all’estero, ma anche presenze in Europa e negli Stati Uniti, oltre a collaborazioni televisive con la Rai e reti internazionali.

L’istituzione non si limita alle performance artistiche: organizza corsi di specializzazione, laboratori didattici per bambini e adulti, promuove eventi culturali e si rende disponibile per affreschi in palazzi storici, ville e chiese. Un’attività ampia, che coniuga tradizione e formazione.

L’arte dei madonnari

Quella dei madonnari è una tradizione secolare. Un tempo erano artisti itineranti che, durante fiere e feste religiose, riproducevano immagini sacre — in particolare Madonne — sui sagrati e nelle piazze, ricevendo offerte dai passanti. Oggi quell’arte si è evoluta, mantenendo però intatto il suo legame con la spiritualità, la manualità e il contatto diretto con il pubblico.

Il disegno nasce sotto gli occhi dei cittadini, cresce ora dopo ora, coinvolge curiosi, famiglie, turisti. È un’arte effimera — destinata a scomparire con la pioggia o il passaggio del tempo — ma proprio per questo carica di poesia e significato.

Il percorso di Felice Naalin

Felice Naalin, artista legnaghese, è tra i protagonisti di questa tradizione contemporanea. La sua attività non si è limitata al territorio veronese: nel corso degli anni ha portato la cultura dei madonnari in numerose piazze italiane e internazionali, contribuendo a diffondere un patrimonio artistico che unisce tecnica, fede e cultura popolare.

Pittore, scultore, critico d’arte, scenografo e scrittore, laureato in archtettura, come direttore della Scuola Internazionale dei Madoneri, Naalin ha investito molto anche nella formazione, trasmettendo competenze tecniche e sensibilità artistica alle nuove generazioni.

La proposta alle amministrazioni

Nella comunicazione inviata ai Comuni, il professor Naalin mette a disposizione gli artisti della Scuola per realizzare opere durante manifestazioni, eventi culturali e ricorrenze civili o religiose. L’obiettivo è valorizzare le piazze come luoghi di incontro e bellezza, offrendo al pubblico un’esperienza artistica dal vivo.

Non solo performance: la Scuola propone anche laboratori didattici, percorsi formativi e progetti personalizzati, adattabili alle diverse realtà territoriali.

In un tempo in cui le città cercano occasioni di attrattività culturale e turistica, l’arte dei madonnari può diventare un elemento distintivo, capace di unire tradizione, spettacolo e partecipazione.

E forse, tra un tratto di gesso e una sfumatura di colore, riscoprire anche il valore più semplice e potente dell’arte: fermarsi, guardare, condividere.

 

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