Un viaggio nel cuore profondo del ‘900 grazie a quattro storie significative e a quattro grandi temi: l’illusione, A Londra nel 1851la catastrofe, la rinascita e la disillusione.

Questi gli argomenti toccati ieri sera nello spettacolo Frammenti di ‘900. Parole e musica per raccontare un secolo messo in scena nel Giardino di Palazzo Fioroni, scritto e interpretato dal direttore della Fondazione Federico Melotto al quale è stato da poco riconfermato l’incarico in Fondazione fino al 2027. Con lui sul palco Leonardo Maria Frattini (voce e chitarra) e Vittorio Pozzato (pianoforte e fisarmonica) i quali hanno impreziosito la serata con alcune celebri canzoni.

«Questa particolare formula di spettacolo – ha dichiarato Melotto – che noi pratichiamo da un po’ di anni è particolarmente felice perché ci consente di parlare di temi anche complessi in modo, credo, accattivante. Dimostriamo che la storia, materia spesso considerata ostica, è in realtà un qualche cosa di vivo. Anzi, è proprio il racconto della vita delle persone, nulla di astratto o di freddo dunque. L’obiettivo, insomma, è sempre lo stesso: raccontare una storia e accompagnare il pubblico attraverso un viaggio di scoperta e di conoscenza. La gente dopo i nostri spettacoli torna a casa un po’ arricchita e un po’ emozionata, cosa che non guasta».

Melotto ha articolato il suo racconto partendo dalla grande Esposizione universale di Parigi del 1900, quando trionfò l’illusione degli Occidentali di aver ormai creato i presupposti per un mondo perfetto. Ha poi proseguito con l’omicidio dell’Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo nel 1914 quando venne meno l’illusione di un mondo pacificato e l’Europa sprofondò nella catastrofe. Ha continuato con un divertente focus tutto locale: il miracolo economico visto da Legnago quando la cittadina, nel 1960, partecipò alla trasmissione cult Campanile Sera. Fu un disastro.

Infine, l’ultimo capitolo, forse il più intenso anche per la vicinanza temporale degli eventi raccontati, ha riguardato il racconto di alcuni momenti delle guerre in ex Jugoslavia e in particolare la tragica vicenda di Admira Ismic e Boško Brkic i due giovanissimi fidanzati uccisi da un cecchino a Sarajevo nel 1993 mentre tentavano di scappare alla ricerca di un futuro migliore.

«Sono davvero contento ed emozionato – ha dichiarato al termine il presidente della Fondazione Luigi Tin – abbiamo assistito ad uno spettacolo intenso e toccante. È il segnale evidente di una realtà culturale, la nostra, viva e in grado di creare e di mettere in scena prodotti culturali di alto livello».

Tanti gli applausi rivolti alla fine ai tre protagonisti sul palco dal numeroso pubblico presente alla serata il cui costo del biglietto di 10 euro è stato devoluto al progetto per la realizzazione del nuovo Museo Archeologico Romano di cui si attendono i fondi ministeriali ma che il presidente Tin assicura essere in dirittura d’arrivo.

Un successo da riproporre lo spettacolo Frammenti di ‘900, come pure il brindisi finale con Pinot Brut e Brut Rosè della Cantina Passarini di Valgadizza di Legnago, offerto a tutti i presenti alla serata.