Il “Premio Verona Network per la Pubblica Amministrazione” finisce nell’occhio del ciclone per la vicenda del polo logistico: Legambiente critica duramente la scelta di premiare i Comuni di San Giovanni Lupatoto e Zevio.
SAN GIOVANNI LUPATOTO – Non si placano le polemiche attorno al Premio Verona Network alla Pubblica Amministrazione assegnato lo scorso 17 luglio a Paola Conti, Sindaco di Zevio, e Attilio Gastaldello, Sindaco di San Giovanni Lupatoto, per “l’esemplare capacità di dialogo a beneficio delle rispettive comunità”. Un riconoscimento che, secondo Legambiente, sarebbe non solo inopportuno ma persino profondamente distante dalla realtà dei fatti”.
Nel mirino dell’associazione ambientalista – in particolare del Circolo Medio Adige – c’è l’accordo tra i sindaci Attilio Gastaldello (San Giovanni Lupatoto) e Paola Conti (Zevio), elogiato per aver evitato un confronto giuridico davanti al Consiglio di Stato sul discusso progetto del Polo logistico di Campagnola. Progetto che, secondo Legambiente, rappresenta invece una delle pagine più controverse della recente gestione urbanistica e ambientale del territorio.
Legambiente: «Premio paradossale, ignorate le criticità ambientali».
In un comunicato diffuso dopo la cerimonia di premiazione al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, Legambiente ha espresso “forte dissenso” verso l’attribuzione del premio, denunciando l’assenza di ascolto verso la comunità e le gravi ricadute ambientali del polo logistico: una struttura grande quanto 17 campi da calcio, costruita su un’area di risorgive ad alta biodiversità.
«La costruzione di questa grande struttura, invece di puntare sul riutilizzo di edifici abbandonati, rappresenta un’ulteriore perdita di suolo e biodiversità», attacca il circolo Medio Adige, sottolineando anche i potenziali impatti negativi su traffico, qualità dell’aria e vivibilità, soprattutto per le frazioni di Campagnola, Pozzo e Raldon.
Il parere negativo di ARPAV e i dubbi sulle promesse
Legambiente ricorda inoltre che già nel 2022 l’ARPAV aveva espresso un parere negativo sul progetto (protocollo n. 2022-0015351 del 18/02/2022), evidenziando le criticità in termini di consumo di suolo, inquinamento e viabilità. A fronte di ciò, l’associazione si chiede come si sia potuti arrivare non solo alla rinuncia al ricorso al TAR da parte dei Comuni, ma anche a una celebrazione pubblica della vicenda, definita “paradossale”.
Anche le dichiarazioni dei sindaci, che hanno definito il progetto come un’opportunità per il territorio e la sostenibilità, vengono lette da Legambiente come “una strategia di compensazione economica più che una reale politica ambientale”. Le opere annunciate, come il parco fotovoltaico o una ZTL, secondo l’associazione restano vaghe, non supportate da documentazione dettagliata o da pareri ufficiali di enti come ANAS.
Un premio che divide e alimenta tensioni
L’organizzazione Verona Network ha precisato che l’intento del premio non era quello di valutare il merito del progetto logistico, ma di riconoscere il “gesto di responsabilità” istituzionale tra i due Comuni. Tuttavia, la posizione di Legambiente è netta: «Il rischio è quello di legittimare processi opachi e decisioni discutibili sotto il profilo della sostenibilità».
Il premio, insomma, anziché unire, finisce per accendere nuove fratture in un territorio già segnato da forti tensioni ambientali e sociali, leggi ex Ricamificio e Saifecs.

L’area del Polo logistico di Campagnola.
Foto: Paola Conti, Sindaco di Zevio, e Attilio Gastaldello, Sindaco di San Giovanni Lupatoto al ritiro del premio.
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