La sospensione della Gastroenterologia del Fracastoro scatena la polemica tra i due candidati alle Regionali.

SAN BONIFACIO. Sanità e politica si intrecciano ancora una volta all’ospedale “Fracastoro”. La ventilata sospensione, da ottobre, delle attività del reparto di Gastroenterologia ha acceso un duro confronto tra due sindaci del territorio che saranno entrambi in corsa alle prossime elezioni regionali: Alessio Albertini, primo cittadino di Belfiore e vicesegretario provinciale del PD, e Matteo Pressi, sindaco di Soave e candidato per la Lega.

Albertini lancia l’allarme: «Con la chiusura del reparto, resteranno solo endoscopia e visite ambulatoriali. È un ridimensionamento che segue il copione già visto per oncologia e oculistica. L’ospedale perde identità e attrattività, e senza investimenti nelle strumentazioni e nel dialogo interno diventa difficile trattenere i professionisti».

Parole che hanno trovato eco anche nel Comitato a difesa del Fracastoro, preoccupato di un progressivo depotenziamento del presidio sanitario dell’Est Veronese.

Ma la replica di Pressi è netta e articolata. «Quella di Albertini – afferma – è una speculazione politica fine a sé stessa. Come chiarito dall’ULSS, non c’è stato alcun taglio ai posti letto e i pazienti che necessitano di ricovero continueranno a ricevere assistenza nello stesso ospedale, con la stessa qualità dei servizi. Anche le attività ambulatoriali della Gastroenterologia non subiscono interruzioni».

Il sindaco di Soave mette il dito sul contesto elettorale: «Capisco il bisogno di raccogliere consensi in vista del voto, ma screditare la nostra struttura per calcolo politico è un danno per tutta la comunità. Se continuiamo a demolire l’immagine del Fracastoro con voci infondate, rischiamo davvero di allontanare i medici invece che attrarli. L’ospedale ha bisogno di essere sostenuto, non gettato nel fango».

Al di là delle contrapposizioni, resta un dato: la sanità territoriale fatica a trattenere medici specializzati e a rinnovare macchinari spesso obsoleti. È su questi fronti che cittadini e operatori chiedono risposte concrete. Perché, al netto delle polemiche elettorali, la posta in gioco è il diritto alla salute nell’Est Veronese e la tenuta stessa del Fracastoro come presidio ospedaliero.

 

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