Il consigliere comunale di minoranza Costantino Meo rompe con il gruppo della Lega di Bovolone ed è pronto a entrare nella maggioranza guidata dal sindaco Orfeo Pozzani.
I leghisti lo vogliono fuori per assenteismo, ma dietro la rottura si cela una frattura politica profonda. Le sue parole lo confermano: «Non ero allineato con loro, meglio provare a fare qualcosa in maggioranza che restare solo e isolato».
Eletto nel 2021 tra le fila della Lega, Meo abbandona ufficialmente il gruppo e chiede al sindaco di poter collaborare con l’amministrazione, in una mossa che scuote il consiglio comunale nell’ultimo anno di mandato.
Il sindaco, dal canto suo, non chiude la porta: «In un paese di 16 mila abitanti c’è sempre qualcosa da fare. Valuteremo la disponibilità di Meo e ne parleremo nel consiglio di fine luglio». Una risposta che conferma quanto già trapelato: i contatti informali tra Meo e l’area pozzaniana vanno avanti da tempo. Così come pure un possibile accordo politico.
Frattura insanabile nella Lega locale
Dietro la scelta di Meo non c’è solo la volontà di “fare qualcosa” per Bovolone, ma anche una rottura profonda con il gruppo locale della Lega, culminata nella richiesta formale di decadenza presentata in consiglio da Silvia Fiorini, capogruppo Lega, assieme a Fratelli d’Italia e Bovolone Nostra. Motivo: l’assenteismo. Secondo Fiorini, Meo avrebbe saltato 27 consigli su 34. Ma lui replica: «Le assenze erano tutte giustificate». E a fine giugno, tornato in aula, si è scusato con gli elettori, parlando di motivi personali superati.
Dietro le quinte, però, i motivi sembrano più politici che disciplinari. Lo conferma lo stesso Meo: «La Lega a Bovolone è da sempre contro Orfeo, a prescindere, indipendentemente da quello che fa. Io non ho quei rancori del passato» – riferendosi all’esposto che Pozzani presentò contro di lui all’Ordine dei Giornalisti per una vignetta satirica pubblicata su La Rana nel 2023 quando lui era direttore editoriale del free press. «Se una cosa la ritengo giusta, non vedo perché non votarla. Per questo ho preferito a volte assentarmi».
A rafforzare la distanza dal partito anche un elemento formale: «La tessera militante non me l’hanno rinnovata, la tessera sostenitore è scaduta e non l’ho rifatta».
Le tensioni con il direttivo locale e il commento di Borchia
Meo racconta anche dei dissidi con il segretario provinciale Borchia, che a suo dire gli avrebbe chiesto di dimettersi o seguire la linea ufficiale del direttivo. Ma lui ha scelto di restare come indipendente. «Io ho preso i voti della gente – dice – e non voglio fare un passo indietro. Ma la mia parte della Lega non è allineata con quella di Bovolone». E ancora: «So che mi vogliono fuori. Ma non voglio che passi l’idea che ho rotto io».
Sulla questione interviene anche il segretario provinciale della Lega, Paolo Borchia, che replica con fermezza:
«Con Meo non c’è stato nessun dissidio, io ho sempre ascoltato sia la sezione che Meo. Il quale ha inanellato una serie di promesse non mantenute – dalla sparizione per due anni dalle riunioni della sezione della Lega a un totale assenteismo in consiglio. È decaduto da socio il 1° aprile 2024 perché non ha rinnovato la tessera. Quando la campana è una sola, poi l’unica verità che esce è di comodo».
Verso la maggioranza (e oltre)
Meo conferma l’intenzione di entrare formalmente in maggioranza, magari passando per una lista civica: «Orfeo mi ha sempre detto che c’era disponibilità. Adesso valuterà ufficialmente in consiglio il 30 luglio».
In vista delle elezioni del 2026, aggiunge: «Se Pozzani si ripresenta, può contare sull’appoggio di partiti importanti, Forza Italia e forse anche Fratelli d’Italia. La Lega da sola rischia di non contare nulla». E se la rottura dovesse diventare definitiva, Meo lascia aperta ogni opzione: «Potrei anche candidarmi con una civica o restare in maggioranza come indipendente».
Un’uscita annunciata?
Per la Lega locale, quella di Meo non è una sorpresa ma una conferma. Lo stesso consigliere afferma: «Loro hanno già deciso di escludermi. Borchia ascolta quello che dicono Fiorini, Zanchettin & Company, e loro mi vogliono fuori». Resta il dubbio su chi farà il primo passo: la Lega con l’espulsione formale dal gruppo, o Meo con la dichiarazione ufficiale di indipendenza.
La vicenda mostra una volta di più le tensioni interne ai partiti, la fragilità delle alleanze e le difficoltà nel mantenere coesione nei gruppi consiliari. Per la Lega, si tratta di una frattura politica che va ben oltre le semplici assenze.
La replica della sezione Lega: «Nessuna decisione da prendere, è Meo che ha scelto di allontanarsi»
A chiarire la posizione del partito è Federico Zanchettin, segretario della Lega di Bovolone: «Noi non abbiamo preso alcuna decisione perché non c’è nulla da decidere. La scelta l’ha fatta Meo. È lui che ha smesso di partecipare, non solo ai consigli, ma anche alle riunioni del gruppo. Nonostante l’invito esplicito del segretario provinciale, ha scelto di non fare alcun passo indietro».
Zanchettin precisa: «Non ha più rinnovato la tessera, non partecipa più alla vita del gruppo, e nel frattempo ha fatto capire – almeno a mezzo stampa – che vuole passare in maggioranza. Ma a noi non ha detto nulla ufficialmente. Finché non lo farà, restiamo in attesa».
E respinge le critiche mosse da Meo: «Non è vero che facciamo opposizione distruttiva. Abbiamo fatto proposte, emendamenti, suggerimenti ai regolamenti. Sono agli atti. Non si può dire che non abbiamo fatto opposizione seria».
Sulla possibilità che Meo venga accolto da Pozzani: «Personalmente ho dei dubbi che avverrà davvero, non posso crederci, anche se tutto lascia pensare il contrario. Ma lo vedremo il 30 luglio. Noi resteremo coerenti: se Meo uscirà ufficialmente, non parleremo più a nome suo».
Foto: da sinistra, Costantino Meo, Silvia Fiorini, Paolo Borchia e Federico Zanchettin.
L’articolo è stato aggiornato e ripubblicato per correggere due refusi sui nomi dei protagonisti ed è stato integrato con un breve commento del segretario provinciale della Lega, Paolo Borchia.
Copyright © 2025 | Il Nuovo Giornale | Tutti i diritti riservati.














