Il comunicato dell’azienda pubblicato anche sui social non lascia spazio a illusioni. La guerra in Ucraina, i rincari improvvisi delle materie prime e l’impennata del gas hanno costretto la Zanardi Fonderie, la grande azienda di via Nazionale a Minerbe che occupa 250 addetti, alla chiusura di due reparti produttivi.

«I tragici eventi delle ultime settimane ci stanno coinvolgendo sul piano emotivo ed economico. – si legge nel comunicato – Mentre auspichiamo una rapida risoluzione del conflitto fra Russia e Ucraina, assistiamo a un’impennata senza precedenti dei costi energetici, che ci porta a fermare, per una settimana, i nostri impianti produttivi. È una decisione sofferta, ma in questo momento necessaria per contenere l’emergenza, in attesa di capire come affrontare l’inaspettato scenario che ci attende».

Di conseguenza, un’ottantina di addetti, occupati nei reparti di fusione e trattamenti termici, da ieri sono a casa e per ora stanno sfruttando una settimana di ferie.

È preoccupato Fabio Zanardi (nella foto), amministratore delegato delle Fon- derie di famiglia e presidente di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore: «Stiamo cercando di capire cosa sta succedendo nel mercato, se ci sarà un intervento del Governo, se i clienti accetteranno i nostri rincari, se avremmo le materie prime per continuare a produrre. Tanti punti di domanda».

Non è da escludere che la prossima mossa della proprietà possa riguardante i lavoratori, con la richiesta di cassa integrazione da utilizzare al bisogno per ulteriori stop produttivi.

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