Dopo il ritiro delle deleghe a Faustino Tosi da parte del sindaco Orfeo Pozzani e lo scontro con Fratelli d’Italia, “I Negozi di Bovolone” rivendicano la raccolta firme sulla sicurezza. “Accuse ingiuste ai nostri delegati, agito in buona fede”.
BOVOLONE – È al centro di un vortice politico la raccolta firme promossa dall’associazione “I Negozi di Bovolone” sul tema della sicurezza cittadina. Una vicenda che, oltre a scatenare la reazione del sindaco Orfeo Pozzani – culminata nel ritiro delle deleghe al capogruppo di maggioranza Faustino Tosi – ha visto emergere tensioni anche con ambienti di Fratelli d’Italia, con accuse incrociate di strumentalizzazione politica.
Per questo l’associazione, attraverso il presidente Simone Arzenton e il Direttivo, ha deciso di intervenire pubblicamente “per fare chiarezza” e ribadire la correttezza del proprio operato. In allegato a questo articolo è disponibile anche copia integrale della lettera inviata inizialmente a Sindaco, Carabinieri e Polizia Locale sulla raccolta firme.
Ecco il testo della nota pervenuta in redazione dall’associazione:
«L’Associazione “I Negozi di Bovolone”, visto quanto detto e scritto su varie testate giornalistiche, ritiene doveroso intervenire per dirimere ogni dubbio sulla vicenda della raccolta delle firme sul tema sicurezza.
Avendo ricevuto in questi ultimi mesi varie segnalazioni da parte degli esercenti di Bovolone relativamente a comportamenti irrispettosi e contrari al vivere civile che provocano grave disagio, il Direttivo ha ritenuto opportuno farsi carico di tali preoccupazioni, prestando la propria disponibilità a collaborare per trovare una soluzione per affrontare uniti il problema sulla sicurezza.
Si è deciso pertanto di redigere una lettera da indirizzare al Sindaco, ai Carabinieri e alla Polizia Locale descrivendo i fatti oggetto di preoccupazione con l’intento di sollecitare gli organi preposti per un sollecito ed efficace riscontro, senza giudicare l’operato da loro finora svolto. La lettera è stata sottoposta al Sindaco Orfeo Pozzani e alle forze dell’ordine prima di iniziare la raccolta firme, nell’ottica di mostrare il nostro intento collaborativo.
Il Direttivo si è dunque attivato, coinvolgendo 5 delegati e raccogliendo ben 132 firme tra negozianti e professionisti di Bovolone.
In data 19 maggio, durante una riunione organizzata dall’Associazione, il Sindaco è intervenuto, criticando l’iniziativa, dallo stesso giudicata “controproducente” e addirittura “preoccupante per le nostre attività”, e riferendo che tanti di coloro che avevano aderito non sapevano nemmeno “cosa c’era scritto sul foglio e si sono fidati”.
Il Primo Cittadino ha contestato la modalità con cui è stata redatta la lettera, in particolare quando sono stati elencati nel dettaglio i motivi di preoccupazione, che di fatto erano stati già oggetto di particolare attenzione sui quotidiani locali.
Ha inoltre comunicato che sarebbe personalmente passato da ciascun firmatario “per far leggere quello che avevano firmato”, facendo intendere che i delegati alla raccolta avessero sottoposto alla firma un documento diverso da quello effettivamente sottoscritto.
Con nostro dispiacere sono state mosse accuse gravi nei confronti dei 5 delegati che hanno dedicato il loro tempo nella raccolta delle firme in totale buona fede, screditando gli intenti e l’operato stesso dell’Associazione. Se qualcuno dei sottoscrittori, prima di apporre la firma con il timbro della sua attività, ha ritenuto superfluo leggere la lettera mostrata dai 5 delegati non si può ascrivere a questi alcuna colpa o addirittura dolo.
Vale la pena ascoltare la registrazione video della riunione, visibile sul sito dei “I Negozi di Bovolone” cliccando sul link allegato.
La situazione è poi degenerata. Siamo dispiaciuti del fatto che l’operato dell’Associazione sia stato strumentalizzato per questioni politiche e personali, distorcendo l’intento collaborativo iniziale da noi sempre manifestato.
Nelle 14 lettere di revoca protocollate nei giorni successivi vengono infatti mosse gravi accuse nei confronti di chi si è adoperato per la raccolta firme, lesive della loro dignità ed onestà.
L’Associazione per il momento non intende proseguire nella verifica di eventuali responsabilità, preferendo rimanere fedele a quell’ottica collaborativa che da sempre l’ha contraddistinta, continuando a sostenere la comunità dei commercianti di Bovolone, dando loro voce e libertà di pensiero».
L’associazione conferma quindi la propria disponibilità al dialogo con le istituzioni, ma rivendica la piena legittimità dell’iniziativa: «Nessuna forzatura, solo preoccupazioni reali raccolte dai commercianti».
Il clima resta teso, ma l’appello è a ritrovare unità e confronto.
Qui la lettera
I NEGOZI DI BOVOLONE – LETTERA AL SINDACO
Foto: il presidente dell’associazione I Negozi di Bovolone, Simone Arzenton.
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