Il botta e risposta tra il primo cittadino e l’associazione I Negozi di Bovolone agita il dibattito pubblico. Sullo sfondo: degrado, sicurezza, e una raccolta firme diventata caso politico.

BOVOLONE – “Non conta cosa chiedi, ma chi sei”. È questa la frase, forte e amara, con cui si conclude la lettera inviata alla nostra redazione dall’associazione I Negozi di Bovolone, tornata a farsi sentire con un intervento che riaccende la polemica sulla gestione della sicurezza in paese. Una vicenda che, tra dichiarazioni pubbliche, lettere protocollate e passi indietro improvvisi, mette a nudo la tensione sempre più evidente tra il sindaco Orfeo Pozzani e una parte del tessuto commerciale cittadino.

IL NODO: LA RACCOLTA FIRME

Tutto è iniziato nei mesi scorsi, quando l’associazione dei commercianti ha promosso una raccolta firme per chiedere maggiore attenzione sul tema della sicurezza, in particolare nelle zone centrali di Bovolone, teatro di episodi di degrado urbano e comportamenti molesti. L’iniziativa ha raccolto circa 150 adesioni, a testimonianza di un malcontento diffuso.

Tuttavia, secondo quanto riferito dai commercianti, il sindaco avrebbe reagito con stizza alla campagna, chiedendo – come dichiarato in un video pubblico datato 19 maggio – che la raccolta venisse sospesa e che fosse lui a passare “porta a porta” per gestire personalmente la questione. Nei giorni successivi, 14 esercenti hanno ritirato la propria firma, circostanza che l’associazione definisce “sospetta”, mettendo in dubbio che si sia trattato di scelte del tutto libere.

LA RISPOSTA DEL SINDACO

Il 13 giugno il sindaco Pozzani ha inviato una lettera formale in risposta all’associazione, resa pubblica solo nelle ultime settimane. Nel testo, il primo cittadino assicura di aver preso in “seria considerazione” le segnalazioni, elenca alcune azioni già messe in campo, tra cui il potenziamento del personale dei Carabinieri e la revisione del regolamento di polizia urbana per limitare la vendita e il consumo di alcolici, e ribadisce la fiducia nelle forze dell’ordine. Pozzani sottolinea anche l’importanza di segnalare i problemi con denunce ufficiali, evitando “post sui social” o lamentele pubbliche.

«La denuncia aiuta a definire con più certezza la situazione, nonché a monitorare con maggiore attenzione» – scrive Pozzani. – «Ricordiamo che la maleducazione non è penalmente perseguibile e si può combattere solo con il buon senso e l’impegno collettivo».

IL DOPPIO PIANO

Nei giorni scorsi, il sindaco ha rilanciato la propria posizione prendendo parte alla sottoscrizione di un documento unitario, firmato da oltre 30 primi cittadini della Bassa Veronese, indirizzato al Governo per chiedere misure più incisive sul fronte della sicurezza. Inoltre, martedì 5 agosto, Pozzani si è fatto notare in prima fila al mercato di Bovolone, affiancando Jesusleny Gomes, la camminatrice social, impegnata nel territorio nella raccolta firme proprio su un’iniziativa legata alla sicurezza.

Azioni che i commercianti non contestano nel merito, ma che definiscono “più costruite per apparenza che per coerenza”. E lo spiegano con parole nette, nella lettera che riportiamo integralmente:

I NEGOZI DI BOVOLONE: LA LETTERA INTEGRALE 

Il sindaco raccoglia le firme…ma non dai suoi commercianti!

I Negozi di Bovolone, vogliono fare chiarezza a quanto accade in paese.
Come da fatti già conosciuti “raccolta firme per la sicurezza” vogliamo esprimere la nostra delusione su quanto sta accadendo. Innanzitutto in questi giorni il primo cittadino pubblica sui social la lettera di risposta alle nostre segnalazioni, dichiarandosi concorde a noi.

Vogliamo sottolineare, che prima di scrivere tale lettera, il Sindaco, indispettito per le firme, come dichiara nel video pubblico del 19 maggio (visibile sul sito dei Negozi), chiede di fermare l’iniziativa e di passare lui personalmente dai commercianti per il ritiro firme.

Nei giorni seguenti, arrivano delle revoche di commercianti sull’adesione della lettera, una scelta che ha destato sorpresa, e sospetto vista la chiara visione del contenuto della stessa.
Questa situazione anomala, solleva il dubbio su quanto quelle rinunce siano state frutto di una libera valutazione.
A riprova, ci sono in effetti 14 firme retratte su 150 totali.

Da un lato si schiera pubblicamente a fianco dei commercianti, con una lettera di risposta, dall’altro è protagonista del ritiro firme.
A seguire, partecipa con altri Sindaci della “Bassa” alle firme per un decreto sicurezza peraltro evidenziato nella lettera dei commercianti, un’azione che sembra più costruita per apparenza che per una vera coerenza sul tema.

Infine, aggiungiamo che martedì 5 agosto il Sindaco si presenta in prima fila al mercato del paese, appoggiando la Sig.ra Gomes sempre sulla sicurezza. Perché 2 pesi e 2 misure?

Se servivano altre firme, bastava solo proseguire insieme, con unità e ascolto. A questo punto il messaggio è chiaro:
Non conta cosa chiedi , ma conta chi sei.

È stata trasformata una voce civica in vendette personali e politiche.
Crediamo che i cittadini meritino più rispetto, e non strategie da teatrino politico”.

 

UN CONFRONTO ANCORA APERTO

Il clima resta teso. Da una parte il sindaco rivendica le azioni amministrative in corso, dall’altra i commercianti denunciano una gestione ambigua, fatta – secondo loro – di aperture di facciata e chiusure di fatto. Il punto critico resta sempre lo stesso: la sicurezza. Ma, in questa vicenda, a mancare sembra proprio la fiducia reciproca.

Mentre i cittadini assistono, è ormai chiaro che il tema non è più solo l’ordine pubblico, ma il rapporto tra istituzioni e comunità. E in mezzo, le firme: simbolo di una partecipazione che qualcuno vorrebbe guidata, qualcun altro libera.

 

 

Copyright © 2025 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti Riservati.