San Giovanni Lupatoto – Dopo mesi di tensioni, lettere, accuse reciproche e tentativi di mediazione andati a vuoto, si chiude ufficialmente il lungo braccio di ferro tra la Lega provinciale e gli amministratori comunali di San Giovanni Lupatoto. Il vicesindaco Fulvio Sartori e il presidente del Consiglio comunale Michele Grossule hanno annunciato l’uscita dal partito, ma non lasciano i loro incarichi istituzionali. Resteranno al loro posto, in maggioranza, accanto al sindaco Attilio Gastaldello.

È l’epilogo di una vicenda cominciata un anno fa, quando il primo cittadino decise l’avvicendamento dell’allora vicesindaco Mattia Stoppato – esponente storico del Carroccio locale – con Sartori, che all’epoca era capogruppo della Lega. Una scelta che la segreteria provinciale del partito, guidata da Paolo Borchia, non ha mai digerito, contestandone metodo e merito.

Da lì, una lunga fase di frizioni interne, culminata nella decisione del direttivo di procedere con l’espulsione dei dissidenti: oltre a Sartori e Grossule, erano stati coinvolti anche le consigliere Pamela Tosi e Annalisa Perbellini, poi uscite autonomamente. A febbraio, il partito aveva ufficialmente “commissariato” la sezione lupatotina, affidandola proprio a Stoppato.

Annuncio d’addio e accuse dure

Con toni duri, entrambi i fuoriusciti hanno motivato l’addio con critiche dirette alla gestione provinciale della Lega. Grossule parla di decisioni «incomprensibili e contrarie ai valori leghisti di attenzione al territorio», e accusa il partito di essersi trasformato in una «lista personale di Stoppato». Sartori va oltre: definisce «dispotico» il commissariamento e parla di una Lega ormai “verticistica”, lontana dallo spirito originario. A chi gli chiede se il suo futuro sarà con Fratelli d’Italia, lui per ora non risponde.

La replica di Borchia: “Polemiche inutili, lavoriamo per i cittadini”

Il segretario provinciale Paolo Borchia, dopo le dichiarazioni dei due ex leghisti, ha voluto chiudere la vicenda con parole nette (vedi il video):
«La Lega guarda avanti – ha dichiarato – e considera questa pagina definitivamente archiviata». Nell’intervento video, Borchia ha respinto al mittente le accuse di gestione autoritaria e ha ricordato come «la questione fu affrontata fin da subito con serietà e ampia condivisione nel direttivo provinciale». La richiesta di reintegro di Stoppato, sostiene, «fu il risultato di una riflessione collettiva» e non di imposizioni verticistiche.
Secondo Borchia, il partito ha fatto tutto il possibile per tutelare gli iscritti coinvolti e cercare una mediazione: «Chi in passato non rispettava la linea veniva espulso immediatamente. Noi abbiamo lavorato per mesi».

La linea, ora, è quella di chiudere definitivamente la porta sul passato: «I cittadini di San Giovanni Lupatoto chiedono risposte, non polemiche», conclude Borchia.

 

Foto: da sinistra, il vicesindaco Fulvio Sartori; il presidente del Consiglio comunale Michele Grossule; l’ex vicesindaco e attuale commissario cittadino Lega Mattia Stoppato; il segretario provinciale Paolo Borchia.

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